Capitolo 29 - riprendiamo da qui e ora

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"A volte ci sono parole che non dicono niente, ma sguardi che dicono tutto" (Anonimo)

Ore 20.25. Sono pronta. Incredibile ma in 25 minuti sono riuscita a fare tutto quanto necessario per rendermi presentabile.
Beh, «presentabile» forse non è la parola giusta. Lo specchio della mia camera mi dice che sono esattamente «SPETTACOLARE!».
Santa Silvia. Oggi mi ha praticamente costretta ad acquistare un perizoma nero di pizzo che non mi segna per niente, il che è fondamentale, perché ho scelto di indossare un abito morbido che mi aderisce come una seconda pelle sui fianchi e sulle natiche, e con quel perizoma sembra che non indossi biancheria.

Non ho mai indossato un abito che mi fa sembrare così sexy. E' un abito nero di Liu Jo, longuette, con una scollatura abbastanza casta sul davanti. La sorpresa è nel retro, ho la schiena completamente scoperta, fino al coccige, e non posso proprio utilizzare il reggiseno con quel tipo di scollatura.
Per fortuna ho ancora due seni pieni assolutamente sodi, nonostante la gravidanza e l'allattamento, seni che sembrano esplodere sul fronte del vestito.

Ommamma, solo al pensiero che Claudio mi veda abbigliata così i capezzoli mi si inturgidiscono e si mostrano vergognosamente... speriamo che i pensieri che ho in mente in questo momento si chetino altrimenti farò una figuraccia appena arrivo nella entrance hall.
Capelli ok, orecchini ok, collane no, su questo abito non stanno bene. Ho deciso di tenere i capelli sciolti, danno un tono un po' più sbarazzino alla mise, che di per sé è piuttosto scenografica.

Indosso velocemente la pelliccia a tre quarti, rigorosamente ecologica ma fatta talmente bene da sembrare vero visone (visone non Visone capito?...) e con calma apparente prendo la pochette di Michael Kors, ripongo il cellulare silenziato, i miei documenti e la chiave della stanza, chiudo la porta e prendo l'ascensore inspirando ed espirando come prima del parto, per rilassarmi.

Ore 20.30 in punto. Giungo nel foyer e Claudio è già li che mi aspetta, in smoking è bello da infarto e tutta la popolazione femminile presente lo sta ammirando ammaliata.
Ma lui ha occhi solo per me.
Il suo sguardo è magnetico e mi percorre tutta, dalle Laboutin Pigalle in vernice nera salendo all'abito che scende morbido sotto al ginocchio e fino al mio viso. Ha un'aria molto soddisfatta, sembra apprezzare la semplicità dell'eleganza che indosso.

 Ha un'aria molto soddisfatta, sembra apprezzare la semplicità dell'eleganza che indosso

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"Ciao Alice, sei davvero splendida. E puntuale pure! Gli stati Uniti ti hanno fatto un gran bene vedo" dice un po'ironicamente, probabilmente pensando alla mia innata incapacità di rispettare gli orari.
Decido di stare anche io sull'ironia rispondendo "ah, allora era un test! Ebbene l'ho passato senza colpo ferire Professore?"
Entrambi ridiamo e questo breve scambio di battute alleggerisce la tensione che si era già formata nell'aria.
Mi prende la mano e bacia la punta delle dita, per la seconda volta oggi mi fa il baciamano. Una galanteria che non mi aveva mai riservato in passato.
Mi porge il braccio dove appoggio lievemente la mia mano mentre ci dirigiamo verso la sua auto. Sempre una macchina sportiva, sempre una Mercedes, sempre grigio metallizzato.
Mi apre la porta con una inconsueta galanteria e poi sale e mette in moto.

Alice Allevi, Medico Legale. Boston, MA [#Wattys2019]Leggi questa storia gratuitamente!