Chapter 18

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Oggi è il giorno. Devo consegnare la ricerca a Claudio. Ha espressamente richiesto che siano sul suo tavolo alle 9 in punto. Non un minuto in più non un minuto in meno.
E indovinate un po'? Mancano esattamente dieci minuti e sono in ritardo. C'erano dei dubbi? Ovvio che no.

Sono rimasta sveglia fino a tardi ieri sera per terminarla (veramente l'ho scritta tutta ieri sera ma tralasciamo questo particolare) e se devo essere sincera, non so nemmeno cosa ne sia uscito. Di certo non sarà un'eccellente lavoro ma spero sia qualcosa di abbastanza decente da risparmiarmi una sonora ramanzina.

Alessia questa mattina è uscita prestissimo, nonostante abbia fatto le ore piccole assieme a me. Ci siamo aiutate per la ricerca, lei è un libro vivente. Qualsiasi cosa io le chiedessi, un dubbio o un chiarimento, lei aveva sempre la risposta pronta. Non ci pensava nemmeno. Anzi non mi lasciava nemmeno finire la domanda che lei mi aveva già risposto. La ammiro, vorrei essere come lei sotto questo aspetto. Lei dice di aver sempre avuto una passione per la medicina ed essendo cresciuta circondata da medici ha aiutato molto ad immagazzinare le informazioni, per questo si ricorda tutto molto bene ma io non sono certa che gran parte del merito è suo. Ha una memoria di ferro e perché no, magari è una secchiona ma il motivo per cui non lo dice mi è ignoto. Ha paura che la consideriamo insopportabile come facciamo con Ambra? Con lei la storia è ben diversa, Ambra è insopportabile in tutti gli aspetti invece Alessia è esattamente il suo opposto.

Il suo del telefono mi riporta per un istante alla realtà. Leggo al volo il messaggio di Lara.

-Lara Nardelli
Dove sei finita? Mancano meno di tre minuti e Claudio sta già sbuffando. Lascio a te l'interpretazione.

Non avevo alcun dubbio che fosse spazientito, lo è sempre. Quando si tratta di orari, lui è meglio di un orologio svizzero. Odia sforare dalla sua tabella di marcia, tutto deve procedere secondo i suoi orari e guai se si sfora di un minuto altrimenti diventa una bestia inferocita. Per lui gli imprevisti non esistono, se sei in ritardo è perché si è pigri alla mattina.

Sono le 9 in punto e io mi trovo davanti all'Istituto. Ho solo un'immensa scalinata da fare prima di arrivare dritta dritta nella tana del lupo. Corro come non ho mai corso prima, guardo l'orologio. Un minuto di ritardo. Mi preparo psicologicamente prima di entrare.

<< Un minuto. Niente male Allevi come ritardo. Stai migliorando. Forse, entro la fine della tua specializzazione, riuscirai ad arrivare pure in anticipo. Anche se credo serva un miracolo perché accada. La ricerca?>>

La tiro fuori dalla borsa e gliela porgo. Inizia subito a darle un'occhiata. Mi preparo già al peggio. Ma fermi tutti, Alessia? Non è qui, dove si sarà cacciata? La porta della studio si apre.

<< Dottoressa Conforti, faccia pure con comodo. Tanto, ho tutta la mattinata per aspettarti..>>

<< Risparmiati il sarcasmo. Avevo una questione urgente da risolvere.>>

<< Non mi importa un accidenti della tua questione urgente. Se dico un orario, quello è. Ci siamo capiti?>>

<< Vedo che sei rimasto sempre il solito fissato con la puntualità. Sai, gli imprevisti accadono. Se solo si potessero prevedere, saresti l'uomo più felice su questa terra. E saresti anche meno acido.>>

Non replica, sbuffa sonoramente e basta. Prosegue a dare un'occhiata veloce ai nostri lavori. Tanto so già che nessuno dei due andrà bene, oggi non è in giornata.

<< Vedo che l'hai aiutata..>> sibila.

<< Si e che c'è di male?>> risponde a tono Alessia.

<< C'è che era un lavoro individuale e non di gruppo, non dovevi permetterti di aiutarla. Dovevo valutare la vostra preparazione singolarmente su questo argomento. Dovrei buttarli e farveli rifare. Da capo!>> sbatte i fogli sul tavolo provocando un frastuono.

<< Tra colleghi ci sia aiuta, a differenza di quello che credi tu. E potrai ridarci il medesimo lavoro anche all'infinito, ma io continuerò ad aiutarla se necessario.>>

<< Fuori! Tutte e due!>> 

Ce ne andiamo rassegnate, lasciandolo in preda alla sua rabbia. 

<< Non dovevi aiutarmi...>>

<< Si invece. Che pensi pure quello che vuole. Tra colleghi ci si aiuta.>>

<< Dici che ci rifarà fare il lavoro?>>

<< No, non ne varrebbe la pena.>>

È così strano pensare che lei sia sua sorella. Ancora adesso stento a crederci perchè non si direbbe affatto. Si certo, sotto certi aspetti fisici si assomigliano ma mi immaginavo di trovarmi una ragazza caratterialmente simile a lui. Essendo cresciuti sotto lo stesso tetto, l'influenza del fratello maggiore lei l'avesse subita. Invece no, lei è esattamente l'opposto. Sono come il giorno e la notte, in tutto e per tutto. Forse è anche per questo che non vanno d'accordo o alla base c'è anche dell'altro. Chi lo sa. 

<< Comunque la questione urgente qual'era?>>

<< Colazione con tuo fratello. Non potevo dire di no.>>


spazio per me

Chiedo perdono! So che non sto aggiornando molto spesso (accidenti sono passati 5 giorni!!!!) ma sono ancora presa dallo studio. Ma manca poco ormai, venerdì ho l'esame e poi potrò tirare un sospiro di sollievo e dedicarmi anche alla scrittura dei capitoli. Mi scuso tantissimo per l'attesa del capitolo (anche se devo dirla tutta, l'ho scritto venerdì sera alle due di notte e volevo rivederlo prima di pubblicarlo) e portate ancora un pò di pazienza che poi sarò un attimino più libera!

Insegnami ad amareDove le storie prendono vita. Scoprilo ora