BabyGirl 🌸 Capitolo Quattro

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Capitolo 4
15 Settembre, 2016

Camila:
"Alzati e mettiti questi." L'uomo lancia delle buste a me e a Summer e lascia la stanza.
La apro per vedere un reggiseno color crema e delle mutandine con rifiniture in pizzo.
"Perché dobbiamo indossarli?" Chiedo disgustata.
Nel tempo che mi ci è voluto per osservare gli indumenti rivelatori, Summer ha indossato il reggiseno e le mutandine e sta facendo scivolare l'ultima calza sulla sua gamba.

"Le persone pagano bene per noi e vogliono essere sicuri che siamo perfette."

"Cosa succede se per qualcuno noi non siamo perfette?" Summer alza le spalle.
"Saremo sicuramente perfette per qualcun altro."

Summer mi intima di mettermi gli indumenti e di muovermi, così non finirò nei guai e non sarò punita dagli uomini che lavorano qui. Lilly presto entra nella stanza e ci accompagna attraverso una tenda viola di velluto che porta ad una grande stanza piena di ragazze con addosso reggiseni e mutandine.

Gli specchi sono allineati lungo tutti e quattro i muri, alcune ragazze si stanno arricciando o allisciando i capelli, mentre altre di stanno truccando e altre ancora stanno solo scherzando.

"Summer, tu ricordi come loro vogliono le cose." Lei ruota gli occhi e si siede ad uno specchio mentre Lilly mi fa accomodare nella sedia vuota accanto a lei.

Inizia arricciando le punte dei miei capelli ed acconciandoli metà su e metà giù. Una volta terminato con i capelli, passa al trucco: applica solo un po' di ombretto, eye-liner e mascara con un rossetto rosso molto intenso.

Quando Lilly si sposta, Summer si sporge e mi sussurra nell'orecchio.
"In cosa cazzo era immischiata Kayli?" Io scrollo le spalle.

"Io non lo s-so. Non avrei mai pensato a questo." Un uomo si affaccia dalla tenda e ci dice di posizionarci in una sola fila di fronte alla doppia porta nera. Cammina lungo la fila guardando ogni ragazza, ma si ferma quando arriva a me e Summer. Ci indica e ci fa cenno di seguirlo.
"Tu per prima." Afferra Summer dalle spalle e la sposta all'inizio della fila.
"Tu sei la seconda." Mi spinge dietro di lei e fa muovere la fila verso la porta.

"Prima ragazza, tocca a te!" Summer viene afferrata dalle braccia e spinga attraverso la porta.

Summer resta nella stanza, o qualunque cosa essa sia, per circa venti minuti ed esce con le lacrime a rigarle le guance. Mentre la sto raggiungendo, provando a parlarle, viene spinta via da me e portata nuovamente attraverso la tenda di velluto.

"Tu sei la prossima." Cammino nella stanza e la doppia porta si chiude dietro di me.
"Cammina verso la piattaforma, tieni le braccia ai lati e non muoverti." Faccio ciò che mi viene detto e vado avanti.
La piattaforma inizia a ruotare ed una persona, attraverso un citofono, mi ripete di star ferma.

"Camila Jane Avila, quindici anni, data di nascita 11 Settembre 2001. Ha fatto ginnastica da quando aveva tre anni ed ha lasciato a dieci, ha anche gareggiato in competizioni dai dieci ai quattordici anni. Non ha malattie conosciute, è sana ed in salute. Camila è alta 1.58m e pesa approssimativamente 58kg. È vergine, il che vuol dire che l'offerta parte da ottantacinque mila."

Molti suoni e tintinnii si sentono per il tempo che sono lì. Infine c'è una campana che suona tre volte.
"L'offerta finale è 6.985.000 sterline." La mia bocca tocca il pavimento alla la ridicola cifra.

Valgo così tanto?
Penso tra me e me.

Uno degli uomini col completo nero viene a prendermi e mi porta attraverso la doppia porta e la tenda di velluto viola. L'uomo mi riporta nella stanza in cui eravamo quando siamo arrivate e mi lascia recuperare i miei averi e, mentre mi guardò intorno, noto che le cose di Summer sono scomparse.

