37. Ary: L'ho conciato per le feste

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«Ary!» esclamò Nathan illuminandosi all'improvviso appena sentì la mia presenza.

Iniziò ad accelerare finché non mi raggiunse e con un sorriso sulle labbra mi chiese:«Ti sei divertita?»

Sembrava un Labrador che sentiva il bisogno di essere complimentato facendomi le feste.

Risposi con entusiasmo automaticamente senza riuscire a trattenermi:«L'ho conciato per le feste!»

Il ricordo di aver sorpreso alle spalle quel serpente bianco mi faceva ancora formicolare le mani.

«È stato super super mega eccitante!» esclamai tirando i pugni all'aria davanti a me come se il mio avversario fosse ancora lì.

Era stato proprio un incontro soddisfacente che pendeva interamente dalla mia parte grazie all'effetto a sorpresa.

L'espressione sconvolta del nemico era un'immagine impagabile che non mi avrebbe mai saziata del tutto. Ma ero contenta.

Avevo avuto il terreno spianato e avevo costretto il tipo dai capelli bianchi alla fuga.

Ovviamente l'avevo lasciato andare poiché in uno scontro prolungato la mia resistenza non avrebbe tenuto passo.

«Ora andiamocene prima che si riuniscano» disse Nathan.

«Ehi, manca Tiara all'appello» fece notare Nick. Sussultai alla sua voce improvvisa.

Rendendomene conto, sbirciai nella direzione di Nathan, ma non sembrava essersene accorto.

«Non ti preoccupare, l'ho già mandata avanti dato che era la più lontana. La incontreremo mentre torneremo indietro» minimizzò il ragazzo passandomi affianco e chiamando le moto.

Per qualche motivo il viaggio di ritorno sembrò più breve dell'andata, anche se avevamo dovuto usare un percorso più lungo e differente per ciascuno in modo da impedire che la Resistenza ci seguisse.

Ci stavamo intrufolando di nascosto nel jet per rimettere apposto le moto, rimanendo al buio.

Eravamo esperiti nell'essere furtivi e confidavamo nelle nostre capacità.

Ma sembrava ci fossimo sopravvalutati.

O semplicemente l'altra persona era più in gamba di noi.

Le luci si accesero all'improvviso e strinsi gli occhi per quell'improvvisa ondata.

Mi dolevano gli occhi.

Quando mi abituai alla luminosità, mi voltai verso la presenza che si era fatta sentire.

Seduto vicino alla cabina di guida c'era un uomo stravaccato con aria rilassata e un'espressione calma e tranquilla.

Il suo bel volto era adornato di un sorriso che non faceva presagire nulla di buono.

«Ehi, sorpresa ragazzi» ci disse James Sharp con un cenno divertito.

«James!» esclamai contenta e sorpresa di vederlo.

Corsi verso di lui mentre si alzava e gli saltai in braccio.

Quando il mio mentore mi mise giù cercai di assumere la mia espressione più innocente possibile, ma notando il sorriso intimidatorio di James capii che abbracciarlo e sembrare innocente non aveva funzionando.

«È stata una mia idea» intervenne immediatamente Nick che era giunto alla stessa conclusione.

Sussultai alle sue parole.

Stupido.

«Sì, è stata una sua idea, totalmente» disse anche Nathan sorridendo angelicamente.

Elements: RimastaDove le storie prendono vita. Scoprilo ora