Capitolo 72 - Luca fa l'eroe

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"Non esiste uomo tanto codardo che l'amore non renda coraggioso e trasformi in un eroe" (Platone)

***Narratore fuori scena

Sono quasi le 19, Luca parcheggia la moto davanti a casa di Giulia, mette la catena e sistema il casco, prende la sua borsa con il Mac e sta per suonare il campanello.

« Strano» pensa «che ci fa il portoncino aperto?»

Entra e sale le scale fino al secondo piano, dove c'è l'appartamento di Giulia. Anche lì...la porta è accostata.

Luca si inizia a preoccupare, non si sente nulla.

No, qualcosa Luca la sente, sembra un miagolio, ma Giulia non ha gatti. Sempre più preoccupato si leva le scarpe e si toglie anche il giaccone ingombrante... si guarda attorno e vede che il vicino ha dimenticato gli attrezzi da giardinaggio accanto alle piante sul pianerottolo, senza pensarci due volte prende il piccolo rastrello e ne infila il manico nel retro dei pantaloni, come i poliziotti visti in TV tengono le pistole.

Mentre entra gli viene anche l'idea di silenziare il cellullare e digitare il numero del Professor Allevi, poi se lo rimette nei jeans con il lato del microfono che spunta dalla tasca.

Prende respiro per farsi animo ed entra.

Il miagolio è sempre più forte... no, non è un miagolio, è il debole pianto di una donna... Giulia! L'istinto gli dice di correre ma la ragione gli dice «Luca calmati, non sai chi ci sia con lei, se vuoi fare bene devi stare calmo e non agire, fino a che non capisci esattamente che cosa sta succedendo».

A piedi scalzi, silenzioso, si avvicina ai suoni, e di un tratto sente una voce maschile, un giovane, non un uomo fatto.

"Allora ragazzina, ti decidi a dirmi cosa hai detto alla polizia? Altrimenti, oltre che trovarti legata su una sedia, ti ritrovi in poco tempo legata al letto e mi prendo una bella soddisfazione scopandoti alla grande, e poi ti prendo a sostituire quella zoccola della tua coinquilina. Lei era un po' più in carne di te, e una zoccola fatta e finita, ma imparerai anche tu, e se vuoi continuare a vivere te ne stai bella zitta e ti fai scopare da quelli che dico io. Dai PARLA! Se non parli entro cinque minuti te lo mostro io cosa è possibile fare a quel corpicino da bimbetta, ti farò urlare prima di dolore e poi magari... se ne sei capace anche di piacere"

Luca deglutisce «pensa Luca pensa. E' uno solo, è abbastanza giovane, o almeno sembra dalla voce, e se non ti spicci Giulia soffrirà», prova poi a spostarsi per guardare da una fessura tra i cardini della porta del soggiorno.

Giulia è in intimo, solo la canotta e le mutandine, legata a una sedia, ha lividi su braccia e gambe, e graffi sul viso. E' legata con le mani dietro la schiena e alle caviglie, una mano maschile la tocca, le tocca i seni attraverso la canotta, la mano si sposta verso il basso ventre, lei stringe le gambe più che può, sempre piangendo silenziosamente poi parla.

"Ti prego, io non so niente, non so cosa facesse Carlotta quando usciva di casa, non eravamo amiche. Alla polizia ho solo detto che era sparita e poi hanno fatto loro le ricerche. E ora tu mi stai dicendo che è morta. Io ... io non lo sapevo... io ...io non lo so cosa vuoi che ti dica... lasciami andare... ti giuro che non dirò nulla... io io non voglio fare quelle cose... io non l'ho mai fatto, sono ancora vergine. Lasciami andare ti prego..."

Al singhiozzo di Giulia l'uomo ride "Meglio! Mi divertirò di più a insegnarti a fare la puttanella. Ora mi hai stufato, vieni con me in camera che ti do una lezione"

In qual momento Luca sente montare una furia incredibile dentro di sé e si catapulta addosso al tipo cogliendolo di sorpresa, è più grosso di lui, ma vedere Giulia in quello stato lo trasforma e si sente dotato di una forza incredibile. La sorpresa dell'altro lo aiuta, sembra non armato, forse pensava che bastasse la sua stazza per terrorizzare la ragazza.

Alice Allevi, Medico Legale. Boston, MA [#Wattys2019]Leggi questa storia gratuitamente!