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Bastille - Oblivion

Harry

Louis, rinominato momentaneamente dal sottoscritto "Idiota Numero Uno" — perché il secondo è ovviamente Liam —, mi guarda come se gli avessi appena detto che gli alieni hanno invaso la Terra e minacciato noi umani di rubarci ogni donna esistente, togliendoci così la possibilità di mandare avanti la specie.

«Quindi non è suo...» constata, ripetendo la stessa, identica solfa che va avanti da almeno mezz'ora.

«No. Non è di Charlotte», cantileno, attendendo paziente che riesca a tirare da solo le conclusioni. Sto sicuramente pretendendo troppo, perché Louis Tomlinson è sveglio solo quando si tratta di lavorare; in altri ambiti, purtroppo, la sua perspicacia scivola in caduta libera nel fondo di un buco nero.

«Be', questo è positivo», commenta Liam, dopo aver posato la bottiglia di birra sul tavolo della mia cucina. Ovviamente sono entrambi di nuovo qui, nel mio appartamento, e ovviamente non sembrano intenzionati a ritornare nelle loro dannate abitazioni molto presto.

«Sì. E quindi? Non vi viene in mente niente?» provo a chiedere, incitandoli tra le righe ad utilizzare i loro cervelli e, magari, ragionare.

I due idioti si guardano reciprocamente, rimangono in silenzio per pochi istanti e scuotono le teste bacate in contemporanea.

«No», asserisce Louis.

«Assolutamente niente», gli dà man forte Liam.

Sbuffo, dato che la mia pazienza si sta esaurendo e non ho voglia di far loro i miei soliti discorsi. «Cazzo, se non è suo, di chi potrebbe essere?» domando dunque, provando ad autoconvincermi che stavolta riusciranno ad utilizzare i loro neuroni.

«Magari è un giocattolo», azzarda Liam, con una scrollata di spalle.

«Perché mai avrebbe dovuto utilizzare un giocattolo?» chiedo di rimando.

«Non lo so, forse voleva fare uno scherzo a qualcuno.»

Louis si sporge ed afferra il test di gravidanza che ho in precedenza lasciato sul tavolo. Lo stappa, avvicina l'estremità al naso e inspira forte. Lo sta odorando. Sento il conato di vomito avvicinarsi pericolosamente e sono obbligato a distogliere lo sguardo dalla scenetta disgustosa che mi si presenta davanti. So che non dovrebbe farmi poi così schifo, dato che durante la mia carriera da medico ho assistito a cose notevolmente peggiori, ma oggi sono poco ben disposto.

«No, l'odore è quello della pipì. Perciò è autentico», sentenzia soddisfatto, infilando il tappo.

«Hai davvero odorato la pipì di chissà chi?» domanda infatti Liam, storcendo il naso.

«Ho odorato cose ben peggiori. Cose che tu, normale umano, neanche immagini.»

Vorrei dire a Liam che, secondo me, l'urina appartiene proprio a sua sorella, ma voglio che siano loro ad arrivarci. Non mi sono bevuto la risposta di Charlotte di questa mattina perché dubito fortemente che appartenga a sua madre. Non sono così stupido da credere a qualsiasi cosa lei dica, considerato che sto imparando a riconoscere quando mente e quando no.

«Okay, il test è autentico», affermo. «Perciò, dato che non è di Charlotte, ma stava nella sua borsetta, di chi potrebbe essere?» chiedo con ovvietà, facendo loro intuire che io conosco già la risposta.

Doctor Dream 2 Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora