Capitolo 16

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Tra una risata ed un'altra arrivarono le 20:30.

Noah era andato a chiudere la macchina in garage e io giocavo con Tomàs alle costruzioni.

Mi arrivò un messaggio dal cellulare di mia sorella, eravamo in quel periodo in cui i bambini ricevono il loro primo telefono cellulare e sono tutti eletrizzati e scrivono a tutti.

Messaggio da: Anny<3

"Ehy Lusy. Mamma mi ha chiesto di chiederti se vieni a casa a cena. -Anne"

"Hola Anne :). Sì, riferisci a mamma che vengo ma faccio un po' di ritardo. Chiamo Tod e chiedo se mi viene a prendere lui oppure chiedo a una delle mie amiche. -Lusy"

-Tommy ti va un po' di hamburger e patatine? -

-Si papi- disse entusiasta.

-Per te va bene piccola? -

-Non preoccuparti, torno a casa- dissi prendendo la piccola borsetta e mettendoci dentro il cellulare.

-Cosa? Perché? -chiese confuso.

-Devo andare- dissi dispiaciuta

-Tomàs ha detto qualcosa?- disse guardando subito suo figlio

-Nono, lui è un amore, ma non vorrei recare ancora disturbo e poi Tod può passarmi a prendere solo verso quest'ora e le mie amiche anche- si mise davanti a me bloccandomi tra lui e il tavolo.

-Posso accompagnarti io più tardi...o potresti rimanere qui-disse guardandomi in modo strano.

-Rimanere... qui?- sbiancai. Dormire lì?

-Si...a dormire, e andare via domani dato che è domenica-

-Ehm...Noah non mi pare una buona idea-

-Non farò nulla lo giuro, rispetto i tuoi tempi lo sai. Non ti toccherò neanche.-

-Si ma è la prima volta- dissi rossa

-Non hai mai dormito fuori?- chiese stranito

-No, sono andata a dormire dalle mie amiche e anche in gita inoltre ho dormito fuori. -

-È allora che succede? -

-È la prima volta...qui. È la prima volta che dormo con te. - lui fece un sorriso dolce e mi cinse i fianchi

-Amore, stiamo insieme da 3 mesi e mezzo. Dormiremo insieme io, tu e mio figlio, non vedo nulla di male.-

-Si lo so ma mi pare troppo presto- dissi ancora in imbarazzo cercando di non guardarlo negli occhi

-Lusy, guardami Lusy. -lo guardai -È una cosa così semplice e sarebbe solo bello dormire con te e lui ma se non te la senti non importa- disse continuando a sorridermi.

-Vorrei ma...non so.-

-Vieni- lo guardai confusa -Seguimi. Tomàs aspetta qui-

-Ok- disse il bambino prestando più attenzione alla torre da costruire che alle parole del padre.

Noah mi portò in una camera accanto alla sua.

Entrammo. Era tutta azzurra e piena di giocattoli. Sopra il letto c'era un cartellino con su ricamato "Tomàs"

-Ho trasformato il mio vecchio studio nella camera di Tomàs. Per tutte le volte che sarà qui- gli sorrisi

-È una cosa tenerissima-

Un amore matematicoLeggi questa storia gratuitamente!