Ogni giorno più forte

1.2K 118 3

«Bello» sancì Oliver alla fine del film. «Mi è piaciuto, un buon sequel.»

«Mah» borbottò Dayton. «Insomma. Il primo resta il primo.»

«Certo, ma questo è un bel seguito.»

Dayton si girò verso gli altri. «Che ne dite? Sempre che l'abbiate seguito, piccioncini.»

Loro non parvero badare al nomignolo. Non immaginavano la ragione che lo spingesse a ironizzare più del solito sulla loro particolare intimità. Del resto, li aveva presi spesso in giro per il loro rapporto più stretto.

«Bello anche per me» confermò Leroy. «Ford è sempre una garanzia.»

«Lo era di più da giovane» osservò Tristan, disteso con le gambe su Leroy. «Me lo sarei fatto.»

Dayton finì la sua birra e la poggiò sul tavolino. «Te lo saresti fatto perché ora non è più giovane o perché ora hai di meglio?»

Tristan non parve capire. «Di meglio? Ne vedo tanti, ma nessun Harrison Ford.»

«Dovresti ampliare i tuoi orizzonti, non considerare solo le banane ma anche le prugne. Meritano, fidati» sghignazzò.

Leroy lanciò un'occhiata a Oliver, sperando non si imbarazzasse. Fino a quel momento, certi discorsi non erano saltati fuori perché Dayton stesso aveva evitato, non a suo agio. Ma adesso, dopo la serata insieme, la confidenza gradualmente cresciuta in quelle settimane e l'alcol in circolo, aveva deciso di includere Oliver nei suoi discorsi preferiti.

«A proposito,» riprese Dayton, girandosi proprio verso Oliver, «io non ho capito tu per che frutta sei.»

Tristan rise, mordicchiando il bordo del bicchiere di plastica in cui aveva bevuto della cola.

«Day, ma vuoi farti gli affari tuoi?» lo riprese Leroy.

«Ma viviamo insieme, è per conoscerci. Lui sa i nostri gusti, che male c'è? Almeno sappiamo cos'aiutarlo a cercare. Allora, che ti piace?» insistette.

Oliver inspirò. «Non lo so.»

«Come, non lo sai? Ancora incerto?»

«È che...» Allora li guardò, ed ebbe il timore che la risposta in procinto di dar loro fosse ben più imbarazzante delle opzioni disponibili. «A me finora è piaciuta una sola persona. Le altre non mi sono mai interessate, non mi hanno mai attirato.»

Lo fissarono tutti e tre con attenzione.

«Ma dici sul serio? Una sola?» ripeté Dayton, sbigottito. «Ma attrazione zero per nessun altro mai?»

«So che è strano, ma...»

«Non è strano» lo frenò Leroy. «Va bene, perché no? Ti capisco. Nemmeno io provo attrazione facilmente, e non mi sento anormale per questo. Ho bisogno di provare qualcosa prima di far sesso, anche se la gente fatica a crederlo.»

Il suo intervento sollevò Oliver. «Sì, forse questo. Per me c'è sempre stato Jake, e basta. Quindi non so se sia questione di frutta» concluse, rivolto a Dayton.

«Ah. Jake. E chi è questo Jake? Ma ci sei stato?»

Oliver si sentì al culmine dell'imbarazzo. Avrebbero saputo che non aveva esperienza, che non era stato con nessuno, che non sapeva fare niente. Avrebbero riso di lui, lo avrebbero considerato un incapace, come già si sentiva. «No. Mai.»

L'attenzione attorno a lui si rinnovò, ma non come aveva temuto. Non vide espressioni divertite o incredule attorno a sé, solo interessate. Perfino Tristan appariva incuriosito, ma erano unicamente i suoi occhi attenti a tradirlo; non aveva cambiato posizione e non si era mosso da Leroy.

Lexington AvenueDove le storie prendono vita. Scoprilo ora