Capitolo 14 - a cena da Alice

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"Amici per mangiare e bere ce ne sono tanti; meno, molti meno, invece, per le faccende serie."(TEOGNIDE)

La nostra autopsia termina dopo cinque lunghissime ore.

Abbiamo voluto essere molto dettagliati e molto precisi, sappiamo che il nostro compito è ancora più importante in questo caso.

Dopo una doccia per  toglierci di dosso l'odore di morte che ci accompagna perennemente nel  nostro lavoro, in  particolare dopo le autopsie, Leo ed io torniamo ai  nostri uffici e indiciamo, nonostante il weekend in corso, una riunione  straordinaria con i nostri studenti e con gli altri membri  dell'Istituto.

Nel giro di un paio  d'ore sono tutti in Istituto, qualcuno scocciato per il fine settimana  rovinato ma in generale tutti molto presi dall'evento.

Iniziamo la riunione  spiegando la ragione della convocazione, ossia che è necessario che ogni  specializzando, dottorando, ricercatore o professore di Medicina Legale  dell'Istituto sia informato di quanto abbiamo trovato. E'  indispensabile che tutti stiano all'erta e diano per quanto possibile  una mano agli investigatori.
Chiediamo ai nostri studenti di  ricercare tutte le notizie possibili su altri casi di strangolamento che  possano avere similitudini con questo, partendo dal New England e  allargando la ricerca al resto degli states.

Sono stanca, stanca e  preoccupata. E' un caso tremendo, non avrei mai pensato in vita mia di  poter incappare in un serial killer.

Dopo un'altra ora, al termine della riunione, Leo mi dice di andare a casa a riposarmi e a prepararmi per la cena di stasera. Sembra passato un secolo e invece sono trascorse solo 11 ore dal ritrovamento.
Sono le 4 PM e ho giusto il tempo di passare ad acquistare delle vongole e un branzino che provengono dalla baia di Cape Cod, e andare a casa a preparare la cena.
Entro nel mio appartamento e Claudia mi corre incontro con una foga che, se avessi avuto i miei soliti 10 cm di tacco, mi avrebbe stesa.

Ride felice e inizia a raccontarmi la sua avventura di oggi all'Acquarium, che è decisamente il suo posto preferito.
"Sai mamma che oggi abbiamo conosciuto un signore molto simpatico? si è avvicinato a Sophie, perché lei è proprio bella e ai ragazzi piace tanto -lei non sa che io me ne sono accorta ma mica sono stupida eh?"

Il mio sesto senso lancia un segnale di allarme.

"Ah si?" dico facendo finta di non essere particolarmente colpita "e come era questo signore simpatico? Giovane o vecchio? Biondo o Bruno?"
"Mamma ma non è che sei gelosa perché Sophie ha degli ammiratori e tu no? Ma sai lei è giovane  e tu mica tanto". Dopodichè se ne corre in camera sua a terminare di pettinare le sue venticinque Barbie.

Ehi! Ma tu guarda che mostriciattolo!  «...tu mica tanto...... cresci i figli con amore e loro ti affossano così...»
A questo punto interviene Sophie che mi dice sottovoce "Non preoccuparti, Alice. Era il tuo amico del FBI, Luke comesichiama. Pare che i federali abbiano messo un presidio qui davanti per proteggere te e la tua famiglia. Ti decidi a spiegarmi cosa sta succedendo? Mi devo preoccupare seriamente?"

Mi trascino stancamente verso la cucina, e mentre poso gli acquisti racconto a grandi linee a Sophie quello che è successo e cosa abbiamo scoperto durante l'autopsia senza rivelarle dettagli importanti, raccomandandole di non farne parola con anima viva; i portavoce di Polizia e FBI sapranno gestire al meglio la comunicazione verso i cittadini per non seminare il panico. E le chiedo ancora di essere molto prudente, quando è con Claudia ma soprattutto quando è in giro da sola e le chiedo di farsi sempre venire a prendere e riaccompagnare al portone di casa. Sophie ha 25 anni ed è una ragazza solare e stupenda, e mi sento responsabile per lei nei confronti dei suoi genitori.