"Dov'è Summer? Devo vederla." L'uomo si lascia andare ad una risata e si pulisce le lacrime agli occhi.
"È stata venduta, BabyGirl. Lei è andata." Il mio cuore cade sul pavimento e si rompe in un milione di pezzi.

"Cosa? No, ho bisogno di vederla!" La sua espressione passa da giocosa a severa in meno di un secondo.

Cammina verso di me mantenendo a stento un po' di spazio tra noi.
"Summer è andata, okay? Non ti sarà permesso di vederla, a meno che il tuo padrone non te lo lasci fare ma, finché sei qui, non la vedrai."

"Padrone?" Lui ride e mi afferra dalle spalle senza rispondermi. Attraversiamo un corridoio familiare e proprio mentre stiamo per attraversare una serie di porte, Lilly arriva correndo dalla fine del corridoio.
"Camila, volevo augurarti buona fortuna a causa del tuo padrone e volevo anche darti questo." Mi passa una busta rosa con sopra scritto 'BabyGirl'.

La scrittura sembra familiare, ma non ci metto la mano sul fuoco.
Lilly si avvicina a me e mi dà un lungo abbraccio prima di augurarmi nuovamente buona fortuna.

Vengo guidata attraverso le porte e sotto una tettoia nera collegata all'edificio.
Un suv di lusso, tutto nero, si ferma ed un uomo con un completo nero ed un cappello nero esce e mette la mia unica borsa nel bagagliaio.
Io salgo ed aspetto che lui parta.

Un uomo esce dalle porte, ma mi dà le spalle.
Lo vedo un paio di volte sbirciare dietro la sua spalla con il viso nascosto dal cappuccio.

L'autista tocca la schiena dell'uomo ed aggira l'auto per salire.
Prima che partiamo verso il nulla, l'autista abbassa il finestrino e l'uomo si gira.

Il mio stomaco cade ed il mio corpo si intorpidisce.

"Papino?" Lui sorride.
"Hey, BabyGirl. Mi sei mancata così tanto." Io salto letteralmente per metà fuori dal finestrino per raggiungerlo ed abbracciarlo. Qualche volta la sua presa si alleggerisce, ma la mia diventa solo più stretta.
"Perché ci hai lasciati?" È la prima cosa che gli chiedo dopo più di dieci anni.

Mi ritraggo dall'abbraccio ma resto comunque fuori dal finestrino.
Lui guarda di nuovo l'edificio e poi guarda me cercando di aiutarmi su qualcosa.
"BabyGirl." Mormora, e tutto ha senso.

"Questo è il tuo posto, giusto?" Abbassa la testa e, con vergogna, la scuote.
"Papino per favore portami a casa. Non voglio stare qui." Scuote di nuovo la testa ed io sento i colori ed il calore lasciare il mio viso.
"C-Come sarebbe a dire no?"

"BabyGirl, ho dovuto fare un accordo-" Lo interrompo.

"Tu mi hai fatto questo? Stai lasciando che io, la tua stessa figlia, sangue del tuo sangue, venga comprata e molestata da uno sconosciuto?" Le lacrime iniziano ad uscire dai miei occhi e la mia vista diventa sfocata.

"BabyGirl, ho dovu-" Non posso ascoltarlo, non voglio ascoltarlo.
Alzo il finestrino e dico all'autista di partire.
Lui indugia per qualche minuto, per vedere se cambio idea, ma non lo faccio.
Mio padre inizia a bussare sul finestrino ma non gli presto attenzione e tengo gli occhi avanti.

Non avrei mai pensato che la prima conversazione con mio padre sarebbe andata così.
Mai in un milione di anni avrei pensato che mi sarebbe accaduto di lasciare tutto a causa sua.

Come può chiamarsi 'uomo' o anche 'padre' quando ha appena venduto sua figlia?
È inimmaginabile, non dovrebbe star accadendo.
Scoprire, dopo tutti questi anni, che possiede un traffico di esseri umani e che io devo farne parte.

Il fatto che non volesse nemmeno portarmi a casa fa spezzare il mio cuore e mi fa venire le lacrime agli occhi.
Il mio intero mondo se n'è andato quando avevo cinque anni, per poi scoprire che era a meno di due ore di distanza dallo spezzarmi di nuovo il cuore.

BabyGirl || h.s. ITALIAN TRANSLATIONDove le storie prendono vita. Scoprilo ora