Capitolo 3

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Siamo dentro la mia amata automobile e si sente solo la musica proveniente dall'autoradio, situazione animala considerando chi sia il passeggero.

<< Tutto bene?>> Le chiedo lanciandole un'occhiata appena arriviamo ad un semaforo. Lei si volta a guardarmi e non risponde subito.

<< Avevi ragione tu, quindi puoi dirlo te l'avevo detto!>> Esclama mentre appoggia la testa contro il poggiatesta.

<< Che è successo?>> Le chiedo senza riuscire a trattenermi.

<< Appena arrivati Si è presentata la moglie e hanno iniziato a litigare. Lui voleva, probabilmente vuole ancora, usare me per ferire te per vendicarsi di essere stato tradito dalla moglie con te. Ero solo una pedina sacrificabile in tutto questo. Probabilmente tenterà di attaccarti in qualche nuovo modo, chissà quale.>> Risponde lei e noto il suo viso stanco.

<< E la gamba? È stato lui? Se è stato lui, io...>> Inizio a dire stringendo il volante tra le mani.

<< No, non mi ha toccata. In nessun senso, non ci sono stata a letto. Come ho sentito il suo piano ho preso e sono fuggita per le strade della campagna. Ho chiamato Marco e poco prima di arrivare lui, ecco ho evitato che un bambino venisse investito in una stazione di rifornimento. Sono caduta e mi sono fatta male alla gamba oltre ad aver preso un pezzo di ferro che mi ha tagliato.>> Mi rivela lei e solo ora noto una benda che s'intravede sotto la gonna a circa quindici centimetri di distanza dal ginocchio. 

<< Dovresti essere a riposo! Non in giro a fare sopralluoghi!>> La rimprovero mentre capisco le parole del fratello e la sua preoccupazione.

<< Sono un medico, sto bene! E odio essere ricoverata! E poi ho preso le medicine per questa mattina e fino a sera sono apposto! Devo solo andare in farmacia come esco dall'istituto!>> Ribatte lei cocciutamente mentre gonfia le guance. Mi sa che il fratello non scherzava Alice in versione malata è cattiva, ma io sono Claudio Conforti e di certo non mi faccio spaventare da ciò.

<< Hai almeno il foglio delle dimissioni? Cosi posso leggerlo e vedere che hai di preciso!>> 

<< Eccolo, è nello zaino! Fidarsi, no?>> Mi chiede mentre mi consegna il foglio che estrae avendo colto il mio tono autoritario.

<< Mi fido, Allevi ma per queste cose preferisco controllare!>> 

<< Il solito prepotente!>> Borbotta proprio nel momento in cui arriviamo nel parcheggio dell'istituto. Come parcheggio apre lo sportello e sono costretto a scendere velocemente prima che lei tenti di scendere da sola e rompersi qualche altra parte del corpo. Con qualche difficoltà esce dall'automobile ed iniziamo a camminare.

<< Oh no! Le scale! Mi ero dimenticata!>> Esclama la mia allieva sbadata. Sbuffa e poi inizia a salire i primi gradini con un po' di fatica. Io sono vicino a lei e la guardo per controllare che non caschi, ma sorprendentemente riesce ad arrivare in cima senza cadere. Si ferma per un secondo e si appoggia alla colonna come se dovesse riprendere fiato. 

<< Dovresti riposare invece di fare le scale!>> La rimprovero anche se sono impressionato dalla sua forza o forse è incoscienza. 

<< No, ho del lavoro da fare e poi non voglio restare a casa da sola!>> Detto ciò si stacca dalla colonna e riprende a camminare. Sbuffo e mi precipito verso la porta per aprirla prima che tenti di farlo lei.

<< Grazie!>> Mi sorride ed entra in istituto, la seguo ed appena siamo nell'atrio troviamo il Supremo, la Boschi ed Anceschi e gli amici di Alice, che notano subito le condizioni della mia Alice.

<< Alice, che ti è successo?>> Le chiede immediatamente Giorgio con preoccupazione e con un tono paterno, so che la considera Alice come la figlia che non ha mai avuto.

<< Un piccolo incidente,>> risponde lei con un sorriso cercando di rassicurarlo.

<< Piccolo, mica tanto! Qui c'è scritto chiaramente che dovresti stare a riposo!>> Le dico dopo aver dato una lettura alla lettera delle sue dimissioni. Alice mi fulmina con lo sguardo e se avesse la possibilità sono sicuro che mi tirerebbe una stampella in faccia, altro che codata.

<< Forse sarà il caso di restare in ufficio, senza fare sopralluoghi. Si potrà dedicare solo alla sua ricerca!>> Afferma Paul evitando che Alice mi risponda male, Paul come Giorgio ci tiene ad Alice forse perché spera sempre che torni con suo figlio. 

<< Venga, dottoressa l'accompagno!>> Le dice premuroso e si avviano nella stanza degli specializzandi che è con la porta chiusa, incuriosito da ciò li seguo e quando Paul apre la porta e dopo qualche minuto inizia ad urlare contro Scanner!

<< Professore, non è come sembra!>> Esclama la ragazza mentre tutti quanti accorrono ed io noto Scanner al posto di Alice e sta stampando la ricerca di Alice per Baltimora.

<< Quella è la mia ricerca di Baltimora!>> Esclama Alice guardando prima Scanner, che considerava amica, e poi i suoi fogli.

<< Non mi sarei mai aspettata una cosa simile,>> dice la Boschi guardando con delusione la matricola.

<< Ma Zia,>> ribatte la ragazza sorprendendo tutti quanti.

<< Non mi chiamare Zia! Subito dal Direttore!>> Esclama furiosa, Paul fa un cenno della mano e le indica la porta.


L'Allieva e CC ( #Wattys2019 )Leggi questa storia gratuitamente!