Nel giro di un paio d'ore Sophie si prepara per passare il resto del fine settimana a Cambridge (Cambridge, MA - non quella in UK) insieme ad alcuni giovani francesi che seguono un PHD ad Harvard ed al MIT, e la mia amica e collega Laura Collins viene a recuperare mia figlia, che passerà la notte da lei per festeggiare il compleanno della piccola Cindy, l'amichetta del cuore di Claudia.

Sono le 18,30 e non ho ancora iniziato a preparare la cena, oltre ad avere la casa in un disordine totale. Mi guardo intorno, chiudo gli occhi e mi immagino l'ordine "paranoico" di un attico minimalista al centro di Roma. La nostalgia mi assale e mi accorgo che sto piangendo.
E' solo la reazione agli eventi della giornata o qualcosa di diverso?

«Ma a chi la vuoi dare a bere Allevi, Claudio ti manca ancora terribilmente, devi fartene una ragione e decidere cosa vuoi fare. Forse provare a chiedere a Leo qualcosa di lui potrebbe, in un modo o nell'altro, toglierti da questa situazione di limbo in cui vivi da cinque anni»

Decido che non è il momento per pensarci, scuoto il capo e mi fiondo in cucina a pulire il pesce e lavare le vongole, mentre accendo il forno.
Da quando mi sono trasferita, e ho avuto una figlia, ho necessariamente  dovuto imparare a diversificare i mei menu e migliorare le mie capacità  culinarie, non potevo nutrire Claudia solo a nutella, pizza e pan di  stelle....
Non sono brava come Davide Oldani o Antonino  Cannavacciuolo, ma ho imparato a cavarmela niente male. Ora raramente  faccio disastri in cucina e le volte che ho invitato amici ho sempre  fatto una bella figura. Anche perché, diciamoci la verità, la cucina  tipica delle famiglie americane si basa su surgelati cotti al  microonde...un orrore per ogni italiano che si rispetti.

Dunque, pesce pulito, forno acceso, vongole sul fuoco, seconda doccia  veloce per provare a togliere la stanchezza e la tensione e poi metto  il branzino nella teglia sotto sale e programmo il forno per suonare  dopo circa 35 minuti.

Le vongole sono pronte per il sugo degli spaghetti, sono quasi le  19,30. Attendo Leo e Luke a momenti, quindi preparo anche l'aperitivo.
Qualche fetta di pane tostato con sopra stracciatella di bufala e acciughe prese a Little Italy (l'avete mai provato? Fantastico! Facilissimo, e gustosissimo), pistacchi e Martini Rosè. E anche  l'aperitivo è pronto.
Non mi resta altro che accendere l'acqua, buttare la pasta e apparecchiare la tavola.

Ho appena terminato di sistemare in tavola l'ultima candela che  contemporaneamente suonano l'allarme per la cottura degli spaghetti e il  campanello e squilla pure il telefono. Urlo "WAIT!!!" perché la priorità assoluta ce  l'hanno gli spaghetti, odio la pasta scotta, per questo non la mangio  mai nei ristoranti italiani non gestiti da veri italiani, e mentre corro in cucina rispondo pure al telefono, é Leo che avvisa del suo arrivo a brevissimo.

Con la mia consueta capacità di fare mille cose insieme, salvo poi fare spesso disastri, scolo la pasta, la butto in padella a fuoco basso per una ripassata rapida insieme alle vongole e corro alla porta.
Luke è lì davanti e mi sorride porgendomi una bottiglia di prosecco  "Ferrari" e una confezione di strudel della pasticceria migliore di  Boston.
Lo ringrazio con un bacio su una guancia e lo  faccio accomodare mentre metto il vino in frigorifero e controllo che  pasta e vongole non si siano nel frattempo bruciacchiati.

....continua....

****Fine Capitolo 14

Mi piace l'evoluzione di Alice a cuoca provetta... ma andiamo a vedere tra qualche giorno come finisce questa cena.

Io sono molto curiosa

Alice Allevi, Medico Legale. Boston, MA [#Wattys2019]Leggi questa storia gratuitamente!