"Da quando sta dormendo?"

"Dovrebbero essere passate quattro ore..."

"Quattro ore?! Così tanto?!"

"Non è affatto tanto, Michael, e piantala di agitarti!"

"Mio Dio, secondo me dovremmo svegliarla... Questa non è una cavolo di sala albergo!"

"Oh, cavolo, non ti ci mettere pure tu, Ashton! E piantatela che state facendo casino!".

Le voci intorno a me sembrano provenire da una galassia lontana anni luce. 

Mi sento come dentro una bolla di sapone: estraniata dal resto del mondo, e attenta a non far scoppiare la materia intorno a me, per non precipitare nell'abisso della realtá.

"Calum.. Come sta?"

"Dorme anche lui. Ora vuoi tacere, per favore?!".

Calum... Dorme...

In un attimo il cervello si riempie di immagini raffiguranti una ragazza che corre al parco, una figura ubriaca a terra e i due (svenuti) davanti alla casa di quattro persone odiose.

Con un grido mi tiro su a sedere di scatto, e vado a dare una testata contro qualcun altro.

"Ahia!" grido, portandomi le mani alla testa, mentre sono presa dalla nausea.

Sento sopra di me qualcun altro lamentarsi del colpo ricevuto.

Alzo lo sguardo e vedo il cielo.

Come può il cielo essere cosi privo di nuvole? Niente, nemmeno una striscia di bianco, solo azzurro splendente.

Quando il cielo sparisce, per essere sostituito dal rosa, mi rendo conto con imbarazzo che stavo guardando gli occhi di Luke.
Sei una cretina, come puoi sbagliarti su due cose così diverse?, penso, mentre sento le guancie scaldarsi.

Ma in realtà non sono diverse. Il colore di quegli occhi sono dannatamente simili al cielo, sembrano due suoi frammenti.

"Cavolo, che testa dura hai!" borbotta Luke, con una smorfia di dolore.

"Dillo a me!" ribatto io, fingendo di essere ancora dolorante. In realtá la visione di quei pezzi di cielo mi hanno fatto passare tutto.

"Finalmente ti sei svegliata!" annuncia con un sorriso Mr. Bandana.

"Dormivi come un ghiro, con la bocca aperta e il respiro pesante! Mancava solo la bava e avevamo completato il quadro!" dice Michael agitando le mani in aria, con l'aria eccitata di chi sta raccontando una storia mozzafiato.

Non riesco a dire nulla, e un gemito mi esce dalle labbra socchiuse.

Luke si accorge del mio stato di disagio e dice: "Hai bisogno del ghiaccio?".

Annuisco lentamente.

Il ragazzo esce con rapiditá impressionante dalla stanza, per poi ritornare subito dopo con in mano una borsa dell'acqua fredda.

Mi sdraio mentre lui, con delicatezza, mi appoggia il ghiaccio sulla testa, mandando un sollievo immediato su tutto il corpo.

"Gra-grazie" balbetto. Lui scrolla le spalle con un sorriso.

Ora che il mal di testa è passato, mi guardo intorno.

Sono nel salone della casa di quei quattro ragazzi, sdraiata sul divano rosso e circomdata da morbidi cuscini.
L'hanno fatto per me, non posso fare a meno di pensare con un brivido riconoscente.

Michael, Ashton e Luke sono accanto a me e mi stanno guardando come se fossi un'aliena.

Arrossisco nel sentire sei paia di occhi scrutarmi, mentre il silenzio sta diventanto insopportabile.

Alla fine proprio non riesco a rimanere zitta e dico: "Potete spiegarmi cosa è successo?".

"Quando hai suonato alla porta" comincia Ashton "Luke è andato ad aprire giusto il tempo di vedere te che cadevi a faccia in avanti, vicino a Calum. Fortuna che ti ha preso in tempo, altrimenti avresti dato una bella botta".

Non posso fare a meno di arrossire al pensiero di Luke che mi prende in braccio e mi mette delicatamente sul divano. Non sono molto abituata ai contatti con le persone, figuriamoci i maschi.

"Sei rimasta a dormire per quattro ore di fila, cavolo, non ti avrebbe svegliato nemmeno una cannonata!" dice Michael con un sorriso. "Non hai dormito stanotte?".

Mi rabbuio improvvisamente. "No, grazie alle belle canzoncine che avete messo a tutto volume per l'intera notte" dico acidamente.

Luke accenna un sorrisetto. "Diamine, Aria, era solo una festa!".

A quelle parole spalanco gli occhi. "Solo una festa?! Ma vi siete ammattiti? Non mi avete fatto chiudere occhio, e ora se sono qui a dormire sul vostro divano è solo colpa vostra!" urlo.

I tre rimangono distaccati.

"Mia cara, ti dovrai abituare" dice Ashton. "Noi le facciamo quasi tutti i giorni".

shadows. 》l. h.Leggi questa storia gratuitamente!