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Natural - Imagine Dragons

Charlotte

Stringo le spalle dentro il cardigan leggero che indosso, quando una folata di vento flebile colpisce il mio corpo. Lancio un'occhiata alla mia destra, poi a sinistra, e la mia concentrazione si focalizza su alcune macchine che passano di fronte a me; nessuna di esse, però, si ferma. Così, sbuffo e guardo l'orologio; Dominic sarebbe dovuto arrivare dieci minuti fa, ma è in ritardo.

Il mio cellulare squilla per la seconda volta e lo estraggo della borsa. È di nuovo Harry e schiaccio il pulsante rosso, rifiutando così la sua telefonata. Non ho voglia di parlare con lui, non adesso. Ho ormai deciso di trovare le risposte che cerco da sola, anziché aspettare che lui si decida a svuotare il sacco. Le sue verità non sono mai complete; la maggior parte delle volte, racconta le cose a metà ed omette i particolari più importanti.

Mi chiedo perché tutti siano così ostinati e mi domando perché Harry sia così restio dal dirmi tutta la verità. Ho la sensazione, ormai da svariato tempo, che quello che verrò a scoprire non mi piacerà, il che potrebbe appunto giustificare il silenzio di Harry e tutti gli altri. Tuttavia, io devo sapere. Non è giusto che altre persone abbiano deciso di mantenermi all'oscuro, soprattutto riguardo fatti che mi toccano in prima persona. Sono stufa di sottostare ai loro giochi, di accettare il loro silenzio, di far finta che tutto questo mi vada bene, perché non è così. E non mi importa neanche delle conseguenze che tutto ciò trascinerà con sé; Alan si arrabbierà, Harry andrà su tutte le furie, mio padre rimarrà deluso dal mio comportamento, ma non mi importa. Voglio solo scoprire la verità, capire finalmente chi io sia davvero.

Un'auto di grossa cilindrata svolta dall'incrocio e si parcheggia con una manovra perfetta davanti a me. I vetri dei finestrini sono oscurati, impedendomi di vedere così chi ci sia dentro, ma lo sportello posteriore si spalanca e la figura distinta di Dominic fuoriesce dall'abitacolo. Lo richiude dietro di sé, soffermandosi a guardarmi con un sorriso ad increspargli i lineamenti delicati. Ricambio, staccando la schiena dal muro dietro di me e compio qualche passo incerto nella sua direzione.

«Charlotte», mi saluta, chinando appena la testa.

«Ciao», ricambio, soffermando il mio sguardo sull'auto, dalla quale scende l'uomo di nome Daniele.

Il mio sguardo interrogativo deve essere palese, poiché Dominic si avvicina a me, senza smettere di sorridere. «Non preoccuparti, è solo per precauzione», commenta.

«Precauzione...» ripeto scettica, corrugando la fronte.

«Sì, Charlotte. Boston non è molto sicura.»

«È un agente anche lui?» chiedo, indicando Daniele che mantiene una certa distanza da noi.

«Più o meno», afferma Dominic, enfatizzando le parole con un movimento della mano.

Nonostante la mia diffidenza nei confronti di tutta questa situazione, dal momento in cui Daniele continua a guardarsi intorno con la postura composta, come se si stesse aspettando un agguato imminente, riesco a concentrarmi su Dominic e mettere da parte i miei pensieri negativi. Dovrei sentirmi quantomeno eccitata all'idea di essere vicina alla verità, ma inizio a sentire un vago senso di paura serpeggiare dentro di me, soffocando il mio stomaco in una morsa ferrea. Mi costringo ad accennare un sorriso forzato e punto i miei occhi in quelli chiari del padre di Harry.

Doctor Dream (3&4)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora