° Capitolo I °

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Con il suo pugnale premuto alla mia gola.

Suvvia, Ikkaku, non arrossire. È stato certamente il primo incontro con una ragazza più emozionante che abbia avuto. Ad ogni modo, forse è il caso che spieghi come ci sono finito dalla parte sbagliata di un coltello ed a causa di chi.

Sì, Shachi, Pen, ce l'ho con voi.

Vediamo... accadde dieci anni fa. Ci fermammo verso mezzogiorno sull'isola di Giza Mesozoica per un motivo abbastanza futile. Dovevamo fare rifornimento di viveri e così mandai quei due al mercato locale. Non mi sarei mai aspettato che a causa della loro golosità avremmo letteralmente visto la morte in faccia.
All'epoca la nostra ciurma contava sette membri*, me compreso, quindi la spesa era relativamente poca, eppure loro ancora non erano tornati ed era quasi il tramonto.

Così andai con Bepo a cercarli.
Il suo olfatto ci permise di ripercorrere la strada che avevano intrapreso durante la giornata, un intricato articolarsi attraverso cittadini e bancarelle, adornate da mercanzia di tutti i generi, da tappeti abilmente ricamati alle carni più succose che quella terra potesse offrire, ombreggiate da veli e tendoni appesi tra gli edifici che contornavano la stretta via su ambedue i lati.
Notai che anche gli isolani meno abbienti o che almeno parevano tali, compravano quantità di merci esorbitanti, ma non diedi troppa importanza a quello che mi sembrava un inutile sperpero di denaro.
Bepo aveva finalmente scorto tra la folla i nostri nakama, praticamente accalcati l'uno sull'altro a ridosso di una bancarella di datteri e anche da lontano potei capire perfettamente che il motivo per cui tutta la nostra spesa era dimenticata in grandi sacchi accasciati dietro di loro e per cui non ci davano loro notizie da ore, fu che erano troppo concentrati a flirtare con la venditrice dall'altro lato del bancone.
Fulminai con lo sguardo quello che doveva essere l'ennesimo ladruncolo, che vedendo i nostri viveri abbandonati, ne approfittava per rubarne una piccola parte, indisturbato. Il ragazzetto, che doveva essere poco più giovane di me, scappò mollando a terra le nostre mele.
Bastò la mia aura omicida dietro di loro, per farli finalmente ridestare e voltare.

<< C-captain! >>

<< Come mai qui? Stiamo facendo la spesa come ci hai detto... >> Nonostante gli occhiali da sole, potei osservare come Shachi distoglieva gli occhi dai miei. Sapeva di essere nel torto, l'idiota.

<< Spesa? Se con questo intendi che avete speso i soldi del nostro ultimo tesoro per offrire a tutti gli orfanelli dell'isola il nostro cibo, allora ti credo. >>
Loro presero a sudare e non solo per il clima torrido dell'isola, accorgendosi, finalmente, come il volume dei sacchi dove avevano riposto i nostri viveri si fosse drasticamente ridotto.

<< Forse non sarà molto, ma se con i miei umili prodotti posso compensarne altri che avete perduto, mi rendereste orgogliosa del mio lavoro. >>

Una voce timida e umile mi fece distogliere l'attenzione dai miei compagni, per prestarla alla figura della ragazza dietro loro.
Tutto ciò che potei vedere di lei erano gli occhi nocciola così grandi e carichi di un sentimento che non avevo idea di come interpretare. Non ancora. Il capo e tutto il corpo erano avvolti da una tunica tanto candida, che seppur fosse estremamente semplice, sembrava troppo preziosa per una misera mercante e perfino il volto era seminascosto da un delicato velo di seta, che rendeva ancora più soffuso il suo tono.

Bepo iniziò ad annusare con circospezione la sua bancarella e questo mi fece preoccupare.
Lui era un visone. Poco più di un cucciolo, certo, ma i suoi sensi erano già perfetti. Se qualcosa non lo convinceva, allora quel qualcosa non andava.

Dall'altra parte, immediatamente, sul volto di Shachi e Penguin tornò un sorriso malizioso, troppo largo per sembrare accattivante e assolutamente troppo infantile per dei ragazzi di diciassette e diciotto anni.

Come Divenne Il &quot;Chirurgo Della Morte&quot;Where stories live. Discover now