Anche tu sei Cielo quando Mi senti...

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Laura Maschi

(Padre Nostro che sei nei cieli…)

“Anche tu sei Cielo quando Mi senti…”

Presentazione

Breve biografia:

Mi è stato chiesto di fare una piccola biografia della mia vita per inquadrare questi “scritti” in una esperienza da me vissuta fin dal 1968 circa.

Sono madre di sei figli e ora nonna di dieci nipoti. La mia vita è stata vissuta fino all’epoca della... “svolta” in modo semplice.

Casalinga, dedita solo ai problemi dei figli e della casa. Ho seguito una religione tradizionale impartitami dalla mia famiglia e vissuta semplicemente senza problemi né ripensamenti fino a trent’anni circa. A quell’epoca avevo già il quinto figlio e stavo bene fisicamente e psicologicamente: non mi mancava niente. E’ iniziato allora, non so perché e come, un dubbio: sarà vero che Dio esiste? E ci sarà veramente nell’Eucarestia? Ciò nonostante ho continuato a fare la Comunione dicendo solo: “Signore, se ci sei, dammi la fede” (oggi posso dire che tale fede mi è stata data con sovrabbondanza).

Un po’ di tempo dopo, un giorno, mentre pulivo il pavimento, mi sono sentita, interiormente, dire: “Ti voglio bene!”. Mi sono un po’ stupita, ma senza “tragicizzare” la cosa ne ho parlato con un mio confessore che non mi ha detto nulla al di là di pregare, però l’ho visto contento.

Più tardi, durante una Messa, alla Comunione, mi sono sentita fare chiaramente questa domanda: “Vuoi essere pazza per amore?”. Io ho risposto subito di no (la pazzia non mi piaceva), ma dopo un breve discorso interiore che non ho mai più ricordato, so che ho risposto: “E va bene, Signore, accetto: sia fatta la Tua volontà!”. Poi ho dimenticato questi fatti.

Non ricordo quanto tempo sia passato, ma... un giorno mi sono sentita spinta a scrivere. Non so il perché, e non so cosa, ma da quel giorno è iniziato il mio imprevisto compito: “scrivere” senza sapere e senza conoscere l’argomento.

Nei primi anni, spesso, alla notte mi svegliavo tranquilla e sentivo: “Alzati e scrivi!”.

Ho lottato dentro di me, considerandomi forse pazza o fissata, ma niente mi servivano i miei dubbi, i miei ragionamenti, le mie ribellioni: dovevo alzarmi (con molta paura di svegliare mio marito che sapevo non avrebbe accettato tale mia esperienza, avendo egli una mentalità essenzialmente razionale e scientifica), e in bagno scrivevo quello che, parola per parola, affiorava nel mio cervello.

La mia mente era, in quei momenti, vuota: non avevo né argomenti, né pensieri, tanto che talvolta, all’inizio, chiedevo al Signore perché mi aveva fatta alzare, poi... sentivo una parola e... il discorso fluiva veloce.

Talvolta, nei primi anni, la dettatura si fermava magari a metà frase, e io non sapendo il significato di ciò che scrivevo, non potevo andare avanti, ma, consigliata dal mio confessore, pregavo, e immediatamente la dettatura riprendeva, e quando rileggevo vedevo che il discorso filava benissimo. Io, tali interruzioni le consideravo “interferenze” del maligno perché avvenivano quando si parlava di lui o di Verità a lui scomode.

Ho scritto di giorno, di notte, in tram, ovunque mi sentivo spinta a scrivere, argomenti varissimi, teologici e non, il tutto però non era mai stato, prima, oggetto di una mia consapevole conoscenza, o di un mio studio.

Chi mi dettava tali cose? Ho sempre pensato che tali insegnamenti venissero dallo Spirito Santo: spesso, nei “messaggi”, si parla in prima persona. Ma ho avuto anche alcuni messaggi dalla Madonna, Angeli, Santi, o da persone morte molti secoli fa’ (alcuni nomi erano da me sconosciuti), o da altre persone trapassate: parenti o amici conosciuti in vita.

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