BabyGirl 🌸 Capitolo Tre

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Capitolo 3
15 Settembre, 2016

Camila:
"Non tornare mai più, Camila!" Sbatto la porta dietro di me e corro per le scale in una crisi di lacrime. Non ho nulla se non un borsone pieno di necessità e della mia dignità.

Raggiungo la mia tasca ed estraggo il mio telefono per chiamare l'unica persona che c'è sempre stata per me. Lei risponde al secondo squillo salutandomi con un ciao.

"Hey, puoi venirmi a prendere, per favore?" Senza esitare lei mi dice che posso restare da lei per il tempo che voglio e che sta venendo a prendermi.

Cammino per il marciapiede singhiozzando e ripercorro nella mia testa gli eventi appena accaduti.

Sono stata appena cacciata di casa a quindici anni.

La mia stessa madre non mi vuole più ed i miei fratelli non sanno nemmeno cosa sta accadendo, perché sono a scuola a fare i bravi bambini, qualcosa che non è più usato per descrivere me. Mi siedo e fisso il mondo, guardando come tutto scorre in slow motion dietro i miei occhi. Il mondo è sempre stato noioso per me, nessun colore, nessuna emozione, niente da guardare.

Ora ho qualcos'altro da aggiungere alla lunga lista di miseria.

"Camila?" Guardò in su attraverso gli occhi pieni di lacrime solo per vedere il viso di Summer. Lei si siede accanto a me e prende la mia mano nelle sue.                                         "Cosa c'è che non va, piccola?" Io prendo dei piccoli respiri profondi per calmarmi prima di parlare.

"Mia madre. L-lei mi ha cacciata fuori di casa." Lei mi fa un sorriso triste e mi guarda negli occhi.
"Amica, sembra che siamo sulla stessa barca. Mio padre mi ha cacciata a quattordici anni, quindi sono sopravvissuta due anni in strada; due anni, Camila." Ha ragione, ma nessuna di noi ha idea di quale sarà la nostra prossima mossa.

Mi asciugo le lacrime dalla faccia e raddrizzo la postura.                                                                 "Kayli sta venendo a prendermi per stare da lei, sono sicura che non le dispiacerebbe se ti portassi con noi." Lei è insicura sul mio invito, ma con un po' di persuasione accetta di venire.

Summer è un anno più grande di me ed era solo un grado più avanti di me prima di dover abbandonare la scuola. Sua madre morì di AIDS quando lei aveva solo dieci anni e suo padre si risposò ed ebbe altri bambini, sostanzialmente forzando Summer ad uscire dalla sua vita. Lei non tenne il nome di famiglia, come lui voleva, quindi praticamente la rinnegò ed ora sono tre anni che non si parlano.

Ogni tanto restava con noi per settimane, qualche volta mesi. Era come una sorella maggiore per me, con me faceva sempre delle cose che Julia non avrebbe mai osato fare e sentivo come se questo fosse il motivo per cui avevamo un bel rapporto.

Una familiare macchina tutta nera si ferma nel parcheggio molto vicino a dove siamo sedute.
"È Kayli." Ci alziamo dal marciapiede e, senza pensare, apriamo la portiera posteriore ed entriamo. Una volta allacciata la cintura, alzo lo sguardo e vedo che Kayli non è nell'auto.

"Dov'è Kayli?" Chiedo. Lui si gira e ci sorride.
"Vi sta aspettando, ragazze. Era un po' troppo... occupata per venire, quindi le ho promesso che ti sarei venuto a prendere io e ti avrei portata da lei." Guarda Summer con un sorriso storto fissato sul viso. "Non sapevo che ce ne sarebbero state due." Ridacchia l'uomo mentre parte.

Mentre camminiamo, lancio qualche sguardo verso Summer che non si è mossa da quando siamo entrate in auto. Sembra quasi spaventata, anche terrificata.

