Capitolo 21 - fratelli e amici

1.3K 72 29

"Lo straniero è come un fratello che non hai mai incontrato" (proverbio africano)

Garbatella, Roma 1995

DRIIN! A casa Conforti suonò il campanello dell'appartamento e Claudio si alzò dal tavolo di cucina dove era aperto il tomo di Anatomia e andò ad aprire borbottando "Porca puttana, chi rompe adesso che stavo riuscendo a studiare con un po' di calma!"

Aprì e si trovò di fronte ...SE STESSO? No non era proprio uguale a lui, era un po' più alto ma più magro, con i capelli tutti per aria come se avesse messo la mano in una presa di corrente, forse anche un po' più vecchio, ma... cazzarola....sembrava uguale a lui !

Lo straniero disse "Ciao, mi fai entrare? Sono arrivato ora da Trieste dopo avere dormito molto poco nella cuccetta e se fosse possibile gradirei una tazza di caffè".

Claudio lo guardò come se non avesse capito, mentre pensava «Ma chi cazzo è questo qua? E perché vuole entrare? Ma che minchia ci fa a casa mia?»

Allora costui lo scansò ed entrò in casa posando a terra un borsone "eh! Ma ci sei? Sei sveglio?" poi vedendo il libro aperto sulla tavola scoppiò in una risata dicendo "ah adesso ho capito ti sei rincoglionito su quel libro di Anatomia, non preoccuparti una volta passato l'esame il 90% di quello che c'è scritto te lo puoi dimenticare, tanto poi conta l'esperienza sul campo."

Claudio era ancora lì a fissarlo, come imbambolato, quando entrò trafelata mamma Maria. "Oh Gesù, ragazzo sei già arrivato. Ti aspettavo tra un'ora! Ma vedo che hai già conosciuto Claudio, che dici ti sembra cresciuto? L'abbiamo tirato su bene eh?"

A Claudio Conforti in quel momento sembrava di stare a teatro «Ma che cazzo c'entra mia mamma, come lo conosce questo, e che cazzo ci fa in casa nostra, e lei sapeva che sarebbe arrivato....non ci capisco una beata minchia» . Claudio poteva solo andare avanti a imprecazioni, non sapeva proprio cosa pensare.

Come se non bastasse arrivò in quell'istante anche babbo Antonio che diede lo stesso tipo di benvenuto a quel tipo strano. No, beh proprio strano no, visto che gli assomigliava tanto e comunque cosa diavolo stava succedendo a casa sua... i suoi pensieri furono interrotti proprio da costui che stava dicendo ai suoi genitori "Vedo che Claudio è un po' perso, deduco che non gli abbiate mai detto niente e non gli abbiate mai parlato di me o di suo padre e sua madre"

"CHE.CAZZO.STAI.DICENDO! questi due sono mio padre e mia madre e tu, invece, chi cazzo sei!" urlò il giovane Claudio, in una improvvisa esplosione di collera, del tipo che anche Alice conosce piuttosto bene.

Il tipo, con una flemma da lord inglese, lo guardò con un occhio leggermente strabico, il destro... esattamente lo stesso occhio leggermente strabico di Claudio, il quale aveva sempre piùl'impressione di essere in un incubo, e disse "Claudio, sono tuo fratello. Permetti che mi presenti sono Leonardo Cagliostro, vengo da Trieste e ho 5 anni più di te. E... condividiamo un puttaniere di padre"

Non sto a proseguire con la descrizione degli avvenimenti di quella stessa sera, in cui Claudio passò dallo stupore, all'incredulità, all'incazzatura (con il suo vero padre, il nonno, i suoi genitori adottivi che l'avevano tenuto all'oscuro), alla quasi felicità. Aveva sempre voluto un fratello e ora se lo trovava già fatto e quasi della sua stessa età, e pure lui medico. E scoprì che, a partire da venti anni addietro, e per tutti quelli a seguire, il piccolo Leonardo non dimenticò mai quella ragazza che gli fece da madre e che fu mandata via dal nonno.
Con l'aiuto di alcuni domestici che pensavano che Lucia fosse stata trattata malissimo scoprì dove era tornata e quando ebbe la maggiore età contattò Antonio e Maria raccontando il suo punto di vista sulla faccenda. E fornì loro, attingendo al suo fondo fiduciario, il denaro necessario a mandare Claudio, che era davvero brillante, al liceo e poi all'università di Medicina.

Vada sé che il nonno Cagliostro provò a minacciarlo, ma Leo aveva la testa dura e il suo fondo era vincolato e il nonno non poteva toccarlo, quindi fece quello che desiderava. E finalmente decise di andare a Roma a conoscere suo fratello di persona.

Negli anni seguenti il legame tra fratelli si rafforzò moltissimo, e Leo era praticamente di casa dai Conforti, che lo trattarono alla stessa stregua di Claudio, come un altro figlio, mentre lui finalmente trovò una famiglia che lo accolse con l'amore che gli era mancato da bambino.

E questo è il motivo per cui Claudio si rivolse a Leo, perché si fidava ciecamente solo di lui per la protezione della donna che amava.

Alice non poteva credere a una storia come quella, davvero le sembrava un romanzo di Barbara Cartland.

Ma nello stesso tempo ora capiva di Claudio tante cose e tanti atteggiamenti che le avevano sempre dato un po' fastidio. Il suo voler eccellere, essere il primo, la sua necessità di sguazzare nel lusso e di mostrarlo a tutti, il Rolex, i completi di Yives Saint Laurent, la Mercedes, l'attico a Monti, le Montblanc edizione limitata... tutto ciò non era affatto per disdegnare la famiglia che l'aveva cresciuto, né per rinnegare le sue origini, come lei erroneamente era stata portata a pensare.

Era un modo per dimostrare al vecchio nonno Cagliostro, ancora vivo e ormai decrepito, che non l'aveva mai voluto incontrare, che lui ce l'aveva fatta anche senza la potenza del nome e dei soldi della famiglia da cui era stato rifiutato.

E Alice, pensando a Claudio, finalmente si calmò e si addormentò sul divano tra le braccia di Leo.

***Fine Capitolo 21

qualche lacrimuccia l'avete versata? dai dite la verità, non è emozionante come il capitolo 6 ma è bello pensare a come Leo abbia lottato per il fratello no?

Ma ora sarà il caso di tornare a Boston a pensare a come proteggere Alice da un serial Killer che l'ha puntata... tenendo segreta la destinazione del suo viaggio

Alice Allevi, Medico Legale. Boston, MA [#Wattys2019]Leggi questa storia gratuitamente!