Capitolo 3

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*LA MATTINA DOPO*

Le 7:15, e quella stupida sveglia continuava a suonare interrompendo il mio sogno....Justin....ma che dico non avevo potuto sognarlo...o forse si, mi ricordo solo un ragazzo con un sorriso meraviglioso e degli occhi color nocciola, in cui potevi annegarci dentro, ti trafiggevano con uno solo sguardo, e poi....DRIIN DRIIN DRIIIIIN. Stupida sveglia.

Mi alzai e andai a farmi un bella doccia. Mi piaceva molto stare sotto quel getto d'acqua caldo, era come se tutti i miei problemi scivolassero via dal mio corpo.

Finita la doccia ritornai in camera mia e mi misi la biancheria. Optai per dei jeans, una maglietta bianca e una camicia rossa e nera che mi avvolsi alla vita, in caso tirasse un po' di vento.

Prima di scendere mi misi le scarpe, le mie amate Jordan. Adoravo le scarpe da ginnastica soprattutto le Nike e, come avrete già capito, le Jordan.

Presi il mio zaino, scesi le scale e andai in cucina. Seduto a tavola c'era papà che beveva un tazza di caffè ascoltando il telegiornale, mentre mamma cercava di fare dei pancake ma che alla fine erano dei "Panbruciati".

Non so perché ma non avevo voglia di di fare colazione, così salutai i miei genitori e mi incamminai verso la scuola.

Mamma e papà non erano per niente severi, anzi, mi dicevano che dovevo vivere la mia adolescenza tra sbagli e soddisfazioni, e che in qualunque modo fosse andata, loro mi sarebbero sempre stati accanto. Li amavo più di qualsiasi cosa.

Tra i pensieri che mi inondavano la testa neanche mi accorsi di essere arrivata a scuola. Emily era seduta su un muretto vicino all'entrata che ripassava la lezione di storia. Lei era la classica "secchiona della classe" ma non era quella asociale che stava tutto il giorno a casa a studiare, studiare e studiare, anzi.... era tutto il contrario.

Corsi verso di lei e la salutai, quando all'improvviso suonó la campanella e così andammo nei corridoi della scuola per avviarci verso gli armadietti. Io ed Emily, sfortunatamente non avevamo gli armadietti vicini, così ci salutammo e ognuno andò per conto suo.

Ormai i corridoi erano deserti, e io cercavo i libri della materia che avevo alla prima ora. Lo trovai, il libro di chimica, e appena lo presi mi scivolò dalle mani, ma qualcuno lo afferrò prima che cadesse. Alzai lo sguardo ed era lui.

J: Ti sono mancato?
Chiese ridandomi il libro.

H: Justin cosa ci fai qui?!
Chiesi con un tono che non era molto amichevole verso i suoi confronti.

J: Beh è una scuola, cosa vuoi che faccia qui

Sbuffai e mi incamminai verso la mi classe, ma sentì un stretta sul mio braccio e di colpo mi ritrovai davanti a Justin.

H: Cosa vuoi Justin?! Sono in ritardo devo andare!
J: Vieni con me
H: No...e poi dove dovresti portarmi?!
J: Tu vieni con me
Mi disse prendendomi il braccio e trascinandomi verso una porta.

H: Justin lasciami!
Dissi cercando di sfuggire alla sua presa, ma era più forte di me.

H: Dimmi dove stiamo andando.
Lui aprì una porta rivelando una stanza buia ma dove si poteva intravedere una scala. Si girò verso di me
J: Lo vedrai...

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HEYYYY CIAOOOO

SCUSATE IL RITARDO MA HO AVUTO DA FARE

SPERO VI PIACCIA

SE CE LA FACCIO IL POMERIGGIO POSTERÒ IL PROSSIMO CAPITOLO, OPPURE DOMANI ANCORA NON LO SO

POTERE ALLA BELIEBERSSSSSSS 😜😜😜😜❤️❤️❤️

Forever? ||Justin Bieber||Leggi questa storia gratuitamente!