Capitolo 76 - nel frattempo... (Leo e Kathy)

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"Una gravidanza non è una malattia mortale" (Simone de Beauvoir)

So che ho anticipato che i capitoli 76-77 sarebbero stati raccontati dal PoV di CC, ma ho cambiato idea e ho pensato che fosse utile un intermezzo con Leo e Kathy.

Quindi torniamo un momento a Boston per vedere come procede la gravidanza di Kathy.

Boston, MA (un mese dopo la dipartita di Amalia)

Leo PoV

A Boston stanno fiorendo i ciliegi giapponesi nel giardino della mia villa. Avere questo angolo di paradiso a portata di mano è perfetto per Kathy.

La sua gravidanza procede, anche se ho una paura paralizzante che possa succedere qualcosa a lei o al nostro bambino.

Ha voluto fare a tutti i costi il prelievo dei villi coriali, nonostante il rischio di aborto di una villocentesi. Vero è che la percentuale è molto bassa, si aggira attorno all'1%, ma la sua predisposizione e la sua storia degli aborti precedenti, mi ha preoccupato non poco.

Per fortuna è emerso che il bimbo non ha anomalie genetiche e abbiamo avuto il bonus di sapere che arriverà un piccolo cagliostrino, un ometto, che sperò sarà bello come sua madre.

Purtroppo dopo l'esame Kathy ha avuto disturbi collaterali abbastanza seri, perdite di sangue, contrazioni uterine e ha rischiato una infezione intrauterina, che abbiamo scongiurato con una dose massiccia di antibiotici non appena la febbre è salita in modo eccessivo.

E' da una settimana che è a letto quasi immobile su raccomandazione della sua ginecologa, e io l'ho tenuta sotto stretto controllo.

Per questo motivo in questo momento è nevrastenica, e mi ha appena tirato dietro i due libri che le ho portato per distrarla.

Mi ha anche cacciato dalla nostra camera, urlandomi "E' solo colpa tua se sono in questo stato, tua e di quel coso che hai tra le gambe che non so nemmeno perché mi piacesse tanto... Sono stufa marcia, non sopporto più di stare a letto quasi immobile. Questo bambino comincia a rompere ancora prima di nascere, diventerà proprio come te. Vai via, vai via dalla mia vista, non ce la faccio a sopportarti con quel sorriso ebete che fai quando mi accarezzi la pancia. Solo questo sono diventata per te, un'incubatrice per il tuo erede. VATTENE!..." e qui mi ha tirato i libri.

Povera Kathy, ma si è cacciata in questa situazione da sola, non le ho chiesto io di sospendere gli anticoncezionali. Forse non lo ricorda, o non vuole ricordarselo giusto per dare la colpa a me e trasformarmi nel capro espiatorio di come sta ora.

«devo pazientare ancora un paio di giorni poi potrà alzarsi e tornerà tutto come prima...»  mi continuo a ripetere, come un mantra per autoconvincermene.

In giardino ho fatto installare due poltrone di vimini e due chaise-long con morbidi cuscini, sotto un gazebo di legno bianco e un tettuccio impermeabile, e tende per ripararsi dal vento. Potrà così usufruire di un ambiente sereno, all'aria aperta e profumata dai molti fiori che lei stessa ha curato personalmente fino a poche settimane fa, e dove potrà ricevere visite oppure, se le va, lavorare un po' per combattere la noia.

Da Istituto e Università ha dovuto staccare quasi subito, su raccomandazione del suo medico. Troppo stressante il nostro lavoro per la sua situazione, ma le manca. Sto pensando alla proposta di Alice, una email che non ha avuto seguito perché me l'ha inviata lo stesso giorno in cui è mancata sua nonna.

Non ha avuto seguito perché subito dopo è piombata in una depressione titanica.

Claudio mi ha chiesto consiglio ma non ho saputo cosa dirgli. Non ha mai passato un periodo così brutto, qui a Boston, nonostante la sua tristezza latente durata molto a lungo, forse per tutti i cinque anni in cui è stata con me.

L'ho sentito così «impotente». Neanche la piccola Claudia riesce più a sollevarle lo spirito.

Spero solo, per mio fratello e per il loro rapporto, che non faccia azioni sconsiderate che possano nuocere a lei o ai gemelli. Vorrei averli vicini, lei, la mia nipotina e mio fratello.

Ma devo pensare a Kathy ora, è lei che ha la mia priorità.

Ripensando appunto alla proposta di Alice, quella di scrivere noi due un testo universitario specifico per il tipo di corso di specializzazione che sta impostando a Roma, e che contestualmente anche Kathy sta pensando per la nostra Università, ho pensato che mia moglie, visto che non potrà uscire di casa ancora per parecchie settimane, potrebbe sostituirmi nella sua  stesura. Sono convinto che buttarsi in questa attività le risolleverebbe il morale e le toglierebbe la sensazione di inutilità che sicuramente sta provando in questo periodo, e, chissà, forse lavorare loro due insieme su questo progetto potrebbe aiutare anche Alice.

Dovrò parlarne con Claudio nei prossimi giorni. E mentre sono piuttosto soddisfatto di quella che potrebbe essere una soluzione dei problemi di gestione delle nostre due consorti gravide...

"LEEOOOOO!!!"  l'urlo di Kathy mi giunge attutito, attraverso la finestra appena socchiusa, ma alle mie orecchie è come una sirena d'allarme e mi causa un terrore cieco. Corro come un forsennato per le scale e con il fiatone piombo in camera, con il cuore in gola e sudando freddo.

E mi fermo pensando di avere una allucinazione.

E' seduta sul letto, con le mani sul ventre e uno sguardo di pura estasi, così come di pura estasi è il suo sorriso. E' meravigliosa, è la mia donna ed è meravigliosa.

SI rivolge a me con la sua voce più dolce, è pazzesco come una donna in mezz'ora si possa trasformare da strega in creatura celeste, "Leo, amore, ha scalciato! Nostro figlio si è mosso e ha scalciato! Non ero mai riuscita ad arrivare a questo punto della gravidanza. Adesso sono sicura che andrà tutto bene. Scusami per le accuse di prima, per me ha parlato la mia paura più nascosta, quella di fallire un'altra volta. Ma ora sono davvero ottimista, vieni qui accanto a me Leo, abbracciami, abbracciaCI."

Come in trance mi siedo sul letto con lei e poso le mie mani sulle sue ancora sul grembo, e li sento anche io, piccoli e quasi impercettibili movimenti. E' il nostro bambino che mi saluta.

Passiamo così il pomeriggio, parlandoci come esseri umani e ritrovando la nostra intesa cerebrale, quella fisica al momento e purtroppo per me, è preclusa

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Passiamo così il pomeriggio, parlandoci come esseri umani e ritrovando la nostra intesa cerebrale, quella fisica al momento e purtroppo per me, è preclusa.

Abbiamo anche scelto il nome del ragazzino, si chiamerà Gabriel, Gabriel Alexander Cagliostro. Anche io ho voluto ricordare così il padre che a me ha dato tanto amore ma Claudio non ha mai conosciuto.

Spero solo che anche a Roma le cose si sistemino in fretta per la salute fisica di Alice e quella mentale di Claudio.

***Fine Capitolo 76

E ora proviamo a vedere che succede in quel di Roma, sono passati due mesi dal decesso di Amalia, Alice si sarà ripresa?

PS: Io adoro Leo Cagliostro...in tutte le sue manifestazioni, terrene e ultraterrene. Adoro anche CC... ma Leo...

Alice Allevi, Medico Legale. Boston, MA [#Wattys2019]Leggi questa storia gratuitamente!