2. Labbra che sorridono e occhi che gridano

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Passarono quattro giorni dalla serata di Halloween, giorni che passai senza sentire Luke.

Lui non mi chiamò neppure una volta, ed io mi costrinsi ad aspettare che fosse lui a fare la prima mossa.
Sebbene a primo impatto mi fossi sentita usata, realizzai che era proprio questo il nostro accordo.
Ci usavamo a vicenda per il piacere, per il sesso, per non sentirci soli.
Volevamo entrambi divertirci senza avere problemi, senza impegni e complicazioni varie.
Sembrava facile all'inizio; l'idea di due migliori amici che si sbattevano a vicenda senza problemi, poi però le cose si sono fatte più serie.
O almeno, per me.

«Veronica» fu tutto ciò che mi disse Luke quando, un pomeriggio, lo trovai fuori la porta del mio appartamento.
Ero appena tornata da una stancante sessione di jogging, e sbarrai gli occhi nel trovarlo lì.
«Luke, che ci fai qui?» risposi, spiazzata. Mi sistemai i capelli palesemente in disordine.
«Volevo vederti.» Replicò, alzando le spalle, come se fosse la cosa più ovvia e scontata del mondo.
«Potevi chiamarmi, invece sei sparito» gli feci notare, sforzandomi di non sembrare troppo offesa dal suo comportamento.
«Mi dispiace, ho avuto parecchio da fare», si portò un braccio dietro la nuca. Tipico di Luke.
«Capisco» risposi, aggrottando la fronte e serrando la mascella.
«Che c'è?» chiese, scrutando con attenzione il mio sguardo, «sei arrabbiata?»
«Non sono arrabbiata» lo corressi, «ma pensavo che fossimo amici, e intendo amici veri, non due vecchi conoscenti che vanno a letto insieme per divertimento e basta.»
«Sei la mia migliore amica, lo sai» annuì, avvicinandosi lentamente a me.
«Non ne sono molto più sicura, ultimamente» confessai.
«Ci tengo alla nostra amicizia, dico davvero.» Insistette, accennando un sorriso di conforto.
Fece un passo avanti verso di me e, senza aggiungere altro, mi rubò un bacio a stampo.
Inizialmente sbarrai gli occhi, sorpresa, e arrossii.
Lui sorrise ancora una volta e, dopo aver cercato il consenso nei miei occhi, mi baciò di nuovo.
Fece scivolare le mani lungo i miei fianchi ed io, in risposta, portai le braccia dietro il suo collo.
Spalancai la bocca, permettendo alla sua lingua di scivolarvi dentro, e approfondii quel bacio tanto strano quanto desiderato da entrambi.
Continuammo a baciarci con foga per circa un minuto, poi infilai la mano nella borsa per afferrare le chiavi di casa.
Inutile dire che finimmo a letto, di nuovo.
E alla fine, gli telefonò addirittura una ragazza. Una certa Vicki.
Anche questa volta, mi sentii una merda.
Passò un'altra settimana da quel pomeriggio alquanto strano.
Come al solito, io e Luke eravamo finiti per fare sesso e poi a far finta di niente.
Ci ripetevamo di essere migliori amici, eppure io non sentivo fosse così. Non più.
Le cose erano cambiate e la mia debolezza era il problema di tutto.
Non riuscivo a respingerlo, né tanto meno a confessargli i miei sentimenti.

