II Eyes On You

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— Andiamo ragazzi, un po' di entusiasmo! Stiamo andando ad un concerto per l'amor di Dio!
Cecilia era super eccitata all'idea di vedere i suoi idoli e da quella mattina non faceva altro che urlare e saltellare come una bambina. Oscar, che le stava seduto accanto nei sedili posteriori, alla fine aveva optato per cuffie e Green Day, annuendo di tanto in tanto per non essere disturbato dalla bionda. Luca e Emma invece dovevano sorbirsi ogni singola frase dal momento che l'accordo per il viaggio era niente canzoni dei Big Time Rush; il primo cercava di concentrarsi sulla strada e la seconda su qualunque cosa tranne la band, cosa alquanto difficile dato che la ragazza la nominava ogni tre parole.

— Ragazzi, ma mi ascoltate? — esclamò indispettita Cecilia avvicinandosi alle orecchie dei due.

— Certo, sorellina, dicci pure.

— Dicevo che potremmo fermarci in quel negozio che hanno aperto per il concerto e fare un po' di shopping prima di entrare.

— Che cosa? — gridò Luca quasi inchiodando in mezzo all'autostrada — Non se ne parla, scordatelo.

— E dai fratellone! Dicono che ci siano i loro cartonati a grandezza naturale — commentò lei con gli occhi lucidi venendo poi imitata dal ragazzo — Ma ve lo immaginate Kendall, il mio Kendall, in camera? Cioè sarebbe come averlo con me tutto il tempo.

Sospirando, Cecilia ritorna semi sdraiata sul sedile posteriore lasciando Emma ai suoi pensieri. Il solo nome di Kendall le faceva battere il cuore all'impazzata, faceva fare un bel tip tap alle farfalle nel suo stomaco, i brividi lungo la schiena e allo stesso tempo le lacrime agli occhi. Le diceva di amarla eppure la trattava sempre se non esistesse. Le diceva che era importante eppure quando erano con altre persone lei era invisibile. Da mesi si ripeteva che era stata un'illusa a credere che un cantante potesse provare qualcosa per lei e che le sue belle parole valevano qualcosa in più. Il naso iniziò a pizzicarle e le su attorcigliò la gola non appena vide il cartello che segnalava la loro uscita; dopo ore di viaggio, finalmente erano a destinazione.

Gli urletti entusiasti di Cecilia svegliarono Oscar dal suo trance greendayano con un sobbalzo e un farfugliato "che cazzo succede?". Non ebbero nemmeno il tempo di scendere dall'auto che furono circondati da tre o quattro venditori che offrivano maglie e fasce con i volti dei quattro cantanti, per la gioia di Cecilia che in un battibaleno ne acquista una per ognuno.

— Ecco che inizia la tortura — sussurrò Luca all'orecchio di Emma mentre seguivano la sorella nel negozio già gremito di ragazze — E mancano ancora tre ore al concerto.

Non appena entrarono, la musica dei Big Time Rush entrò nelle loro orecchie sovrastando di poco le voci delle fan che cercavano di accaparrarsi un qualsiasi oggetto del merchandising ufficiale dei loro idoli. La loro musica fece tornare in mente a Emma i tanti momenti passati con i ragazzi, mentre attraversava il negozio: il suo primo giorno di lavoro, la loro gentilezza e simpatia, i concerti, i backstage, le signings, le serate in hotel, quella serata... Scrollò la testa per scacciare via quel pensiero.

— Emma, eccoti qua — la voce squillante di Cecilia la riportò alla realtà — Potresti aiutare Luca? Il poverino non riesce a portare due buste.

La bionda aveva il suo zainetto in spalla, il portafogli nella mano sinistra e il cellulare nella sinistra, mentre aveva caricato il fratello come un mulo con cartonati, magliette, collanine, bracciali e portachiavi. Ridacchiando, Emma e Oscar alleggerirono il peso dalle spalle di Luca che sussurrò un "grazie ragazzi" dirigendosi all'uscita. Sistemarono il tutto in auto e decisero di mangiare qualcosa prima di avviarsi verso la porta del backstage ed entrare nel palazzetto.

Una volta dentro, Cecilia iniziò a saltellare da una parte all'altra con il suo pennarello e i suoi cd in mano. Emma invece non poté fare a meno di notare che tutto era come quando lei girava il mondo con la band: i divanetti rossi per i ragazzi e le eventuali fan erano disposti uno davanti all'altro con in mezzo un tavolino da caffè, il tavolo acquistato in Perù un anno prima era colmo dei loro snack preferiti e dei regali delle fan.

— Emma, ma tu non le dici nulla? — esclamò Luca cogliendo la ragazza alla sprovvista.

— Come scusa? — chiese lei accorgendosi solo in quel momento di Cecilia che domandava a chiunque quando i ragazzi sarebbero usciti e fissando la porta del loro camerino.

— Si può sapere che hai? Sei strana, sempre immersa nei tuoi pensieri...

— Io lo so! — gridò Cecilia distraendosi per un attimo dalla sua caccia alla band — Emma è innamorata!

— Ma che stai dicendo? Non sono innamorata.

— Sì che lo sei, sguardo perso, testa altrove, deve essere così — commentò la bionda con nonchalance — Chi è il fortunato?

— Ma nessuno Ceci, stai soltanto blaterando.

— Lo conosciamo? — chiese Oscar guardando di sottecchi Luca che ammutolito si fissava le scarpe.

— Ti ci metti anche tu? Da quando credi alle supposizioni di Cecilia?

— Di solito non lo faccio, ma ha un sesto senso per le questioni di cuore.

—Esatto — esclamò fiera la bionda con un sorrisetto sbruffone — Perché non mi hai detto nulla? Siamo amiche, no? Tra amiche ci si dice tutto.

— Cecilia basta, non sono innamorata di nessuno.

— Di pure quello che vuoi, ma ti si legge negli occhi e io non... Oh mio Dio!

La porta bianca a cui Cecilia stava facendo la guardia qualche minuto prima si spalancò dietro ad Emma attirando l'attenzione di tutti. I quattro cantanti uscirono con le loro divise nere e argento nella loro solita formazione: Logan in testa, girato verso Carlos a discutere di basket, seguiti da James che interveniva con qualche precisazione e poi Kendall, occhi bassi sul cellulare edita intente a digitare chissà cosa. Il cuore di Emma saltò un battito quando la ragazza iniziò a fissare colui che per mesi aveva provato a togliersi dalla testa, inutilmente e che aveva continuato a infestare i suoi sogni e i suoi pensieri.

— Emma, ci sei? — chiese Oscar risvegliandola dalla sua trance e facendole dare nuovamente le spalle alla band.

— Ora si spiega tutto — gridò Cecilia esaltata — Non sei innamorata di un ragazzo qualsiasi, ma dei Big Time Rush! Finalmente non sarò più la sola a parlare di loro e ad ascoltare le loro canzoni!

Mentre Emma sospirava sperando che Cecilia la smettesse, le grida della bionda attirarono l'attenzione dei ragazzi, specialmente di Kendall e la ragazza sentì un brivido attraversarle la schiena mentre gli occhi verdi ambrati del cantante si soffermavano sul tatuaggio della fenice sulla sua spalla; poi il ragazzo parlò.

— Emma...

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