Divergenza

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Lo schermo del cellulare di Camilla s'illumina improvvisamente, rivelando una foto in bianco e nero di Tiziano Ferro e una notifica di WhatsApp da parte di una certa "Ale". La ragazza prende il telefono in mano, sollevandolo dal piumone azzurro del letto di Raffaele, e legge il messaggio mandatole dalla sua amica:

"Dimmi che hai studiato per la Marzo, almeno tu."

Camilla sospira, sconsolata: si è completamente dimenticata della verifica di matematica e sa quanto quella vecchia e scheletrica prof adori restare bassa con i voti. L'unica soluzione può essere saltare la lezione, fare il compito un altro giorno, evitando così la sfuriata di suo padre per essersi presentata con un due a casa. Non è dai lei, ma capisce che non c'è altra soluzione.

Scuotendo la testa, decide di non pensarci e alza la testa verso il resto della sua "squadra", ancora intenta a cercare la posizione dei Doni. Lisa è distesa sulla pancia, di fronte a lei, e dondola le gambe in aria mentre sfoglia l'ultimo dei libri che Camilla ha portato quel giorno: un manuale sull'arte contemporanea italiana. Non che ci abbia sperato tanto, quando l'ha preso, ma era tra gli unici rimanenti.

Quasi dietro di lei, Raffaele è seduto a gambe incrociate su uno dei suoi cuscini e, dopo ormai un'ora priva di risultati, sta ancora svolgendo una ricerca su Google tanto lenta quanto inutile. Di fronte a lui, con una gamba distesa e una flessa, Giulia guarda alcuni video di panda sul telefono, lasciando abbandonato al suo fianco un libro sull'architettura.

L'umore di Camilla non migliora, anzi, si rende conto di come, nell'ultima settimana, abbia sprecato le proprie energie in una ricerca senza né capo né coda, dove non s'intravede una soluzione nemmeno col binocolo, invece che concentrarle sugli studi. È stata dura tacere anche ai suoi genitori, ma non poteva fare altrimenti: Giulia le ha raccontato della scenata fatta da sua madre e Camilla non voleva arrivare a dover scappare di casa.

Raffaele lascia cadere il suo cellulare sul letto e, sbuffando, si abbandona contro la parete dietro di lui.

«È inutile» si lamenta lui, mentre si passa una mano sulla faccia e si strofina gli occhi con le dita. «Su internet non si trova nulla, su quei libri non si trova nulla...» Scuote la testa. «Qualcosa mi dice che siamo sulla strada sbagliata.»

Lisa chiude il libro con una mano e si mette a sedere, senza curarsi dei capelli che le cadono davanti alla faccia. «Ho sonno. L'arte non dovrebbe essere noiosa, ma questa lo è.» Quindi indica la copertina verde, bianca e blu del volume sotto di lei. Camilla la guarda e si sente in colpa: non credeva che li avrebbe stravolti tutti così. Pensava che, invece, li avrebbe aiutati, li avrebbe velocizzati e loro le sarebbero stati grati. Soprattutto Lisa. 

«Ma se facessimo una pausa e voi vi riposaste un po'?» prova a suggerire lei, catturando l'attenzione di quasi tutti i Guardiani, a eccezione di Giulia.

Raffa scrolla le spalle. «In un altro contesto ti darei ragione, ma, vedi, per noi Guardiani dormire non significa riposare.»

«Esatto, a volte meno dormo meglio è» aggiunge Giulia, mentre un'ombra le scivola sul volto. Camilla capisce perfettamente a cosa si riferiscono, eppure quella cupezza improvvisa in Giù la spaventa e la incuriosisce. Sa per certo che ci sono altri particolari sulla storia dei Guardiani, dettagli che la leggenda non ha rivelato, che continuano a rimanerle nascosti, e non si stupirebbe se tutto ciò fosse per uno di loro. Eppure, quando schiude le labbra per chiedere, un'occhiata di fuoco da parte di Giulia le blocca la frase sul nascere. «No, non ne voglio parlare.»

Camilla viene intidimita da tale durezza e indietreggia sul letto, anche se solo per qualche centimetro. In suo aiuto arriva Lisa, il cui sorriso triste la rassicura e lo sguardo deciso l'avvolge con una sicurezza che non svanisce mai, nemmeno ora con gli occhi velati di dolore.

Gli ultimi Guardiani - RyodDove le storie prendono vita. Scoprilo ora