Capitolo VI- Come nei cartoni.

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Dio se era tutta matta, ogni giorno era una donna diversa. Una volta intraprendente, l'altra impacciata. Una volta esuberante, l'altra timida. Insicura e decisa. Dolce e arrogante. Era mille donne lei, ma il profumo era sempre lo stesso Inconfondibile Era quella la mia unica certezza. Mi sorrideva sapeva di fregarmi con quel sorriso Quando sorrideva io non capivo più nulla Non sapevo più parlare ne pensare Niente, zero C'era all'improvviso solo lei Era matta, tutta matta A volte piangeva Dicono che in quel caso le donne vogliono solo un abbraccio Lei no Lei si innervosiva Non so dove si trova adesso ma scommetto che è ancora alla ricerca di sogni Era matta tutta matta Ma l' ho amata da impazzire.

Charles Bukowski.

Buona lettura...

Ci stacchiamo dopo pochi attimi. È stato fantastico, devo ammetterlo. Sono stati 2 minuti fugaci.
-Wow. Cosa è preso oggi alla signorina?- mi domanda Claudio buttando il bicchierino del suo caffè.
-Beh, non so. Avevo solo voglia.- affermo facendo la stessa identica cosa.
-Voglia di cosa? Di baciarmi? Ma fammi il piacere, Alice. Tu hai voglia...- non gli lascio finire la frase perché so dove vuole andare a finire.
-Sssh! Siamo in istituto, Claudio! Un po' di contegno, dottor. Conforti. Comunque no, non posso baciare il mio...- sono un po' a disagio, non l'ho mai chiamato 'il mio ragazzo'.
-Il tuo?- mi domanda facendo uno sguardo malizioso.
-Ragazzo.- gli dico, ma mi esce più come una domanda che come un'affermazione.
-Ah si? E chi lo dice che voglio una storia seria con te?- mi dice prima di avviarsi verso il suo ufficio.
-Sei uno stronzo.- gli dico ridendo prima di andare a prendere la mia borsa alla mia postazione.

Ci troviamo sulla gradinata dell'edifico.
-Che fai sta sera?- mi chiede cingendomi i fianchi con il suo braccio e attirandomi a sè.
-Ma, non saprei, sai. Magari vado in qualche bar, in cerca di una preda facile. Poi magari me la porto anche a letto. Tanto la nostra non è una storia seria, no?- gli dico scherzando e dandogli un bacio sulla guancia.
Mi separo da lui e vado verso la sua macchina.
Da dietro lo sento dire-Ah si? E allora perché dovresti salire sulla mia bimba? Io a te non ti ci porto a casa!-

Saliamo in macchina e lui accende la radio.
-Se non mi porti a casa, dove mi porti?- gli domando mettendomi comoda sul sedile.
-Beh, non saprei.- mi dice soltanto.

Dopo cinque minuti riconosco la strada che sta percorrendo: mi sta portando a casa sua.
-Mi porti anche a casa tua? Ma come? Sono delusa da lei, dottor. Conforti. Le storie non serie non si portano a casa. Al massimo in un albergo per una notte di fuoco.- gli dico scherzando.
-Oh, vedi come te lo faccio vedere il fuoco! Dopo la tua risposta di prima alla mia domanda, devi per forza essere punita.- esordisce accostando la macchina vicino al marciapiede, situato davanti a casa sua.
-Come siamo volgari signor. Conforti- dico ridendo.
-Ora però taci e goditi la magia.- esordisce baciandomi il collo e subito dopo le labbra. Che in meno di due secondi sono diventate sue. Le labbra come il collo, le spalle come tutto il mio corpo.
Mi prende in braccio, come nei cartoni il principe prende in braccio la sua principessa. Sale le scale del suo appartamento, che sono invase dalle nostre risate.
Entriamo in casa e subito ci troviamo nel suo confortevole letto.
Mentre ci rotoliamo tra le lenzuola, tra i baci e le risate, le carezze e i gemiti di piacere, perché con lui, mentre facciamo l'amore, non può essere altrimenti, nella mia testa mi sorgono delle domande, e non ho idea del perchè: dove vorrei essere adesso? Ho mai pensato di volermi trovare in un luogo diverso da dove sono ora, in questo preciso istante?
Nonostante in testa mi ronzino queste domande la risposta è semplice: no.
Perché è proprio qui che mi vorrei, voglio, trovare. Essere qui, a casa sua, a notte fonda, dove tutto tace eccetto noi. Noi due nel suo letto, troppo grande per una persona sola, fatto giusto per due persone... due persone che si amano e che si tengono strette, senza mai lasciarsi andare.
Essere nel suo letto, con la mia testa appoggiata al suo petto, intrecciare le mie gambe con le sue, stringerti la mano sotto le coperte, sentire i nostri battiti, il nostro tremare, sentire i nostri respiri che hanno voglia di unirsi in tutti i modi possibili.
Vorrei sentire il calore cospargersi per il mio corpo, sentire te che mi tieni stretta forte mentre mi fai sentire tutta la voglia che hai di me e la nostra passione.
Vorrei le tue carezze delicate sulla schiena.
Vorrei tutto l'amore che abbiamo ma anche tutta la passione che vogliamo.
Infine vorrei rimanere nuda accanto a te, addormentarmi abbracciata a te mentre ci accarezziamo.
Quindi mi sembra chiaro che la risposta sia essenzialmente, no.

