Capitolo 77 - la vita deve andare avanti...

Comincia dall'inizio

"Ehm... no Professore, non arriverei a tanto. Va bene che il Professor Allevi si merita tantissimo, ma no, non commetterei un crimine così efferato... a meno che fosse per salvarla in una situazione di pericolo, ovviamente"

«Certo, ovviamente...» penso... «e crede che io non sarei capace di omicidio per proteggere la mia famiglia?»

"E quindi cosa proporrebbe per procurarsi un cadavere di quel genere? Non è che i morti per delitto caschino dal cielo, e non tutti arrivano qui a causa di crimini di cui si occupa Calligaris"

"Stavamo pensando all'amico del Professore, quello americano del FBI, quello fidanzato con la precedente baby sitter di Claudia"   chiarisce, io sto iniziando a capire dove vuole arrivare e lo lascio proseguire "e sappiamo che ora lavora per l'Interpol e stanno per trasferirsi a Roma, Giulia ha sentito che ne parlavate l'altra sera. Allora forse si potrebbe contattare lui per capire se sta investigando su qualcosa di criminoso. Se ci fosse un cadavere ancora meglio, altrimenti sappiamo che potrebbe essere interessata lo stesso. Lui poi la conosce e sa di cosa potrebbe avere bisogno. Ecco. A noi due era venuto in mente che fosse qualcosa che la può liberare dall'apatia" e abbassa gli occhi, arrossendo, timoroso di avere detto o fatto qualcosa che non approvo... e invece...

"Vietri, lei e Giulia insieme siete meglio di Laura Holt e Remington Steele (*), ma certo, come ho fatto a non pensarci. Una investigazione è quello che ci vuole... chiamo Luke immediatamente chissà che non abbia per le mano qualcosa di utile" rispondo e mentre Luke se ne sta andando lo fermo "ah... Vietri. Grazie". Lui sorride ed esce un po' più spavaldo di come è entrato.

*** *** *** ***

Entro in casa la sera con un sorriso a 32 denti perchè ho parlato con Luke e forse abbiamo trovato una soluzione.

"Ciao Amori miei !!!"  Non faccio tempo a posare la borsa e il cappotto che Claudia mi corre incontro e si fa prendere in braccio, però... quanto è cresciuta nel giro di pochi mesi, non facevo così fatica in novembre.

"Hi dad!" e baciandomi mentre mi accarezza la  barba mi dice, stranamente ancora in inglese
"I have important news dad... Luke and Sophie are coming to Rome and I need to refresh my english... you know".

"Eh certo che lo capisco, ma ora stai parlando con me e preferirei lo facessi in italiano, sono troppo stanco per seguirti in un'altra lingua"

"Va bene papi, volevo solo dire che sono tanto contenta. Mamma però non capisco se è contenta. E' di là, in camera vostra. Seduta sul letto e guarda delle fotografie. C'è la nonna-bis in quelle foto..." e mentre lo dice le scende una lacrima.

No, non lo posso più sopportare. Il comportamento di Alice sta facendo soffrire la bambina, e chissà gli altri due come stanno. E' una irresponsabile.

Poso Claudia dicendole "vai in cameretta cucciolo, e io ti raggiungo tra poco così prepariamo insieme la cena, pizza? e poi facciamo un puzzle" e lei corre subito saltellando verso il suo regno tutto rosa.

Entro in camera e vedo Alice apatica come l'ha descritta Claudia. Sento montare una incazzatura mondiale, ma provo a trattenermi.

"Alice, per favore posa quel volume e vieni in soggiorno, ti devo dire una cosa

Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.

"Alice, per favore posa quel volume e vieni in soggiorno, ti devo dire una cosa."  Lei mi guarda, ma non mi vede, ha gli occhi assenti, sembra «fatta». Non oso pensarlo davvero ma provo a chiederglielo "Alice? Hai preso qualche farmaco strano di recente?"

"Eh? Ah sei tu Claudio, no, perché questa domanda? Cosa mi stavi dicendo?" ecco che è tornata sulla terra.

Mi siedo sul letto al suo fianco, le prendo una mano e le dico "Alice, siamo tutti preoccupati per te. Non lavori, non mangi, non giochi con tua figlia. Ti rendi conto che è un comportamento assurdo? Attorno a te, e soprattutto qui, in questa casa, ci sono persone che hanno bisogno di te. Io ho bisogno di te, che torni a essere quella di prima. Non mi importa dei disastri che potresti combinare, almeno mi combinassi qualche disastro! Almeno so che sei viva. Sembri una zombie, Claudia si è chiusa in sé perché ti ha vista in questo stato. Ti rendi conto! Il tuo assurdo comportamento sta toccando nostra figlia, e avrà impatto anche sugli altri due se continui a dimagrire."
Parto con calma cercando di essere pacato ma non ce la faccio, mi sento impotente di fronte a questo stato di cose, e sono così arrabbiato che vorrei spaccare tutto "Alice questo è un ultimatum, se ti vuoi ammazzare fallo pure, ma dopo che avrai dato alla luce i miei figli! Quando saranno nati non mi importerà più, non posso più sopportare questo tuo stato, ti sei allontanata da tutti. E io non lo accetto. Vuoi andare via? Bene, ma prima mi lasci i miei figli dopodiché io me ne lavo le mani di te e di quello che potrà succederti. Ammazzati pure per quello che mi riguarda!"

Alice spalanca gli occhi, che le si riempiono di lacrime, apre la bocca come per parlare, ma non ci riesce. Le esce solo un singhiozzo e poi si alza e se ne va... apre la porta dell'attico e si fionda dalle scale... dopo un attimo di smarrimento le corro appresso, ma non faccio a tempo a raggiungerla. E' già caduta, è riversa sul pianerottolo, con una ferita alla tempia, incosciente.

"Mio dio, Alice!" urlo. Mi sente Claudia che corre e urla "MAMMA!". Per fortuna Giulia era in casa, corre fuori dall'uscio di casa anche lei e prende in braccio una Claudia urlante portandola via dalla scena.

Io con le mani tremanti digito il 118 sul cellulare, riesco a dare le informazioni minimali e poi corro in casa a prendere lo stetoscopio e il misuratore di pressione. Il cuore batte ma ha degli scompensi. Con delicatezza tocco il ventre di Alice. Sento i bambini muoversi, sono piuttosto agitati. Spero che loro stiano bene, stranamente penso solo ai miei bambini, sono loro la cosa più importante? Sono diventati loro? Non più Alice? Quando è successo? Fino a due mesi fa se avessi dovuto scegliere tra loro ed Alice avrei senza dubbio scelto lei.

E ora? Cosa sono diventato?

Le prendo la mano, é fredda, il polso é debole. Intanto le pulisco la ferita alla tempia. Tanto sangue ma la ferita é molto piccola. Tiro un sospiro di sollievo.

"Alice, amore, ti prego apri gli occhi. Sono io, sono io Alice, sono Claudio..."

continua...

***Fine Capitolo 76

E, però Alice. Hai questi alti e bassi di reazione, capisco gli ormoni ma datti una mossa. Altrimenti Claudio finirai per perderlo, e questa volta definitivamente.

Se la caduta avesse cause sui gemelli, Claudio non la perdonerà mai, proprio mai.

(*) vedasi telefilm "Mai dire si" anni '80 – con un Pierce Brosnan da urlo.

Alice Allevi, Medico Legale. Boston, MA [#Wattys2019]Leggi questa storia gratuitamente!