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Maroon 5 - Animals

Charlotte

Ci sono stati, durante la mia vita, momenti in cui mi sono sentita inutile. Istanti e situazioni in cui sapevo bene che il mio aiuto non sarebbe servito a niente, poiché avrei potuto fare davvero poco — soprattutto in determinate circostanze — ed il senso di totale impotenza che scandiva quegli attimi è qualcosa che difficilmente potrei dimenticare, anche se lo volessi. Mi sono sentita impotente quando vidi mio nonno — il padre del mio padre adottivo — morire e, nonostante avessi quattro anni e mezzo, ricordo come se fosse accaduto ieri il senso di inutilità e profondo sconforto che mi aveva assalita. Mi sono sentita impotente quando anche la madre di mio padre passò a miglior vita, dodici anni dopo il marito. Lei è andata via in silenzio, durante la notte, e fui proprio io a ritrovarla nel suo letto, poiché viveva con me e la mia famiglia. Mi sentivo inutile, mentre scuotevo il suo corpo nel vano tentativo di svegliarla. Io urlavo di riprendersi, di aprire gli occhi, ma lei non c'era più ed io non potevo fare assolutamente niente. Mi sono sentita impotente quando una dolce vecchietta a cui ero particolarmente affezionata durante il mio lavoro all'ospizio, decise di non farsi ricoverare e morire lì; aveva una rara malattia degenerativa ed il decorso fu veloce e devastante, la distrusse in una manciata di settimane. I due figli avevano provato a convincerla a farsi ricoverare o, in alternativa, a passare i suoi ultimi giorni di vita in casa, ma lei non aveva voluto sentir alcuna ragione. Non voleva gravare su di loro, non aveva nemmeno voluto vederli durante l'ultima settimana. Lei sapeva di essere arrivata al capolinea, me lo ripeteva ogni giorno, ed io non avevo potuto far altro che assecondare il suo volere, sedermi al suo fianco, stringerle la mano ed ascoltare i suoi vari racconti che riguardavano la sua vita. Se ne andò un pomeriggio qualsiasi, quando le foglie secche avevano attecchito al terreno umido. Se ne andò anche lei in silenzio, senza avvisare, nonostante sapessimo tutti che la sua fine fosse effettivamente vicina. Piansi e mi domandai se avessi fatto davvero bene a scegliere quel mestiere, perché la morte è quel qualcosa che mi paralizza al solo pensiero.

Credo che vivere la morte di qualcuno sia, in qualche modo, scandita da una serie di fasi ben precise: disperazione, malessere interiore, negazione, realizzazione e, infine, accettazione. Non tutti riescono ad arrivare all'ultima fase, ovvero la parte in cui accetti che la persona a cui volevi bene sia andata via, ma, nella maggior parte dei casi, sono convinta che funzioni così. La realizzazione e l'accettazione, difatti, sono i momenti in cui capisci che quella persona non tornerà più, che non potrai più parlare con lei e che sarai privato per sempre dei suoi occhi; è quel passaggio fondamentale che ti aiuta a rialzarti, ad infilare il pezzetto che quella persona ha lasciato di sé a te in un luogo sicuro, e continuare con la tua vita.

Tuttavia, la cosa più difficile è accettare di essere impotenti davanti alla morte. È quell'evento certo di cui tutti siamo a conoscenza, di cui siamo sicuri del suo arrivo, ma nessuno è mai realmente pronto. È una delle cose per cui ti domandi il perché, senza mai poterti dare una risposta. Devi accettare l'idea della morte, devi accoglierla e fartene una ragione, perché non puoi farci assolutamente niente. Di fronte ad essa, tu sei nulla.

Harry, in fin dei conti, ha fatto proprio questo: ha accettato la morte della madre. Ha accettato di non poterla più avere vicina, di non poter più comunicare con lei, di non poterla più abbracciare. Ha accettato la sua assenza, che, secondo lui, avrebbe dovuto essere eterna. È arrivato ad un compromesso con la sua stessa vita: lui avrebbe continuato a vivere, trascinandosi il peso della morte precoce della madre.

Adesso, invece, si ritrova a dover guardare in faccia colei che credeva fosse morta ed il suo shock è palese. È come se qualcuno gli avesse appena risucchiato via ogni particella di linfa vitale, mentre fissa sua madre che, invece, lo guarda con occhi morbidi.

Doctor Dream (3&4)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora