Capitolo 46 - the trap

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"Eppure non mi pare peccato imbrogliare colui che spera di vincere barando" (William Shakespeare - Enrico IV)

Mi sveglio sabato 24 Novembre con un raggio di sole che mi accarezza il viso. E poi... mi sento osservata.

Socchiudo gli occhi e vedo due fanali verdi e un viso tanto amato. Claudio mi sta osservando con una espressione che non riesco a interpretare.

Sta guardandomi come se volesse memorizzare i miei lineamenti...

"Claudio? Perché mi fissi?" gli chiedo ancora assonnata.

"Così. Mi va. Sei carina quando sei arruffata come un anatroccolo appena uscito dall'uovo"

"L'interpreto come un complimento? Non ne sono molto sicura" ribatto allacciandomi al suo collo per baciarlo. Si adegua entusiasticamente alla situazione e finiamo per soccombere nuovamente alla passione che si accende, e parte alla velocità di un razzo Falcon9 della SpaceX...

Sotto al piumone facciamo l'amore lentamente e languidamente, Claudio mi tiene le mani ferme sopra la testa, in modo che non lo possa toccare se non con la mia bocca, che cerca avidamente la sua. Mi abbevero dai suoi baci, la sete di lui mi consuma.

Lo amo, lo amo con corpo, cuore e anima. Voglio restare così per l'eternità. Io e Lui.

L'apice del piacere mi raggiunge quasi di improvviso, e lui immediatamente mi segue.

Dopo l'amore restiamo abbracciati, la mia schiena contro il suo petto, le sue braccia che mi circondano e giocano scherzose con i miei seni. Qualche tempo dopo bussano alla porta della suite, Claudio si alza, infila una vestaglia e va a vedere che succede.

Sono Leo e Kathy. Mi alzo anche io e li raggiungo, dopo essermi messa addosso qualcosa di decente.

Ci guardano con espressione maliziosa, con Leo che allaccia Kathy per la vita e le sussurra all'orecchio.

Deve essere la promessa di qualcosa di particolarmente licenzioso, lei arrossisce e gli dà una gomitata giocosa.

Anche Claudio li sta guardando, con un'aria particolarmente soddisfatta.

"Come mai siete già qui?" chiede "non vi aspettavamo fino al pomeriggio"

Leo si mette a ridere mentre gli risponde "Claudio, E' POMERIGGIO. Non so come abbiate passato il tempo voi due, anche se lo posso immaginare, ma il fatto che non ve ne siate resi conto e che avete saltato colazione e pranzo senza accorgervene mi fa pensare che eravate molto presi in qualsiasi attività steste facendo".

A tutta risposta il mio stomaco brontola rumorosamente "eh si, in effetti un po' di famina ce l'ho..." dico timidamente.

"Et voilà..." Leo esclama aprendo la porta, e portando all'interno un carrello pieno di prelibatezze.

"Abbiamo pensato che avreste gradito uno spuntino in attesa delle festa di questa sera. Penso che all'avvicinarsi del ballo lo stomaco sarà sempre più chiuso, per tutti noi"

"Grazie Leo per averci pensato, volete farci compagnia intanto che ci proviamo a rifocillare? Dobbiamo anche sentire Claudia, le farà piacere parlare con te, racconta a tutti quelli che incontra che lei a Boston ha il migliore zio del mondo, tanto che mio fratello è parecchio geloso" ridacchio.

"Certo che si, ho tanto voglia di rivedere la mia piccola Claudia. Scusa fratello se la definisco così ma le voglio davvero bene come se fosse mia figlia" si schernisce timidamente con Claudio, che per tutta risposta lo abbraccia con una stretta d'acciaio. E' il suo modo per ringraziarlo di avere badato a noi. Ci cambiamo rapidamente per indossare qualcosa di decoroso e rientriamo nel living mentre Skype sta squillando con una videochiamata in ingresso. E' Claudia.

Alice Allevi, Medico Legale. Boston, MA [#Wattys2019]Leggi questa storia gratuitamente!