[Hunger Games] Shelter from the Rain.

460 32 29

Premessa. Questa storia è ambientata dopo Il Canto Della Rivolta e si collega a una precedente one-shot su Johanna, intitolata Io non ho paura. Secondo la mia concezione del futuro tratteggiata in quella storia Johanna vive nel Distretto 2 assieme a Gale e a Joel, il figlioletto di Gale, avuto da una relazione di breve durata con un’altra donna. Spero che risulti tutto comprensibile!

Shelter from the Rain.

Johanna scoccò un’occhiata torva fuori dalla finestra, regalando al vialetto di fronte a casa la prima imprecazione a denti stretti della giornata: pioveva. Le gocce tamburellavano contro il vetro ormai da ore, alimentando la tensione che le aveva impresso addosso l’incubo della sera precedente. Si appoggiò al cornicione con il fianco, rabbrividendo al contatto con il legno freddo. Incrociò le braccia al petto, nascondendo le mani sotto le maniche della felpa, per scaldarle. Non si era ancora decisa a mettere sui fornelli qualcosa per il pranzo, ma se non altro aveva fatto lo sforzo di indossare qualcosa di più che non solo un paio di mutande, dato che c’era lui in giro per casa. E quella era di gran lunga la cosa più responsabile che Gale si potesse aspettare da lei, quando li lasciava soli. D’altronde non era di certo colpa sua se Gale Hawthorne era stato così idiota da mettere incinta una che non aveva voglia di fare la madre. O se aveva scelto di tenersi il bambino. L’unica colpa che aveva lei era quella di essersi lasciata convincere a restare.

“Perché non andiamo a pranzo fuori da qualche parte?”

Una voce si intrufolò nella stanza, facendole roteare istintivamente gli occhi. Joel si arrampicò sul tavolo e appoggiò le mani al legno. “Papà non torna prima delle tre e tu non sai cucinare.”

“Non hai visto come piove?” lo interrogò la donna, indicando la finestra con un cenno del mento. “Se vuoi beccarti una polmonite, accomodati pure. Io non vengo con te.”

Joel lasciò oscillare i piedi nel vuoto.

“Pensavo che l’acqua ti facesse un po’ meno paura, quando ci siamo io o papà a proteggerti” ammise infine, stringendosi nelle spalle. Johanna gli rivolse un’occhiata bieca. Aprì la bocca per rispondere qualcosa di tagliente, ma quando fu sul punto di ribattere decise di lasciar perdere.

“Dove è andato tuo padre?” chiese invece. Joel sostenne il suo sguardo con espressione tranquilla.

“A scuola” rispose, scoccando poi una breve occhiata fuori dalla finestra. “La mia insegnante voleva parlare con lui, ma non mi ha detto perché.”

Johanna fece una smorfia.

“La tua insegnante vuole portarselo a letto, non ci vuole parlare” commentò.

Joel roteò gli occhi.

“Che hai?” lo interrogò la donna, sciogliendo la posizione a braccia conserte. “Hai dieci anni, sei praticamente un adulto, le puoi sentire queste cose.”

“Ne ho sette” la corresse Joel, tornando a far oscillare i piedi.

“Fa lo stesso. Che hai combinato a scuola?”

Il bambino si strinse ancora una volta nelle spalle.

“Niente, credo,” ammise infine. “Ho dei bei voti e non alzo mai le mani.”

“E allora vedi che ho ragione io?” ribatté la donna, facendo sbuffare il ragazzino. Rimasero entrambi in silenzio per qualche minuto. Joel si fissò la punta delle scarpe con espressione indecisa, prima di tornare a rivolgersi a Johanna.

"Chi è Sawyer?" chiese, squadrandola incuriosito. La donna si irrigidì.

"Chi ti ha parlato di Sawyer?"

[Hunger Games] Shelter from the Rain.Leggi questa storia gratuitamente!