Capitolo 19 ½ - solo un uomo

1.4K 62 29

"La gente raramente fa quello in cui crede. Fa quello che è conveniente, poi si pente" (Bob Dylan)

Dietro il vetro della portafinestra del soggiorno, guardo Roma dall'alto, la luce tenue dell'alba sul Cupolone in lontananza.
Alice è in pericolo, l'ultimo caso che stanno seguendo lei e Leo li ha fatti incrociare con un serial killer. E la cosa peggiore è che questo pazzo criminale vuole la mia Alice. Non ci posso pensare, vorrei tenerla fra le mie braccia al sicuro ma non è possibile.
Ho appena terminato una telefonata piuttosto vivace con Leo.
A Boston è quasi notte, e Leo si fermerà da Alice, deve spiegarle tutto quanto ci riguarda.

Dire che sono geloso è poco «se non fosse mio fratello e non avesse fatto così tanto per me salirei sul primo aereo solo per prenderlo a pugni» mi trovo a pensare. Lui ha potuto avere Alice come una luce nella sua esistenza per cinque anni, Alice e la nostra bambina.
Ho accusato Leo di avermi rubato un pezzo di vita, ma in cuor mio so che non è vero. Tutto quello che è stato è successo per colpa mia. E lui mi dice che sono uno stronzo, ed è vero.

Subito dopo, la preoccupazione per Alice e per mia figlia, nostra figlia, mi porta verso il mobile bar e mi verso un'altra dose dose di cognac stravecchio, che bevo in un fiato sentendone il bruciore in gola.
«Devo smettere di bere così. Se vado avanti in questo modo divento un alcolizzato, sarebbe stato meglio utilizzare qualche donnina allegra per affogare i miei dispiacere invece dell'alcol in questi anni» mi dico «eppure quasi non mi si rizza più, solo se penso ad Alice riprende a funzionare come si deve. Lei mi ha proprio rovinato».

Mentre ho questi pensieri, invece di sentirmi arrabbiato per come mi sono ridotto dopo il suo abbandono, solo, triste, arido, quasi impotente..., provo solo una enorme nostalgia per quella ragazza tenerissima e pasticciona ma così piena di emozioni ed empatia.
Quella ragazza che mi ha rubato il cuore e, senza volerlo, l'ha calpestato e reso inutilizzabile.
Quanti errori ho fatto, a partire da quando ho cercato di sopprimere il sentimento che lei mi accendeva mettendomi con Ambra.
Con il risultato che ho fatto soffrire lei e ho ingannato me stesso.

Ma Alice, lei... era capace di farmi provare una tenerezza immensa e dopo soli due minuti farmi incazzare come nessun altro.
La gelosia poi che ho provato negli anni. Quel damerino di reporter, poi quell'imbecille di Einardi, che faceva tanto il gallo e poi si è fatto incastrare da Silvia, «quella ragazza un mito»

E poi, Alice mi ha lasciato.
Cazzo.
Quella notte di merda!
Quella puttana di Beatrice. Mi ha ingannato per bene. Amica, amica e poi mi ha fregato.
Che coglione sono, ha ragione Leo. Quando si è trattato di donne ho sempre pensato prima con l'uccello e poi con la testa .
Sarà che avevamo un padre stronzo e donnaiolo, e io sono diventato come lui. Non ho saputo nemmeno riconoscere che quello che provavo per Alice era amore.

Ma a me nessuno l'ha insegnato l'amore, QUESTO tipo di amore.
Sono solo un uomo, non sono un santo.
Io con le ragazze ci ho sempre e solo scopato, fino da adolescente. Era più forte di me il sesso era addictive, non potevo farne a meno.
Dopo la delusione da Beatrice, che se ne è andata di punto in bianco, poi, non avuto più fiducia nelle donne e per me erano diventate solo oggettini da mostrare in giro, da portare a cena qualche volta e farci delle belle scopate.
E basta.
E non ho capito che Alice era diversa, se non troppo tardi.
E cretino che sono ho rovinato tutto con la mia gelosia assurda. Sapevo che ordinarle qualcosa poteva solo ottenere l'effetto contrario, e invece l'ho fatto. E mi sono pure lamentato con la puttana da cui sono andato a confidarmi, quella che pensavo fosse una amica.

E lei mi ha usato nel modo più becero, rovinandomi la vita.

Dio mio, Alice torna presto, ti prego, torna da me. Non lasciarmi più solo come sono ora.
Ho BISOGNO di te.
Io vorrei salire sul primo volo, ma Leo ha ragione. Piombare nella tua nuova vita senza esserci chiariti e parlati con calma rovinerebbe tutto. Ti spaventeresti, saresti confusa, potrei spaventare o confondere nostra figlia.
Ma io sono terrorizzato.
Leo mi ha mandato via mail la copia delle lettere del killer. Sono spaventose.
Dio, se ci sei, se posso ancora credere in qualcosa o qualcuno, ti prego proteggi alice e nostra figlia, riportale in fretta da me. Non le lascerò andare più via

***Fine Capitolo 19 ½

Su vostra richiesta per avere il PoV di Claudio su quanto rivelato da Leo al telefono.

Spero vi piaccia abbastanza. L'ho scritto velocemente molto di getto.


Alice Allevi, Medico Legale. Boston, MA [#Wattys2019]Leggi questa storia gratuitamente!