"già si.. ho qui il modulo per la gita a Roma"

"ah si il modulo, potresti completarlo tu al mio posto, l'ho dimenticato"

"si certo, però devi mettere la tua firma, il prezzo è di 500 Pound, comprende il viaggio in aereo che dura 2 ore e 20 minuti, andremo all'aereoporto di Hearthrow e atterreremo a Fiumicino, il prezzo comprende anche l'albergo" mi spiega tutti nei minimi dettagli.

"dice anche come verremmo predisposti nelle stanze?"

"dice solo che saremmo 4 persone in una stanza, due di seconda e due di quinta" speriamo che non ci siano loro.

"ti dice anche chi ci sta'"

"no Adam non mi dice chi ci sta, cosa t'importa? Ci devi solo dormire con quelli del quinto, staremo tutta la giornata fuori"

"hai ragione, sono solo paranoico"

Immaginarmi nella loro stanza è il colmo, ci sono tanti ragazzi di quinta è impossibile che becchi proprio loro.

***

Arrivo a scuola da solo con il mio solito ombrello nelle mani, oramai ci sono abituato al freddo e alla pioggia che cade dal cielo ogni santo giorno, la mia vita fa schifo e il tempo è la ciliegina sulla torta.

Alla seconda ora Tom mi porterà il modulo.

La mia prima lezione è Storia, con il professore Stewart è un ottimo professore. L'anno precedente avevamo un altro professore se non sbaglio si chiamava Iorio ed era un supplente, tutti i ragazzi del mio corso avevano sempre valutazioni bassi ai test,la maggior parte degli studenti si lamentavano per i suoi scarsi metodi di insegnamento, infatti, tutti avevano delle carenze, fortunatamente il contratto prevedeva solo sei mesi, poi sarebbe arrivato un altro professore e quel professore era Stewart, una bravissima persona, sa fare molto bene il suo lavoro è un ottimo insegnante, le sue lezioni passano in fretta e tutti abbiamo raggiunto una buona media.

Passata una bella mezz'ora, due colpi alla porta mettono stop alla lezione del prof Stewart, udendosi un forte 'noo' da parte degli studenti.

Ad entrare è Evan "buongiorno professore" lo guardo mentre lui è occupato a sorridere a Stewart, se il prof avesse 20 di meno ne sarei geloso.

"Darling, cosa ti porta qui?"

"sono venuto a ritirare i moduli della gita a Roma"

"si sono proprio qui, può sedersi e controllarli" voglio vedere che reazione avrà quando non vedrà il mio modulo.

Pochi minuti dopo lo vedo passarsi una mano nei capelli, sembra molto nervoso, ma non osa voltarsi dalla mia parte, forse non si tratta di me.

"Darling tutto bene?" gli domanda il prof, forse vedendolo per l'appunto nervoso.

"manca un modulo, direi che Miller non verrà alla gita" il prof assume un espressione di dispiacere.

"bene, allora io andrei" si alza dal suo posto e prima che possa aprire la porta "Evan" urlo dall'ultimo banco, lui si volta sorpreso e con un cipiglio di speranza dipinto sul volto, ma forse è solo una mia impressione, la mia cotta verso di loro mi fa vedere cose che non ci sono.

"ecco questi sono i soldi della gita, alla seconda ora ti porterò personalmente il modulo" lui si incanta a guardarmi mentre passo una mano nel ciuffo biondo, sorride e annuisce con la testa.

"mi troverai nell'aula 10 primo piano." Chiude la porta alle sue spalle e io ritorno al mio posto con un sorriso dipinto sulle labbra.

La mia intenzione era quella di stare il più lontano possibile da loro e invece mi ritrovo sempre al punto di partenza.

***

Nel mio cambio d'ora Tom era ad aspettarmi fuori classe, mi ha consegnato il modulo già compilato ed è scappato via per il ritardo.

Dopo aver messo la firma mi avvio verso l'aula 10 che trovo chiusa, sento il cuore battermi forte nel petto, la mia agitazione è alle stelle, faccio un lungo respiro e do due colpi alla porta, dopo un 'avanti' di una prof. Entro.

"buongiorno prof. Devo consegnare il modulo a Darling Evan" la prof mi indica il suo posto.

"temevi che non sarei venuto Darling?" mi beffo di lui, i suoi occhi si spalancano dalla sorpresa, non mi sbagliavo.

"era indifferente, potevi anche startene a casa non mi interessa"

"e io sono Matt Damon" lo prendo in giro alzando gli occhi al cielo.

A quanto pare gli interesso e per quanto le parole possano fare male,i suoi occhi parlano per lui.

E oggi di Davin Black neanche l'ombra.  

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