Capitolo 71 - siamo una squadra

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"Ritrovarsi insieme è un inizio, restare insieme è un progresso, ma riuscire a lavorare insieme è un successo." (Henry Ford)

Arriviamo in Istituto circa alle 14, digiuni. Chi aveva voglia di fermarsi a pranzo dopo la pessima mattinata?

Nell'ingresso incrociamo Claudio che, dalle nostre facce, capisce che è successo qualcosa di strano e ci indica di seguirlo nel suo studio.

Non appena ci siamo levati i cappotti e posato le borse io e Luca ci affossiamo nel divano, con lo stesso tipo di atteggiamento, guardandoci le mani e incapaci di parlare.

"Considerata l'ora del vostro arrivo e il vostro stato semi-catatonico deduco che abbiate qualcosa di serio da raccontare. Devo farvi un interrogatorio o uno di voi due, preferibilmente tu Alice, visto che sei l'insegnante, mi illumina?"

Lo guardo e gli chiedo "Claudio posso avere un the caldo intanto? Sono un ghiacciolo. E ho tanta sete"

Lui esce dalla sua stanza urlando "qualcuno si fiondi al bar di fronte e mi faccia portare il prima possibile due tazze di the, due brioches di cui una alla nutella, e due bottiglie d'acqua... RAPIDI! Fate segnare sul mio conto"

Nel frattempo ci fornisce di due lattine di coca-cola dal mini bar che si è fatto installare a fianco della scrivania.

Dopo essermi almeno dissetata, il freddo mi stava anche disidratando, inizio il mio racconto.

"Siamo arrivati nell'ultimo luogo dove era stata tracciata Carlotta nella giornata di martedì. Era pieno di polizia e di gente. Non appena ho visto Calligaris ho capito che la storia non era finita bene. E dopo che gli abbiamo parlato... direi che la storia è finita proprio nel peggiore dei modi. Dopo che Roberto ci ha raccontato quello che aveva scoperto, di cui ti farò resoconto in seguito, noi due abbiamo fatto  il sopralluogo con l'esame preliminare del cadavere, già che eravamo lì, e per fortuna io ho sempre una videocamera con me, un'abitudine che ho preso negli States" guardando poi il mio allievo aggiungo "Non è stata una bella esperienza per Luca, era il suo primo sopralluogo con vittima di morte violenta, ma se l'è cavata egregiamente dopo il primo impatto"

Claudio guarda stupefatto il ragazzo "Vorresti dirmi che sei RIUSCITA a fare un sopralluogo con LUI?"

"E che ci sarebbe di strano Claudio? E' uno studente di Medicina Legale no? Perché non avrei dovuto farlo?"

"Non dico che non avresti dovuto, ma il fatto è che nessuno era mai riuscito, nei primi sei mesi di corso, a portarselo appresso a un sopralluogo. Con una scusa o con l'altra riusciva sempre a evitarli. Stavamo quasi per sospenderlo dall'Istituto prima che io partissi con te per Boston"

Luca ha lo sguardo fisso di fronte a sé, non osa guardare Claudio ma nemmeno me. Intravvedo un luccichio nei suoi occhi. E' stato ancora umiliato da Claudio, di fronte a me. Non posso lasciare che venga estromesso dal corso, né che rinunci ai suoi sogni. Né che venga trattato pubblicamente in questo modo.

Mi alzo e mi rivolgo a lui sorridendo "Luca, per favore, esci e vai nella mia stanza, ti faremo portare lì the, acqua e brioche. Io ho bisogno di parlare un momento con mio marito" gli sorrido e mentre si alza gli accarezzo il capo, coma a un bimbo.

Lui mi sorride "Si Prof. Grazie per questa mattina, è stata un'esperienza indimenticabile. E' bello lavorare con lei" si carica di cappotto e borse, inclusa la mia con la videocamera ed esce.

Lo sguardo con cui trapano  CC non è per nulla tenero "Ti ho mai detto che sei uno stronzo, cinico, freddo, sprezzante e arrogante?"  Claudio cerca di aprire bocca ma lo interrompo continuando "QUEL RAGAZZO, è una PERSONA, prima che uno studente. Ma come ti permetti di trattare un MIO ALLIEVO in quel modo! Quel ragazzo ha le stesse paure, le stesse ansie, gli stessi desideri che avevo io alla sua età. E tu sai benissimo quanto io abbia sofferto di essere trattata dalla Wally, e si.. spesso anche da te, come una imbranata, incapace, inetta e incompetente? E guarda cosa sono diventata. Solo ieri mi dicesti che eri fiero di me e che mi stimavi come professionista. E perché lui non potrebbe fare lo stesso? Alcune persone Claudio, quelle che non sono come te, ciniche e arriviste, hanno bisogno di tempo e di essere spronati non con insulti ma con stimoli alle loro naturali attitudini. Attitudini che ci sono, e tanto, in quel ragazzo. Ha avuto solo un paio di minuti di shock davanti al suo primo cadavere morto di morte violenta, e poi ha ripreso tutto con una calma che io stessa non ho mai avuto."  E qui mi fermo perché è arrivato il mio the e ne ho bisogno perché sto ancora tremando dal freddo patito.

Alice Allevi, Medico Legale. Boston, MA [#Wattys2019]Leggi questa storia gratuitamente!