Si è addormentato, e io non riesco nonostante sia sfinita.
Così decido di alzarmi e di andare in cucina a prendere un bicchier d'acqua.
Apro il frigo e prendo la bottiglia di acqua naturale.
Ne verso un po' in un bicchiere e inizio a sorseggiarla.
Sul tavolo noto una penna a sfera e un foglio di carta bianco.
Dopo essermi fatta quelle domande e data quella risposta, direi quasi che sia stato messo lì apposta per me.
Così decido di scrivere tutto ciò che mi è passato per la mente, mentre eravamo uniti.

"Mio amato Claudio.
Hai mai pensato a dove vorresti trovarti in certi momenti, sia con la mente che con il corpo?
Beh, io si, e non sai quante volte... o forse si.
In quei momenti le domande che mi sorgono in testa sono tipo: dove vorrei trovarmi ora? Oppure se ho mai pensato di trovarmi in un altro luogo in quel preciso istante.
E molte volte le risposte che mi do sono abbastanza banali... ma prima, quando erano nel tuo letto, insieme, abbracciati, la risposta che mi sono data, le batte tutte. Non avrei mai pensato di elaborare una risposta così, senza neanche pensarci due volte.
E se te lo stai chiedendo, ed è probabile che tu lo stia facendo, la mia risposta è stata: è proprio qui che mi vorrei, voglio, trovare. Essere qui, a casa sua, a notte fonda, dove tutto tace eccetto noi. Noi due nel suo letto, troppo grande per una persona sola, fatto giusto per due persone... due persone che si amano e che si tengono strette, senza mai lasciarsi andare.
Essere nel suo letto, con la mia testa appoggiata al suo petto, intrecciare le mie gambe con le sue, stringerti la mano sotto le coperte, sentire i nostri battiti, il nostro tremare, sentire i nostri respiri che hanno voglia di unirsi in tutti i modi possibili.
Vorrei sentire il calore cospargersi per il mio corpo, sentire te che mi tieni stretta forte mentre mi fai sentire tutta la voglia che hai di me e la nostra passione.
Vorrei le tue carezze delicate sulla schiena.
Vorrei tutto l'amore che abbiamo ma anche tutta la passione che vogliamo.
Infine vorrei rimanere nuda accanto a te, addormentarmi abbracciata a te mentre ci accarezziamo.
Quindi mi sembra chiaro che la risposta sia essenzialmente, no.
Perciò, con questo messaggio, spero di essere stata abbastanza chiara nel dirti che ti amo."

La tua allieva.

Gliela lascio sul tavolo, certa che domani mattina si sveglierà prima di me.
Felice più che mai, torno a letto, dove il mio CC dorme sereno.
Mi stendo sul letto e mi infilo tra le sue braccia, al caldo... al sicuro.

{Spazio Autrice}

Buongiorno a tutti!⭐️
E auguri di Buon Natale a tutti e a tutte! Anzi dovrei dire buon Santo Stefano💘
Eccoci qui con il sesto capitolo💭 Spero vi piaccia!!
Ancora auguri e buone festeee🎈

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~Il Mio Dolce Tormento~//Lost__inmy__Books (#Wattys2019)Leggi questa storia gratuitamente!