2. Noah

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Buongiorno, ragazze!

Avevo detto che i vari capitoli sarebbero usciti di lunedì, lo so, ma domani uscirà il mio terzo romanzo (vi metterò la scheda con tutte le info) e avrò da concentrarmi su quello, pertanto ho pensato che fosse meglio pubblicarvi il capitolo oggi per non rischiare di dimenticare di farlo domani.

Il prossimo capitolo sarà online, come stabilito all'inizio, l'11 Febbraio 2019.

Buona lettura!

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Noah stava facendo di tutto per apparire sicuro della sua decisione agli occhi di Zach, ma in cuor suo stava letteralmente tremando come una foglia. Quella che stava per affrontare era definitivamente la prova del nove.

Dopo dieci anni a mentire, era giunto il momento di dire basta.

Zach non era stato molto convinto, all'inizio, ma lui aveva insistito. Capiva e apprezzava che il suo ragazzo volesse assicurarsi che le cose filassero lisce, anche se questo significava passare sempre come "il migliore amico della stella dell'NBA Noah Ferraro" sui giornali, ma lui non ce la faceva più.

Zach era troppo importante per lui per continuare così.

Per amor di verità, lui avrebbe voluto non iniziare affatto, ma le cose erano andate come erano andate e adesso si ritrovavano in quella situazione.

In realtà, era anche colpa sua. Aveva procrastinato troppo. Si era continuato a dire "C'è tempo, glielo dirò", ma in realtà aveva trovato sempre una scusa per non farlo. Zach non glielo aveva mai fatto pesare, ma era ora di mettere la parola fine alle bugie e di far uscire alla luce del sole quello che veramente era importante.

E quel qualcosa erano lui e Zach.

Perciò, suonò il campanello e attese, col cuore che scandiva i secondi come un tamburo tribale durante un cerimoniale notturno intorno al fuoco. Gli sembrava quasi di sentire lo schioccare del legno che bruciava, ma forse era solo il suo cuore che rimbombava nelle sue orecchie.

Zach gli strinse forte la mano mentre i secondi si trascinavano in attesa che qualcuno aprisse la porta.

Uno.

Due.

Tre.

Quattro.

Cinque.

«Sì?»

La voce di sua madre ruppe il silenzio quando l'uscio venne aperto. Il suo viso ormai invecchiato era ancora piacevole come lo ricordava. La pelle tipicamente mediterranea faceva risaltare il rossetto rosa e nascondeva quasi le rughette che le erano comparse intorno agli occhi vivaci.

Non appena lo riconobbe, sorrise felice. «Tesoro!» Lo abbracciò di slancio. «Cosa ci fai, qui? Pensavo non saresti tornato prima del mese prossimo!» gli disse, carezzandogli i capelli come aveva sempre fatto sin da quando era un bambino. Ma non lo fece rispondere prima di gridare: «Caro! Caro! Vieni qui! C'è Noah!»

Dall'interno della casa giunse il rumore dei passi pesanti di suo padre e in men che non si dica comparve nel corridoio con sua sorella Temperance al seguito. L'uomo sorrise e lo abbracciò, mentre Temp adocchiò le loro mani ancora unite e alzò un sopracciglio in una muta domanda. Noah scosse impercettibilmente la testa chiedendole di aspettare e la sorella alzò un pollice per fargli capire che lo avrebbe fatto.

Era letteralmente terrorizzato, ma non aveva intenzione di tirarsi indietro. Sapere di avere l'appoggio di due delle persone più importanti per lui era uno stimolo a non cedere proprio adesso.

Strinse la presa sulle dita di Zach, che aveva già tentato di sfilarle dal suo palmo quando la porta era stata aperta, e intrecciò le dita alle sue. Strinse e ricevette in cambio una stretta. Chiuse gli occhi e rilasciò un sospiro.

Zach è qui. Andrà tutto bene.

«È bello rivederti, figliolo,» disse suo padre, prima di guardare il suo ragazzo. «Anche te, Zach.»

Zach sorrise nervosamente, mentre le guance si coloravano appena di rosso, probabilmente per il nervosismo. Aveva ancora la carnagione bronzea che rendeva difficile capire se stesse arrossendo davvero o meno, ma Noah lo conosceva come le sue tasche e sapeva bene cosa significasse quella sfumatura sulle sue guance. «È un piacere anche per me, signore.»

Sua madre fece per dire qualcosa, quando, a un tratto, finalmente, lo notò.

Noah era rimasto col fiato sospeso fino a quel momento, in attesa che qualcuno oltre Temp se ne rendesse conto. E alla fine era successo.

Sua madre aveva visto le loro dita intrecciate e adesso non si poteva più tornare indietro.

Non che lo volesse.

«Tesoro, cosa...?» Sua madre lo guardò con espressione confusa, richiamando l'attenzione del marito su quel particolare.

Gli occhi di suo padre si sgranarono e tutta l'aria del portico sembrò essere risucchiata via. «Che cosa significa?» domandò con tono gelido, fermo, vibrante di rabbia trattenuta.

Noah prese un respiro e lo rilasciò lentamente. «Mamma, papà, devo dirvi una cosa importante. Possiamo entrare?»

Aveva taciuto quel segreto troppo a lungo. Era ora di avere coraggio e fare coming out con la sua famiglia.

Amore è Amore - 10 Anni DopoDove le storie prendono vita. Scoprilo ora