Capitolo 68 - che fine ha fatto Carlotta?

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"A volte c'è bisogno di sparire da tutti, soprattutto da noi stessi" (utente Twitter) 

...continua

Provo a pensare a che tipo di informazioni siano più utili in questi casi, e provo a farle altre domande "Giulia tu conosci i ragazzi con cui doveva studiare martedì? E con che professore sarebbe stato l'esame?"

Giulia risponde che non lo sa perché lei e Carlotta non erano proprio amiche, solo coinquiline, parlavano di cose generali, di film, di cibo (per accordarsi sulla spesa), di cronaca,... ma non si confidavano, non parlavano di cose private o anche solo degli amici. Non hanno conoscenze comuni e non frequentano gli stessi ambienti.

Poi aggiunge "Carlotta è di famiglia benestante, il padre è proprietario di vigneti nella provincia di Matera e produce vini DOC e IGP. A volte lei portava il vino da casa. Era buono" sorride "ma io il vino lo reggo male, dopo due bicchieri comincio a ridere e non la smetto più..., quindi di solito non bevo, soprattutto se sono con altre persone." diventa pensierosa mentre continua "Sa, lei poteva spendere molto in abiti, la sua è una Università privata e le tasse non sono alla portata di tutti. I suoi compagni sono per lo più come lei, tranne qualcuno così bravo da avere una borsa di studio..." alza il viso e mi guarda con gli occhi spalancati "...come il suo ragazzo!"

"Cosa intendi Giulia?" le chiedo

"Il suo ragazzo, Giorgio, non so il cognome, ma questo lo potrà scoprire la Polizia con il numero di cellulare no? Comunque, so solo che anche lui frequenta la Luiss, il quinto anno di Giurisprudenza, e so che ha una borsa di studio perché è di famiglia modesta.... Ah e so che è di un paese in provincia di Pordenone... Spilengo.. Spilgo... Spilim... Spilimbergo! Non so altro" esclama, felice di avere avuto la possibilità di dare qualche informazione potenzialmente utile.

"Grazie Giulia, per ora basta così. Domattina andremo insieme dal ViceQuestore Aggiunto Calligaris, così potrà farti domande più precise e più appropriate delle mie."

Ringrazio sia Giulia che Luca, rimasto lì in silenzio tutto il tempo, prendendo appunti. Forse per contattare lo zio nell'Arma.

Sono le 18 ed è ora di rientrare a casa... dopo una bussata brevissima la porta dello studio si apre e Claudio fa capolino... vedendomi con i due ragazzi aggrotta la fronte e mi guarda con aria interrogativa. So che mi sta dicendo silenziosamente «e adesso che stai combinando?» questa sera dovrò blandirlo a modo mio, non che mi dispiaccia, intendiamoci.

Gli studenti escono salutandolo rispettosamente "Buonasera Professore!" e io levo il camice, prendo cappotto e borsa e insieme torniamo a casa, dalla nostra bambina.

Siamo in auto in silenzio, Claudio mi guarda un po' storto, la mano che poggia sul cambio si muove, schiocca le dita.

«Ahia» penso «adesso mi fa il solito cazziatone...» e invece mi sorprende con una domanda che non mi aspettavo.

"Come sta andando la preparazione del piano di studi aggiuntivi al corso base di Medicina Legale?" mi chiede, e pare DAVVERO interessato.

"Direi piuttosto bene" e inizio a parlargli entusiasticamente delle mie idee e del tipo di lezioni e dei corsi che vorrei aggiungere, spiegando che ne ho preparato una lista draft, ma che ha bisogno di aggiustamenti. E' incuriosito soprattutto dal corso "Studio di casi e simulazioni" che ho pensato per il quarto anno, perché ritiene molto interessante ingaggiare un profiler FBI come Visitor Professor, e aggiunge che potrebbe essere utile che a questo corso possano partecipare, senza farne l'esame, anche gli studenti regolari di "Medicina Legale".

Alice Allevi, Medico Legale. Boston, MA [#Wattys2019]Leggi questa storia gratuitamente!