Capitolo 7

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Arrivammo in cucina e io presi un pentolino, poi presi un piatto, farina, uova e latte, li mischiai e li misi a cuocere nel pentolino. Finito di cuocere misi il tutto in un piatto, ci spalmai la Nutella, ovvero la mia "fonte di vita", tagliai a metà il mio capolavoro e ne offrì un pezzo a Justin.

J: Hope, potevi anche dirmi che se la maga delle crepes

Justin era buffissimo e aveva la Nutella su quasi tutta la faccia. Non potei trattenermi e mi misi a ridere. Per poco non mi strozzavo.

J: Perché ridi?
Disse Justin con la bocca piena.

H: Hai la faccia piena di Nutella
Dissi tra una risata e l'altra.

Justin prese un fazzoletto e cominciò a pulirsi. Io intanto di nascosto avevo preso un bel po di Nutella e l'avevo spalmata sulla mano.

J:Ora sono pulito?
H: Mmm...no sei ancora sporco
J: Dove?
H: Proprio qui!

In un secondo la mia mano fu sulla faccia di Justin e al posto degli occhi, del naso e della bocca...c'era l'impronta della mia mano fatta con la Nutella. Io mi misi a ridere a più non posso e cominciava a farmi malissimo la pancia. Ero piegata in due. Justin era immobile con gli occhi chiusi e la bocca leggermente incurvata. Ma non me ne importava in quel momento perché ero riuscita a fare lo scherzo del secolo a Death, il gangster più pericoloso della città, o più semplicemente il mio ragazzo che al momento aveva la faccia ricoperta di Nutella.

Justin si alzò andò in bagno e si pulì la faccia. Io smisi di ridere, quasi pentendomi di quello che avevo fatto. Forse era arrabbiato. Uscì dal bagno e venne verso di me. Mi guardó un istante poi comparse un ghigno sulla sua faccia e in quel momento il mio cuore perse un battito per la paura. All'improvviso mi caricò sulla spalla e salendo le scale mi portó in camera e mi buttò sul letto.

J: Hope McCarly, ti dichiaro ufficialmente morta!

Prese a farmi il solletico sulla pancia e io comincia a ridere e a contorcermi per il fastidio. Per quando ridevo mi uscivano le lacrime dagli occhi.

H: Justiiin per favore basta, basta soffro troppo il solletico per favore

Intanto che parlavo ridevo e cercavo di liberarmi dalla presa di Justin.

J: Hai imparato la lezione?
Mi chiese sorridendo e inarcando le sopracciglia.

H: S-si Justin ora per favore smettilaa!!

Appena pronunciai quelle parole Justin si fermò e mi sorrise.

J: Brava
Mi diede un bacio sulla fronte e si mise sotto le coperte.

Io feci lo stesso. Cominciavo ad avere gli occhi pesanti e decisi di dormire.

H: Notte Justin
J: Notte Hope

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Era mattina, e quel poco di luce che entrava dalla finestra mi aveva preso in piena la faccia. Mi girai dal lato opposto e cercai Justin, ma con scarsi risultati.

Spalancai gli occhi e mi alzai di scatto. Cercai in bagno ma non c'era. Andai al piano di sotto. Neanche in salone. In cucina nemmeno. Vidi che sul tavolo c'era un vassoio con una tazza di latte e un cornetto. In più c'era un biglietto. Mi diressi verso il tavolo e presi il biglietto.

Sono dovuto uscire presto, avevo da fare scusa. Quando torno andiamo dove vuoi tu

Spero che la colazione ti piaccia. E in più il cornetto é alla Nutella :)

Love you xoxo

Justin

Posai il biglietto e cominciai a fare colazione. Finito di mangiare andai in camera, mi feci un doccia e mi vestì. Mi sedetti sul letto non sapendo cosa fare. Sul comodino c'era un iPhone. Di certo non era il mio. Era di Justin. L'aveva dimenticato. Lo presi e lo sbloccai. Cominciai a farmi qualche foto con Retrica. Ne feci alcune con delle facce veramente cretine. Ma le cancellai subito e mi limitai a farle mentre sorridevo. Erano venute piuttosto bene. Posai io telefono e mi diressi verso l'armadio di Justin. Cominciai a piegare i vestiti e a metterli in ordine. Ma fui interotta dallo squillare del mio telefono. Cercai nella borsa e lo trovai. Il numero era sconosciuto ma decisi di rispondere comunque.

H: Pronto?

J: Piccola come stai?

H: Justin?

J: Si sono io, ti ho chiamato col cellulare di Chaz. Il mio l'ho dimenticato a casa

H: Si, è qui sul comodino. Ma...chi è Chaz?

J: Oh, è uno della gang

H: Ah..ok

H: Piaciuta la colazione?

H: Si molto

J: Tra poco dovrei tornare. Appena arrivo andiamo dove vuoi tu ok?

H: Si, certo

J: Bene, ora devo andare, ho da sbrigare delle ultime cose

H: Ok, a dopo mon amour

J: A dopo amore

Chiusi la chiamata e posai il telefono sul comodino. Prima che potessi uscire dalla stanza il telefono di Justin mi avvisò che era arrivato un messaggio.

Lo presi. Il numero che aveva mandato il messaggio era privato. Lo lessi.

Spalancai gli occhi e rimasi pietrificata.

X:
Bieber, ora hai superato il limite. D'ora in poi sarò il tuo peggior incubo.

Forever? ||Justin Bieber||Leggi questa storia gratuitamente!