"Allora, carina, qual è il tuo nome?" Guardo verso Summer che mi dà un colpetto con la spalla dicendomi di rispondere alla domanda dell'uomo.                                                        "Camila." Dico. Lui lo sussurra più volte a se stesso.                                                                                 "E tu?" Guarda Summer attraverso lo specchietto e lei evita il suo sguardo.                         "Reign." Mormora, aggrotto le sopracciglia guardandola con confusione.                                Reign è il suo secondo nome, perché non usa il primo?

"Camila e Reign, voi due siete delle ragazze veramente, veramente belle." Sorrido a me stessa e ringrazio l'uomo per il bel complimento.
Guardo fuori dal finestrino e noto che abbiamo passato la casa di Kayli da qualche chilometro.                                                                                                                                                             "Um, hai superato la casa di Kayli." Lui annuisce.

"Lo so, piccola. Lei ha pianificato di incontrarvi da qualche altra parte." Provo a pensare al motivo per il quale non vorrebbe farci andare a casa sua, ma non mi viene in mente nulla, quindi mi siedo nuovamente e lascio che l'uomo ci porti da lei.

Dopo circa un'ora di viaggio, si avvicina ad un edificio tutto bianco e nel bel mezzo del nulla. Prima di scendere dall'auto chiama qualcuno sul suo telefono per fargli sapere che "lei è qui con un'amica."

Due uomini escono da una doppia porta, indossano abiti tutti neri e scarpe nere lucide, con degli occhiali da sole. Ognuno di loro va ad una portiera posteriore, uno da Summer e uno da me e ci scortano fuori dall'auto e all'interno dell'edificio.
Summer muove immediatamente la mano per afferrare la mia e, quando la guardo, sembra inorridita.                                                                                                                                                              "Cosa c'è che non va?" Chiedo, ma lei mi zittisce e mi dice di aspettare.

L'uomo che è venuto a prenderci non si vede più ed i due uomini che ci hanno fatte uscire dall'auto aprono la porta e ci spingono all'interno chiudendola a chiave dietro di loro.

Attraversiamo vari corridoi e poi ci dicono di aspettare in una stanza mentre loro vanno a prendere qualcuno.
Summer cammina avanti ed indietro per la stanza tirandosi i capelli mentre aspettiamo. "Summer, cosa c'è che non va?" Chiedo per la seconda volta. Lei smette di camminare e mi guarda mentre piega la testa di lato.
"Tu seriamente non lo sai?"

"Sapere cosa?" Lei scuote la testa e fa uscire una risata traballante.
"Stiamo per diventare le BabyGirl di qualcuno, Camila." Le rivolgo uno sguardo vuoto ancora confusa.
"Cos'è tutto questo?"

"Stai per diventare una fottuta schiava del sesso, Camila!" Le lacrime iniziano a cadere sulle sue guance ad un ritmo incontrollabile.
"Questo non ha senso. Non mi è mai sembrato che Kayli potesse essere associata con questo tipo di persone." Non riesco a pensare a nulla in questo momento.                        Stiamo per diventare le schiave del sesso di qualcuno.                                                                  Penso tra me e me che ho sempre sentito cose sul traffico di esseri umani ai notiziari, ma non avrei mai pensato che ne sarei diventata parte.

Qualcuno bussa alla porta e sia Summer che io incolliamo gli occhi su di essa.

Una ragazza che sembra appena ventenne, forse, con i capelli rosa pastello entra con un grande sorriso che scompare presto quando i suoi occhi arrivano su Summer.

"Reign? Pensavo che non ti avrei rivista nuovamente qui."

Nuovamente?

Nuovamente!

Era stata in questo posto prima? La ragazza si gira verso di me ed il sorriso le ritorna.             "E tu chi sei?" Chiede.

"C-Camila." Balbetto. Lei ridacchia ed allunga una mano verso di me per far sì che io la scuota.
"Bene, io sono Lilly." Faccio un cenno con la testa senza mostrare alcun tipo di espressione.

"Okay." Mormoro.

BabyGirl || h.s. ITALIAN TRANSLATIONDove le storie prendono vita. Scoprilo ora