CAPITOLO 2

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Mi chiusi a chiave in camera ed iniziai piano piano a svestirmi per poi rimanere in intimo, andai in bagno e mi lavai la faccia.

"E i denti? Li lavo, non li lavo?"

Quello era il dilemma. Insomma, mi ero appena alzata e a poco avrei dovuto pranzare, non avrebbe avuto senso, ma decisi di lavarli comunque, ci tengo molto alla mia igiene personale.

Misi velocemente il deodorante e corsi in camera per rivestirmi.

Aprii l'armadio e andai nel panico più totale. Squillò il telefono, era Thomas: "Ciao Timo! Ahahah, dai è carino come soprannome!"

Mi misi a parlare con lui del più e del meno, venni a sapere che sarebbe venuto nella mia stessa scuola, che aveva preso un nuovo cane, che suo padre era stato in ospedale per circa due settimane per un malore, che uscì dall'esame con 7, che sua madre aspettava un figlio, più precisamente un femmina, che ruppe l'iPhone sedendocisi sopra e tanto altro, ma il fatto dell'iPhone non lo vedevo come un grosso problema.

La sua famiglia ha dei soldi, ecco, il padre è il dirigente del conservatorio della provincia, sua madre lavora come dentista nell'ambulatorio più stimato dalla città e sua sorella maggiore, che oltretutto ha già un figlioletto di 4 mesi, Mattew, ha ripreso da poco a lavorare da Whitch&Match, uno dei negozi più belli. In poche parole.. "iPhone rotto? Tra due giorni ne avrai uno nuovo!"

Non è un ragazzo viziato, per l'amor del cielo, quello è l'ultimo aggettivo che gli si addice, ma i suoi genitori fanno quasi sempre tutto per vederlo felice.

*nota autore: conosco Thomas dai tempi dell'asilo, volendo potrei considerarlo come migliore amico, ma come ripeto, ho già avuto troppe delusioni in soli 2 anni, per ora basta migliori amici.*

"A proposito! Timo, che mi metto oggi per uscire?"

"Non mi chiamare Timo!"

"Ahahah, ok, Tom. Dammi un consiglio! "

Ci fu un istante di silenzio, poi domandò: "Mmh, canotta e shorts?"

"Nah. Qualcosa di più elegante.."

"Metti una camicetta bianca con una minigonna"

"Ehiehi! Non voglio assomigliare a quella troia!"

"Ahahah, ma chi? Matilda? Quella ormai ha visto più cazzi che sufficienze a scuola!"

Scoppiammo entrambi in una risata malefica, poi lui continuò:

"Non so, allora prova con una tuta!"

"Tom..così semplice?"

"Mmh, allora met.."

"Facciamo che metto la canotta e gli shorts" conclusi io.

"Meglio così" sogghignò Thomas.

Sentii chiamare da sotto: "Yaaaaana, a tavola!"

Salutai velocemente Thomas e riattaccai, mi vestii e corsi in soggiorno.

Mangiai molto velocemente quella pasta insapore, era tutta collosa così ne avanzai mezza. Cavoli, erano quasi le 14.00 ed alle 14.08 sarebbe passato il bus per il centro! Dovevo sbrigarmi. Rilavai i denti, mi pettinai, mi spruzzai una goccia di profumo, mi misi un po' di matita e un po'di mascara, indossai gli occhiali, presi la borsa, il biglietto, mi guardai allo specchio per qualche secondo e poi mi dissi: "Sì, dovrei avere tutto."

Scesi di corsa le scale e prima di uscire scombinai i capelli a mia sorella che mi accennò una smofia.

"Per che ora sei a casa?" chiese mia madre.

"Verso l'ora di cena dovrei esserci!" esclamai io uscendo di casa.

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