Capitolo 18

214 23 201

            

Mi domando perché Camilla abbia deciso di andare a ballare, se poi è palese quanto si trovi a disagio: questo non è il suo posto così come non è il mio. La musica assordante, la gente ubriaca ed esaltata tutt'intorno a me... è persino peggio di sentire Giulia lamentarsi su Raffaele.

I corpi sudati di alcuni ragazzi si strusciano contro i miei fianchi e la mia schiena, incuranti della mia persona, ma quando mi volto a destra vedo uno di loro guardarmi con un sorriso malizioso e avvicinarsi pericolosamente a me. 'Non di nuovo' penso, spaventata da ciò che potrebbe fare. Stringo più forte la mano di Camilla, a cui sono aggrappata da quando siamo scese, e giro a sinistra portando con me anche l'altra ragazza, così da togliermi dalla vista quel tizio e lasciargli davanti solo la schiena di Cami. Quest'ultima mi guarda confusa, aggrottando le sopracciglia, ma le faccio segno di dirglielo dopo. Adesso c'è troppo casino per spiegare. Lei non pare convinta, ma scrolla le spalle e torna a ballare. O perlomeno ci prova.

Io, nel frattempo, do un'occhiata intorno, sperando di non ritrovarmi un altro pervertito e di dover fare girotondo un'altra volta. Non riesco a ballare, o anche solo a muovermi. Tutta questa calca, tutta questa felicità immotivata, non fa altro che infastidirmi e irrigidirmi ancor di più; e non riesco a fondermi in questa massa uniforme uguale a se stessa. Il buio li rende tutti uguali e faccio per voltarmi di nuovo verso Camilla, quando qualcosa attira la mia attenzione: capelli biondi... una ragazza dai lunghissimi capelli biondi che le scivolano sul corpo magro e alto. Non riesco a vederla in viso, ma non è la bellezza a lasciarmi pietrificata, quanto una strana sensazione che improvvisamente mi pervade. È come se la conoscessi, eppure non è una sensazione del tutto positiva. Non è come con i Cacciatori, è come se fosse... una sorella.

«Lisa.» Sento il mio nome risuonare da qualche parte, in questa calca, ma non riesco a staccare gli occhi dalla ragazza misteriosa. Quest'ultima si volta e, nonostante i tre metri che ci dividono, sono sicura che il suo sguardo sia indirizzato a me. Ora che riesco riesco a vederla in viso, però, arriva un'altra sensazione, questa volta fisica, come un calore alle guance... Una mano mi stringe la spalla da dietro. «Lisa!»

Mi volto di scatto, trovandomi faccia a faccia con il volto allarmato di Giulia.

«È andato... passato tanto tempo... ho paura... con chi...» Vedo le sue labbra muoversi freneticamente, insieme alle sue braccia, che cercano di accompagnare quelle parole che non riesco a sentire. Eppure mi sa di sapere già di chi sta parlando. Senza dire nulla, con la mano libera afferro quella di Giulia e trascino lei e Camilla un po' più in disparte, verso l'ingresso della discoteca. Qui la musica è ancora forte, ma non abbastanza da coprire del tutto le nostre voci.

Lascio la mano a entrambe e mi rivolgo verso Giù: «Ok, ripeti tutto.»

«Sono scesa con Raffa, poi abbiamo ballato, poi è andato in bagno e non è ancora tornato e io non lo so, non so dove sia, con chi, e se avesse incontrato una, e se stesse con lei in...»

«Oook calma, respira. Respira» cerco di calmarla, appoggiando le mani sulle sue spalle e aiutandola a inspirare. Lei lo fa, insieme a me, ma la preoccupazione dal suo viso non scompare. «Bene. Allora, hai detto che eri giù con Raffa e che poi lui è andato in bagno, giusto?»

Giulia annuisce. «Sì.»

«Da quanto tempo se n'è andato?»

«Non lo so esattamente» risponde lei, distogliendo lo sguardo e scrollando le spalle. «Dieci minuti, credo, ma sembra da più tempo. Non ho guardato l'ora.»

«Beh, direi che non è poco» commenta Camilla, per poi voltarsi verso di me. Giù sembra davvero preoccupata e magari le sue paure sono solo infondate, magari quel coglione sta ancora pisciando o che ne so; ma se lei non trova risposta, so che resterà a tormentarsi e tormentarmi per tutta sera.

Gli ultimi Guardiani - RyodDove le storie prendono vita. Scoprilo ora