Capitolo 35 - vecchi amici

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"L'amico è la persona davanti alla quale posso pensare ad alta voce." (Ralph Waldo Emerson)

Arriviamo a metà mattina in Questura dove ci mettiamo almeno venti minuti a raggiungere l'ufficio di Roberto, pare che le riviste di medicina legale arrivino anche qui e più di un agente si ferma a farmi i complimenti e a stringermi la mano, uno mi chiede anche di fare un selfie per mostrare al figlio che conosce persone famose.

Sono sempre stupita di come gli eventi del congresso di Parigi abbiano cambiato la mia vita, anche se farei volentieri a meno di essere il bersaglio di un killer.

Arriviamo all'uscio di Calligaris e il buon caro vecchio Visone che ci stava attendendo si emoziona a tal punto nel vedermi che non riesce a fare altro che dirmi "Dottoressa Alice!..." e poi mi abbraccia calorosamente discostandosi quasi subito e chiedendo scusa a Claudio per essersi preso libertà inaccettabili.

Lo stronzo, si perché a volte Claudio è davvero inutilmente stronzo gli ringhia "Ehi Visone, giù le mani dalla mia fidanzata!" mentre se la ride sotto i baffi.

Povero Visone, mostrando la lingua a Claudio prendo il tapino sotto braccio e gli schiocco un bacio sulla guancia. A momenti mi sviene...

Entriamo da Roberto e noto con piacere che c'è anche Luke, che nei due giorni passati si era defilato confidando nella mia protezione da parte di Claudio.

"Luke, Ciao! Come va? E dove l'hai lasciata la tua Sophie?" gli chiedo maliziosa.

"Ehm, Sophie... si certo... no non è mia... voglio dire non ancora... o meglio oh... insomma Alice ti sembrano domande da fare quando dobbiamo discutere di cose serie come la tua protezione?" glissa come un'anguilla un argomento che evidentemente lo mette in crisi, da cui deduco che la ragazza lo tiene ancora sulla corda. E brava la mia Sophie.

Roberto attende paziente a fianco della scrivania, con un sorriso, GIURO, che sembra quello di un padre che ha ritrovato la figlia dispersa.

Me ne frego dell'etichetta e gli butto le braccia al collo, piangendo come una bambina. "Mi sei mancato Roberto, mi siete mancati tutti e due, davvero.." e continuo "scusatemi se non vi ho più chiamati ma...".

"Su Alice, dai non fare così, sappiamo tutto e meno male che il ragazzo qui (con il capo accenna a Claudio) ha messo la testa a posto ed è rinsavito" mormora, ma si vede che anche lui è emozionato.

"Comunque abbiamo avuto tue costanti notizie da parte di Leonardo, che è davvero una brava persona, pensa che ho scoperto solo da pochi giorni che è il fratello di Claudio (anche qui fa cenno a CC con un'aria burbera di rimprovero) e che si è preso cura di te per tutto questo tempo. Ah e congratulazioni, ho anche saputo che hai, avete..., una bambina bellissima e molto sveglia"

"Si Roberto, devo tanto a Leo, soprattutto per essere stato uno zio fantastico per la nostra Claudia"

Ci accomodiamo e dopo ancora qualche minuto di convenevoli, e di notizie scambiate sulle rispettive famiglie, mi inizia a fare domande molto precise sulla situazione a Boston.

Luke l'ha già relazionato nel dettaglio, da quando siamo a Roma infatti uno dei suoi compiti giornalieri è stato quello di informare la Polizia dei miei spostamenti e di condividere idee e impressioni con Roberto e la sua squadra.

Non me ne ero mai accorta, ma oltre a Luke avevo sempre almeno quattro o cinque angeli custodi della Questura di Roma, una rete di protezione davvero efficiente.

"Ma se sai già tutto Roberto allora perché mi fai tutte queste dom..." ma lui mi interrompe dicendo "Alice ti si è atrofizzata la testolina mentre stavi oltre oceano? Sai che per me è importante avere sempre il tuo punto di vista, la tua intuizione vale molto più di tante prove circostanziali" a questo punto guardo Claudio con un sorrisino mentre lui esamina alcuni libri su una mensola facendo finta di nulla, gli rode, lo vedo, che Roberto mi sostenga, contrariamente a quello che pensa lui.

Alice Allevi, Medico Legale. Boston, MA [#Wattys2019]Leggi questa storia gratuitamente!