Capitolo 17 - fare i conti con sé stessi (Leo e Alice)

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"Mettere in discussione se stessi è il modo migliore per capire gli altri" (Michelangelo)

Luke attende che ritorni in soggiorno, dove mi ripresento con gli occhi gonfi dal pianto e tutta scarmigliata.

Mi viene accanto e abbracciandomi mi dice "Sorry Alice, so sorry. Non volevo darti io questa notizia, e in questo modo, ma avevano tutti una sacrosanta paura di Leo, e sanno che invece noi siamo amici. Ma stai tranquilla, ho chiesto che sia la mia squadra a proteggerti, da domani sarò la tua ombra principale. Abbiamo anche affittato il monolocale qui accanto e ci sarà sempre qualcuno che ti potrà aiutare in caso di necessità. Basta urlare. ... Però dovrei anche dirti qualcosa che non ti farà piacere, dovremmo mettere in casa delle microspie per proteggerti meglio e..."

Non lo lascio nemmeno terminare che esclamo "NO! NO Luke. Non voglio nessuna microspia e non voglio agenti tra i piedi, va bene se ci sei tu che ogni tanto passi ma nient'altro. Non voglio che Claudia si spaventi e tengo moltissimo alla mia privacy".

"Ma Alice..." cerca di proseguire lui "... non puoi pensare che riusciamo a proteggerti se..."

"Ho già detto no Luke..." e d'improvviso mi viene in mente una soluzione ideale circa la mia cosiddetta protezione "...forse se il killer non sentisse più parlare di me per un po'...potrei tornare a Sacrofano dai miei genitori e da nonna Amalia, sono stata via troppo a lungo ed è giusto che mia figlia conosca finalmente l'Italia"   poi guardando Leo dico  "Che dici capo mi merito due o tre di mesi di aspettativa? Potrei partire a fine mese, giusto dopo avere festeggiato  il Thanksgiving insieme a te ed al nostro team, e rientrare verso fine febbraio, all'incirca dopo carnevale. Ce la farete in Istituto e in Università senza di me?"

Leo muove il capo in segno di assenso e ha una espressione soddisfatta, il che significa che la mia soluzione ha il suo appoggio incondizionato.
Luke invece sembra che ci sia rimasto male, forse crede che io non abbia fiducia in lui, quindi aggiungo "Luke non è per te, non è perché credo che tu o l'FBI non siate in grado di darmi la necessaria protezione. E' che sono davvero stata troppo lontana dai miei cari, e ho bisogno di affrontare una volta per tutte i fantasmi del mio passato. Davvero, se non fosse successo questo disastro avrei comunque dovuto prima o poi farlo questo viaggio a Roma"

A questo punto Luke mi sorride tristemente e mi abbraccia di nuovo quasi stritolandomi, dice "Ok Alice, d'accordo, ma potresti ritrovarti il sottoscritto tra i piedi anche in Italia. Non credo che il Governatore voglia rischiare di farsi rapire la sua patologa prediletta che gli ha portato tanto lustro a Parigi in Primavera. E se lo decide il Governatore non puoi rifiutarti. Sarò discreto vedrai, per il momento mi piazzo nel monolocale qui accanto fino alla tua partenza. E NIENTE MICROSPIE" aggiunge poi strizzandomi l'occhio.

Rido un po' risollevata e lo abbraccio anche io augurandogli la buonanotte.

Uscendo, Luke tiene aperta la porta per Leo che gli dice "No Luke non esco per ora" aggiungendo "per me questa serata continuerà ancora per un bel po', devo raccontare e spiegare molte cose ad Alice, cose accadute a Roma negli ultimi cinque anni".

Luke alza le spalle ed esce dandoci la buonanotte.
A questo punto Leo mi viene accanto e mi abbraccia, senza la forza di Luke per fortuna, ma molto dolcemente, dolce come è sempre stato con me.

Di colpo mi rendo conto che nella mia decisione di rientrare in Italia per un po' mi allontanerò anche da lui, dal mio compagno di lavoro, amico, amante. E inalo profondamente il suo profumo, che per fortuna non ha niente a che vedere con quello di Claudio, niente Declaration di Cartier per Leo, ma un delizioso Drakkar Noir di Guy Laroche. In questo istante mi rendo conto che ogni volta che in futuro sentirò il profumo di Drakkar Noir mi verranno subito in mente Leo e questo preciso momento.

Leo mi porta verso il divano dove ci accomodiamo abbracciati, e inizia a parlare "Alice ti devo dire molto ma non so proprio da dove iniziare"
"Inizia dal principio Leo, per favore, raccontami tutto e non tralasciare nulla, devo essere preparata a quello che mi aspetta laggiù".

"Non capisci Alice, non è come pensi che sia, e io avrei dovuto fregarmene della promessa di non dirti nulla e raccontarti tutto quanto è successo nei momenti stessi in cui l'ho saputo io. La verità deve essere detta tutta nel momento in cui si decide di fare i conti con se stessi, ed ora è giunto quel momento"

Si agita sul divano, lascia le mie spalle che cingeva con il braccio e si piega in avanti con il viso fra le mani.

"Leo, mi stai spaventando,... cosa può essere successo di così terribile da farti reagire così?"

Si mette a ridere, con un riso amaro "No Alice, non è successo niente di terribile, è che io sono un grande imbecille e dovevo seguire il mio istinto e raccontarti tutto...il fatto è...che... se l'avessi fatto...ti avrei persa".

Sono allibita e non so cosa dire, mi avvicino, gli prendo una mano e gli chiedo "Leo, cosa vuoi dirmi? Per favore sii chiaro..."

Lui si appoggia nuovamente sullo schienale del divano e mi trascina con sé mettendomi ancora il braccio attorno alle spalle, come se volesse evitarmi una fuga.
"Alice non fraintendermi, non volevo confessarti un amore tormentato, volevo solo dire che qui tu sei la mia famiglia, tu e Claudia siete la mia unica famiglia, e che se te ne vai a Roma sono sicuro che non tornerai più indietro".

****Fine Capitolo 17

Sarà vero? Alice abbandonerà tutto quello che ha costruito nella sua vita americana? Potrebbe rinunciare alla brillante carriera e a diventare agente speciale FBI per stare a Roma? con Claudio?

Lo vedremo...



Alice Allevi, Medico Legale. Boston, MA [#Wattys2019]Leggi questa storia gratuitamente!