Prologo

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«Ehi, nonna! Non riesco a dormire, mi racconti una storia?» Chiese il bambino dai capelli neri, appoggiandosi al grembo dell'anziana signora, che intanto sorrideva dolcemente al piccolo sulla sua sedia a rotelle.
«E che tipo di storia vuoi che ti racconti, tesoro mio?» Chiese, accarezzando la testa del ragazzino.
«Uhm...non so! Una storia speciale!» Esclamò quest'ultimo, sgranando gli occhi entustasta e fissando la nonna.

«Una storia speciale, eh?» Sussurrò tra se e se la padrona di casa, per poi far sedere il corvino sulle sue gambe.
«E dimmi, perchè vorresti ascoltare una storia diversa dal solito?»
«Perchè sono tutte uguali! Un principe che salva la principessa, il cattivo che viene sconfitto e blah blah blah. Voglio qualcosa di nuovo!» Ribattè il piccolo.
L'anziana pensò per qualche minuto, riportando successivamente la sua attenzione al nipotino, sorridendo.
«Va bene.» Disse semplicemente.

Il bambino si mise comodo sulle ginocchia della nonna, aprendo per bene le orecchie per ascoltare la favola della buonanotte che aspettava.
«La storia che sto per raccontarti non parla di principi, nè di cavalieri e principesse, ma di un cattivo.» Premise.
«Ma come, nonna! Se è cattivo non può avere una storia!» Chiese scioccato il ragazzo.
La donna sorrise.
«Ti sei mai chiesto come mai i cattivi diventano tali? Le persone non nascono con un cuore nero già impiantato nel petto, ma per colpa del giudizio delle persone sbagliate soffrono, e finiscono per cadere nell'oscurità.» Spiegò.

Il corvino annuì poco convinto, ancora non riusciva a capire il ragionamento della nonna, se qualcuno era cattivo, era cattivo e basta! Punto. Perché avrebbero dovuto dedicare una storia ad uno che non lo meritava?
«Come ti ho detto questa storia è un po' diversa dalle altre, narra di un ragazzo, un povero, indifeso e infelice ragazzo che per colpa di chi gli stava intorno ha sporcato la sua anima ed è diventato un assassino a sangue freddo, o più come comunemente lo definivano, Sociopath.»

«Sociopath? E che sarebbe?» chiese ingenuamente il ragazzo curioso, inclinando la testa.
«È qualcuno che indossa una maschera, che si nasconde dalle altre persone. La mente dell'uomo è vasta, nipotino mio, e può essere tanto bella quanto raccapricciante.»
«E perché indossa una maschera?»
«Perchè è convinto che la vita sia solo un gioco. Un sociopatico non ha bisogno del parere di un insulso qualcuno, è lui il protagonista dell'esistenza stessa. Si può mostrare dolce e timido davanti a te, ma fidati, non lo è per niente. E credo che la storia di questo ragazzo sia tra le più singolari, poichè tratta di una storia vera.» Disse.

Il bambino alzò un sopracciglio.
«Come si chiamava il ragazzo?» Chiese.
«Il suo nome...Era Lux Hamilton. E questa, questa...è la sua storia.»

"Baby, I'm a Sociopath.
Sweet Serial Killer."

SOCIOPATH【#Wattys2019】Leggi questa storia gratuitamente!