Magia

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Insieme si unirono alla classe, che era seduta su delle panchine in un angolo dell'arena, vicino alla porta degli spogliatoi. Quando fu seduta Kary osservò la folla di studenti e professori seduto sugli spalti, era incredibile come la gente si riuniva solo per vedere un po' di violenza, si emozionavano e si appassionavano nel vedere gente che veniva uccisa. Lei sapeva che era questo il motivo per qui la Magia si stava allontanando sempre di più dagli esseri umani, nella natura, animali e creature magiche uccidono solo per necessità, quindi o per il cibo o se la loro vita è minacciata. Per l'umanità invece uccidere era diventato una sorta di divertimento, L'essere umano non si accontenta mai e vuole sempre di più e per averlo uccide, ogni volta che Kary rifletteva su questa cosa arrivava ad una conclusione, gli umani se lo meritavano, più loro volevano diventare forti più si indebolivano e man mano che le generazioni andavano avanti la magia si indeboliva.

- Quindi cosa fai nel tempo libero? –

Marco e i suoi amici la stavano osservando, come capitava spesso, si era persa nei suoi pensieri.

- Cosa? –

- Cosai fai nel tuo tempo libero? –

In realtà non sapeva proprio come rispondere, non sapeva proprio cosa fosse il tempo libero, nella sua corta vita non aveva fatto altro che allenarsi, combattere e eseguire gli ordini di suo padre.

- Tempo libero? –

Marco rise

- Si, sai quando non hai nulla da fare, niente scuola, niente allenamenti, niente studio. Che fai di solito? –

Kary si ricordò di quelle volte in cui mentre aspettava, tra una missione e l'altra, tra un ordine e l'altro, disegnava, un talento che aveva sempre avuto era quello del disegno.

- Disegno –

Quella era la risposta migliore che poteva dare, ma gli occhi azzurri del ragazzo la scrutarono, era cose se Marco cercasse di guardare dentro di lei. Lei lo sapeva, lo aveva già capito, quei tre ragazzi erano intelligenti, più dei loro compagni, più di molti adulti.

- Solo questo? –

- Si, in fondo non ho tempo libero io. Mio padre è davvero molto severo ed esigente e per arrivare a questi livelli bisogna allenarsi continuamente. –

I tre ragazzi risero, Kary non capì il perché

- Già, deve essere dura essere dura essere la figlia del presidente. Avere quello che si vuole, frequentare le scuole migliori del mondo, chissà quanti soldi ha speso tuo padre per farti imparare a combattere così. –

Leonardo disse tutto con ironia e scherno, lei non capì perché, in fondo non aveva mai fatto nulla per meritarsi quel trattamento, di certo se dentro di lei ci fosse qualche scintilla di qualsiasi sentimento le sarebbe importato, ma non era così, quindi rimase impassibile.

- Sai Leonardo, se tu fossi al mio posto non dureresti nemmeno una settimana, ed è stato Alessandro in persona a farmi da allenatore, tutto quello che so me lo ha insegnato lui. Puoi credere quello che vuoi, ma molto presto capirai che è tutto il contrario. –

A quel punto Kary venne chiamata dal professore, la pausa era finita, adesso doveva dimostrare ciò che sapeva fare con la Magia.

Leonardo, nonostante l'odio che provava per il presidente Alessandro, non poteva non notare la bellezza di Kary. Non aveva mai visto una ragazza così bella, e non era solo quello, emanava forza e intelligenza. Peccato che fosse la figlia di Alessandro, il presidente secondo la sua opinione era solo un bastardo senza cuore. Lui una volta aveva un fratello maggiore, lui e suo padre lavoravano nella cerchia ristretta delle guardie personali del presidente, un giorno dei membri dell'organizzazione X riuscirono ad entrare nella sua casa, certo no durarono molto, nel giro di dieci minuti li avevano già uccisi, però il presidente aveva dato la colpa alla sua scorta, erano in venti, Alessandro ne uccise cinque, come avvertimento e licenziò gli altri, dicendo loro che se avessero detto in giro quello che aveva fatto avrebbero fatto la stessa fine di quei cinque. Uno dei cinque era suo fratello, mentre invece suo padre era stato licenziato e aveva passato un anno intero a cercare lavoro. Da quando era successo questo fatto Leonardo aveva iniziato a considerare Il presidente come un bastardo senza cuore, ingordo di potere. Di certo non era rimasto sorpreso nel sapere che sua figlia non faceva altro che allenarsi dalla mattina alla sera, ma per quando provasse a vederla solo come una ragazza bellissima di sedici anni, non poteva ignorare chi era suo padre, e di certo non poteva stare zitto mentre la figlia di quel tipo le rubava tutto quello che lui si era guadagnato in parecchi anni. Lo aveva detto tutto hai suoi amici e loro gli avevano fatto il favore di non dire nulla di tutto quello a Kary. La osservò mentre si posizionava la centro dell'arena, non mostrava ne nervosismo ne paura di fallire o commettere errori, era fin troppo sicura di se stessa. Il professore di fianco a lui aveva uno strano sorriso sulla faccia

La dea Perduta, L'inizioLeggi questa storia gratuitamente!