Capitolo 5 - cinque anni dopo

1.5K 61 15

Alla fine, ciò che conta non sono gli anni della tua vita, ma la vita che metti in quegli anni (Abrahm Lincoln)

E ora, cinque anni dopo la mia traversata atlantica sono qui e qui resto, non ho più messo piede in Italia, troppa la nostalgia e il rischio di non volere più ripartire.
Ma, soprattutto, ancora troppa la paura di incontrare qualcuno che mi possa parlare di lui, o incrociarlo in una qualunque strada di Roma.

Di Claudio non ho più saputo, né ho voluto sapere, nulla, non potevo continuare a soffrire pensando a lui e immaginando la sua vita, quindi l'ho praticamente archiviata, in una cassettina arrugginita e polverosa in fondo al baule dei miei ricordi.

Non so più nulla di lui dalla nascita del suo bambino, un maschietto, poche settimane dopo che io ho partorito la nostra Claudia.

Si, l'ho chiamata come lui perché voglio che lei abbia un po' del suo papà, di cui le parlo tantissimo perché voglio che sappia che ci amavamo tanto.
Claudia è una bimba forte e intelligente, con un paio di occhi verdi esattamente come quelli di suo padre, di cui ha anche gli atteggiamenti più fastidiosi (devono essere parte del suo DNA) di sapientina e miss perfettina. Anche lei quando vuole schernirti, o ottenere qualcosa, ti guarda con quel sorrisino a sghimbescio e alza una (ma come farà poi) sola sopracciglia esattamente come lui. Ora, a quattro anni, si lamenta quando mi deve correggere l'inglese, e mi dice che penso troppo in italiano e quindi sbaglio... un piccolo mostro di arroganza, anche in questo chiaramente figlia di suo padre.

Ho chiesto a tutti a Roma, a Lara, Paolone, Silvia, Marco e Yukino di non parlarmi mai più della vita di CC, né di lasciarsi scappare che è nata la mia bambina.
Anche a Nonna Amalia ho fatto tante raccomandazioni perché lei ogni tanto si lascia scappare "che peccato per quel dottorino", ma è così contenta di essere bisnonna che la bambina è l'unica cosa che ora la interessa, Claudia ha soppiantato pure me nel cuore di nonna. Ovviamente anche i miei genitori sono strafelici e ora che babbo è in pensione passano gran parte dei mesi estivi qui, a Boston, con me e Claudia. Anche Nonna Amalia ha preso, la scorsa estate, un aereo per la prima volta vincendo un terrore allucinante solo per venire a conoscerla e a viziarla come solo una bisnonna è capace di fare.
L'unica informazione su Claudio fornitami da Leo, è stata la sua promozione circa due anni fa, ora è lui il nuovo Supremo dell'Istituto. Ne sono contenta, se lo è meritato.

Ora che ho terminato un excursus abbastanza lungo, e spero non noioso, delle motivazioni e dei modi con cui sono arrivata qui, provo a raccontarvi qualcosa di più interessante della mia vita americana, dopo questi ultimi e intensi cinque anni.

In questo posto, con nuovi amici e un nuovo scopo nella vita, professionale e familiare, ho trovato una specie di equilibrio.

Io amo moltissimo questa città, che è la più europea tra le città americane, amo il New England con i suoi colori e i suoi boschi, amo il tipo di lavoro che svolgono qui all'Istituto, amo i fine settimana a Cape Cod, le passeggiate nel Boston Common con Claudia e, ovviamente, le sessioni di shopping sfrenato con Sophie, la ragazza francese au pair che mi aiuta a badare a mia figlia. Sophie è francese, quindi ha un gusto squisito e ci troviamo sovente a passeggiare per il Faneuil Hall Marketplace incantandoci di fronte a tutti gli Shop e poi, per calmare le immancabili proteste di Claudia, ci tocca sempre fare anche una puntata all'Acquarium lì vicino per continuare infine a pranzo al Legal Sea Food celeberrimo per le sue aragoste. In realtà l'aragosta la mangiamo soprattutto io e Sophie, Claudia vuole andare solo perché se ordini aragosta vieni dotato di un tovagliolone impermeabile che ti copre tutta, per evitare le immancabili macchie.

Ma soprattutto amo il mio lavoro qui all'Istituto di Medicina Legale e Scienze Forensi.

Dovete sapere che la scienza forense investigativa e la medicina legale negli Stati Uniti sono intersecate, tant'è che CSI è un telefilm americano e non italiano... si ho cambiato generi e invece di guardare film d'amore strappalacrime, sceneggiati RAI con avvocati o suore o fantasmi, o Grey's Anatomy, ora mi guardo tutti i telefilm polizieschi e soprattutto quelli dove la polizia scientifica è leader indiscusso, e mi sento ormai parte del sistema.
Non scherzo, qui è davvero come vivere in un set di CSI. Qui le mie intuizioni investigative sono apprezzate tanto quanto erano criticate o schernite in Italia.

Alice Allevi, Medico Legale. Boston, MA [#Wattys2019]Leggi questa storia gratuitamente!