6.Un'amica fidata

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Vi succede mai di sentirvi completamente vuoti e impotenti? Quando in realtà dentro hai così tanto da essere confuso, e allora decidi di lasciar stare tutto, di ignorare il dolore, di isolare le emozioni, di liberarti del cuore e far comandare al cervello, anche se nemmeno lui è messo tanto bene. Vi succede mai di sentirvi in questo modo? E se vi succede, mi dite come farlo passare? Perchè sono ore che giro per la città senza una meta e ormai anche la pioggia non mi fa effetto a contatto con la pelle.


Guardo in su e,inevitabilmente, sorrido.

"Sei l'unica che rimane sempre e comunque"dico alla mia cara amica pioggia.

Forse sono strana io, forse invece di starmene sottola pioggia -rischiando di prendermi una brutta polmonite- dovrei darmi una mossa ed andare da Cameron. Forse questa sarebbe la cosa giusta da fare, ma il fatto è che non ci riesco. Penso costantemente allo sguardo deluso che mi ha riservato quando l'ho cacciato via, quando non gli ho permesso di parlarmi dopo aver fatto un lungo viaggio per venire da me.
Sono proprio una stronza.

"Era ora che lo capissi..."

Devo parlargli. Ma se non volesse più vedermi? Lo capirei, infondo sono stata davvero pessima con lui,non pretendo che mi perdoni per il mio comportamento.

La pioggia continua a scivolarmi sulla pelle, e vorrei che si portasse via la corrente di emozioni che ho dentro.

Ricordo quando la pioggia ha fatto da sfondo ad uno dei momenti più toccanti tra me e Cameron. Quella sera, dopo aver scoperto che avevo partecipato ad una corsa - che avevo anche vinto- Cameron mi rimproverò ed io mi arrabbiai , così iniziammo a litigare. Io me ne andai e mi stesi su una panchina di un parco vicino scuola,sotto la pioggia. Non mi accorsi neanche del suo arrivo, finché non si avvicinò e mi chiese di far parte del mio mondo, anche se poteva comportare del dolore.

Ora che ci penso, è proprio quello che è successo. Gli ho permesso di entrare nella mia vita, nel mio piccolo mondo fatto di dolore ed emozioni contrastanti, e poi l'ho fatto soffrire. Sono stata un mostro.

Basta, non ce la faccio più, devo parlargli. Devo mettere da parte tutte le paure che ho e farmi coraggio.

Chiamo subito Francesca, prima che mi ritiri dalle mie intenzioni, cosa molto probabile.

"Pronto Jane, dove sei finita?"chiede subito, visibilmente preoccupata.
"Sai dove si trova Cameron? In che albergo sta?"chiedo io, ignorando la sua domanda.
"Ehm si, è all' Atlantic Hotel, me lo ha detto nel caso fosse successo qualcosa..."dice, abbassando il tono alla fine.
"Qualcosa tipo?"le chiedo velocemente.
"Gli ho detto che non eri al massimo in questi giorni,era preoccupato per te. Scusami."dice dispiaciuta, mentre io sbuffo.
"Lascia stare, fa niente, ci sentiamo dopo"dico e,non le lascio neanche il tempo di rispondermi, che ho già chiuso la chiamata e sto correndo come una pazza sotto la pioggia.

In questo momento mi sto pentendo di non aver preso la moto, però volevo farmi una passeggiata tranquilla.

Dopo qualche minuto, mi trovo fuori dall'hotel dove si trova Cameron. Prendo un respiro profondo e chiudo gli occhi. Se qualcuno si fermasse a guardarmi per qualche minuto, penserebbe che sono pazza, e gli darei ragione dato che è proprio quello che sento di essere in questo momento.

"Adesso o mai più"

Entro nell'hotel completamente zuppa a causa della pioggia, guadagnandomi delle occhiate storte da parte di alcuni clienti, manco fossi un dinosauro ballerino che gli offre un caffè.

"Quando sei nervosa la tua fantasia va oltre i limiti"

Possibile.

Mi avvicino alla reception e sorrido alla biondina avanti a me.

"Salve, cerco Cameron Dallas"dico con tono gentile e,apparentemente, tranquillo.
"Lei è?"mi chiede la ragazza.
"Sono una sua amica"dico incrociando le braccia sotto al petto. Cosa importa a lei chi sia? Se voglio vederlo mi deve permettere di farlo.
"Mi dispiace, ma penso sia uscito cinque minuti fa"mi dice lei,con finto tono dispiaciuto.

Ovvio che non le dispiaccia per niente, infondo sta parlando con una giovane ragazza completamente bagnata che cerca il ragazzo a cui, molto probabilmente, ha spezzato il cuore.

"Non dimenticarti che sei anche una cantante che ha una finta relazione con un altro cantante"

Diavolo,la mia vita è un telefilm.

Faccio un cenno di ringraziamento alla ragazza e mi reco verso l'uscita. Tengo lo sguardo basso anche quando sento la pioggia che mi ricade sulla pelle, troppo demoralizzata per fare altro.

Forse è stata una cattiva idea venire qui, o almeno, solo provarci. Forse sarebbe meglio dimenticare tutto, lasciarsi tutto quanto alle spalle e proseguire ognuno per la propria strada, forse le cose andrebbero meglio. Però, per quanto la mia mente cerchi di convincermi che sia la cosa giusta da fare, il cuore non ha nessuna intenzione di darle retta.

Proprio nell'esatto momento in cui alzo lo sguardo, il mio cuore inizia a battere ad un ritmo esagerato.

Davanti a me, bagnato a causa della pioggia, con gli occhi quasi spalancati per la mia presenza e i capelli in disordine, c'è lui...c'è Cameron.

"Jane?"chiede con voce incredula.

Porto lo sguardo in alto e sorrido leggermente. Come sempre, la pioggia è riuscita a farmi stare meglio, è riuscita a realizzare un mio desiderio.

E in questo momento, con il cielo che mi piange addosso e l'anima che si scioglie lentamente, sento che è il momento giusto.

"Ehi Cameron"dico io "Penso che dovremmo parlare"

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