Capitolo 5

4.7K 248 22

Non ci credevo...aveva appena dichiarato di amarmi. Non ci potevo credere. Allora il sentimento era reciproco...

J: Hope...scusa non avrei dovuto dirtelo..

Justin fece per andarsene ma io lo fermai

H: Anche io Justin...
Dissi quella frase con tutta la forza che avevo nel corpo.

Justin mi sorrise e mi abbracciò.

Io ricambiai l'abbraccio e poggiai la guancia sul suo petto.

In quel momento mi senti protetta, sicura di me, e in quel momento il mio nome cominciò ad avere un senso."Hope". Speranza. Si, speranza nell'amore, speranza in me stessa, speranza verso quel ragazzo che poco fa avevo appena detto di provare qualcosa per me.

Senti la campanella suonare. Wow, era gia passata un'ora e non potevo saltare anche la prossima lezione.

H: Justin ora dobbiamo andare
Dissi, e gli presi la mano intrecciando le nostre dita.

J: Si, è meglio che andiamo
Rispose lui con un sorriso a 32 denti.

Cominciammo a camminare per il corridoio della scuola mano per la mano sotto gli sguardi attenti delle persone.

Non mi importava cosa dicessero, io amavo Justin e lui amava me, niente e nessuno ci avrebbe divisi, mai.

Le cinque ore strazianti erano finite, e meno male che ne avevo saltata una o sarei morta durante l'ultima lezione.

Mi incamminai verso l'uscita e trovai Emily che venne verso di me e mi salutò.

Gli dissi tutto quello che era successo con Justin quella mattina, ma lei mi guardò in cagnesco e cominciò ad urlarmi contro.

E: Cosa?! Hope ti rendi conto a cosa stai andando in contro?!! Non devi più vedere quel ragazzo!

In quel momento avrei potuto ucciderla

H: Cosa?! Emily ma cosa stai dicendo?

E: Hope non puoi capire. Promettimi che non vedrai più Justin per favore.

H: Ah quindi non capisco le cose! E comunque non ti prometto un bel niente! Io e Justin ci amiamo e tu non potrai dividerci! Anzi, credo che tu sia gelosa!

C: Io gelosa! Ma per favore! L'ultima cosa che potrei essere è "essere gelosa di te"

In quel momento strinsi i pugni cosi forte da far diventare le nocche bianche. Abbassai gli occhi e strinsi gli occhi. Avrei tirato un pugno in faccia a Emily se avessi potuto, ma codarda com'ero non lo feci.

Corsi via con le lacrime che mi rigavano gli occhi. Correvo, correvo e correvo. Non riuscivo a fermare le lacrime e non riuscivo neanche a fermare le gambe. Era come se qualcuno mi stesse comandando con un telecomando.

In poco tempo arrivai a casa. A quell'ora non c'era nessuno. Aprì la porta e corsi in camera mia buttando lo zaino per terra. Mi buttai sul letto e cominciai a piangere con la faccia sul cuscino. Sicuramente lo stavo sporacando con il mascara che avevo messo, ma in quel momento non mi importava un bel niente di quello che staa succedendo. Una parte di me odiava Emily, ma un'altra diceva di non allontanarla e di parlarle e chiarirci.

Decisi di farmi una doccia calda. Andai in bagno ed entrai nella doccia. Comincia ad insaponarmi prima il corpo e poi i capelli. Quando ero sotto il getto d'acqua non pensavo più a niente. Tutti i problemi scivolavano via.

Uscì dalla doccia e mi misi l'accatoio. Presi un asciugamano e comincia ad asciugare un po i capelli. Poi presi il fono e mi asciugai.

Finito il tutto, andai in camera e mi misi una tuta. Andai in cucina e mi feci un panino con il prosciutto. Cominciai a mangiarlo. Finito il panino, andai in camera e mi misi a leggere il mio libro preferito "Uno splendido disastro".

Mentre leggevo cominciò a piovere, e stanca di leggere, andai verso la finestra, mi appoggiai al bordo di essa e comincia a guardare fuori. Non so la ragione, ma mi piaceva la pioggia. Continuai a guardare fuori per circa mezzora, finchè non mi appoggiai al letto e mi addormentai.

Mi sveglia e guardai l'orologio. Erano le cinque e fuori continuava a piovere, e in più si erano aggiunti sia fulmine che tuoni.

Mi alzai col busto e mi sedetti sul bordo. Era immersa nei miei pensieri finché non decisi di prendere il telefono per vedere se avevo dei messaggi. Ne avevo uno. Era di Emily. Il sangue cominció a ribbollirmi nelle vene ma mi calmai. Nello stesso momento i cui lessi il messaggio si sentì un tuono fortissimo che fece tremare le finestre. Mi misi una mano sulla bocca e rimasi paralizzata.

Emily:
Justin Bieber". Non ti dice niente? Lui è il ragazzo più pericoloso della città. Lui é "DEATH". -

----------------

Heyyyyy scusate per il ritardo

spero che questo capitolo vi piaccia :D

E grazie x i 500 lettori

SMAK E TUTTI :D

Forever? ||Justin Bieber||Leggi questa storia gratuitamente!