«Oh, guarda chi si rivede.» Esclamò mio fratello Calum quando mi venne a trovare, quel piovoso Lunedì di Novembre.
«Fratellino» sorrisi, spalancando la porta e facendolo entrare.
Da quando mi ero trasferita negli appartamenti universitari lo vedevo sempre meno.
«Mi manchi, sai?» alzò le spalle, «non l'avrei mai detto, eppure è così.»
Risi, «anche tu mi manchi, in fondo. Parecchio in fondo.»
Calum ricambiò la risata e si guardò attorno, «allora, come procedono gli studi?»
«Procedono.» Mi limitai a rispondere, provocando una smorfia sul suo viso.
«Il college costa, per mamma e papà. Non puoi startene qui a perder tempo, lo sai» mi rimproverò, da responsabile fratello maggiore quale era sempre stato.
«Lo so, Calum, lo so.» Alzai gli occhi al cielo, brontolando tra me e me.
«Bene, volevo soltanto assicurarmene» annuì, scompigliandomi i capelli.
Si sedette sul mio letto e cominciò a guardarsi intorno.
Poi il suo sguardo si gelò.
«Che c'è? Hai qualche critica riguardo il mio arredamento?» ridacchiai, «lo so, le camere che offre l'università non sono il massimo, ma..»
«No, Veronica, stavo guardando quello» disse, rigido e sconvolto.
Indicò il mio cestino trasparente in cui, in fondo, era seppellito un vecchio preservativo.
Che, tra l'altro, apparteneva a Luke nonché amico di Calum.
«Oh, quello» deglutii, «posso spiegarti.»
«Veronica» balbettò, e dal tono di voce riconobbi che stava per esplodere, «non dirmi che tu e Luke avete fatto sesso un'altra volta.»
'Un'altra volta? In realtà scopiamo continuamente, ma questi son dettagli': fui tentata di rispondergli, ma per il bene della mia sopravvivenza, evitai di farlo.
«E' successo qualche giorno fa, ad Halloween. Ero ubriaca, ma non capiterà più» mentii, in preda al panico.
«Non ti è bastato aver perso la verginità con lui per sbaglio? Adesso vuoi continuare a fare lo stesso errore?» gridò.
«Innanzitutto, perdere la verginità con lui non è avvenuto per sbaglio» corressi le sue parole, infastidita, «Luke è il mio migliore amico e sì, lo so che è strano e inusuale fare cose del genere proprio con lui, ma è successo perché lo volevo e non mi sembra il caso di farne una tragedia.»
«Scherzi, vero?» sbottò, «pensi sia bello per me, sapere che uno dei miei migliori amici si tromba mia sorella?»
Dopo quell'affermazione gli lanciai un cuscino e alzai le braccia in aria, «non è stata solo una scopata, per me, okay?»
Calum sbarrò gli occhi, perplesso: «ti sei presa una cotta?»
Non risposi.
Abbassai lo sguardo e mi morsi il labbro: «credo sia meglio che tu vada adesso, devo uscire.»
«Veronica!» mi richiamò, costringendomi a rispondere alla sua domanda.
«Vattene, Calum!» strillai, «ero così contenta di rivedere mio fratello e invece mi stai soltanto facendo la ramanzina.»
Lui si alzò, titubante e probabilmente travolto dai sensi di colpa, perché si avvicinò alla porta a testa bassa.
«Non volevo farti la predica, volevo soltanto aiutarti e farti capire che stai sbagliando» rispose.
«Me ne accorgo da sola, quando sbaglio» dissi.
Ed era vero, sapevo che andare a letto con Luke era sbagliato, eppure continuavo a farlo.
Uscimmo entrambi dal mio appartamento e, mentre Calum prese la macchina, io corsi in tutta fretta verso l'errore più grande della mia vita.
Bussai più volte alla porta di casa sua, poco distante dalla mia, e alla fine Luke mi aprì.
Mi sorrise, in tutta la sua straordinaria bellezza.
«Ehi» disse, squadrandomi dalla testa ai piedi.
Sembrava sorpreso, e non del tutto felice, di trovarmi lì.
«Posso entrare?» chiesi, trattenendo un singhiozzo.
Lui annuì, spalancando la porta e chiudendola una volta che fui entrata.
«Che succede? Stai bene?» domandò, accorgendosi probabilmente del mio strano umore.
Feci cenno di no con la testa e lo abbracciai.
Mi fiondai tra le sue braccia, stringendolo forte e incastrando la testa nell'incavo del suo collo. Chiusi gli occhi e mi trattenni dal piangere.
«Calum ha scoperto di noi due.» Confessai, senza troppi giri di parole.
«Sei fottutamente seria?» esclamò, allontanandomi leggermente, «come l'ha scoperto?»
«Ha trovato un vecchio preservativo nella mia spazzatura» feci una smorfia, mordendomi il labbro nervosamente.
Luke rise, «non ci posso credere.»
«Non c'è molto da ridere, era furioso.»
«Ci parlerò io, non preoccuparti. Tu sta' tranquilla.» Mi rassicurò.
«Grazie» mormorai, accarezzandogli il viso per poi guardarmi intorno, «che facevi?»
«Sono solo, in casa.» Spiegò, alzando un sopracciglio.
«Ho il ciclo, Luke» sbuffai, ridendo.
«Non era proprio quello che intendevo, ma oggi avrei saltato comunque il nostro gioco» lo chiamò così. Gioco.
«Ah sì?» alzai le spalle, curiosa, «e perché?»
«Sto aspettando Vicki, perciò..» un colpo al cuore, ecco cosa fu quella risposta.
Vicki era la ragazza con cui si sentiva da settimane.
«Oh» fu tutto ciò che mi uscì dalla bocca, «perché non me la presenti? Visto che sta per arrivare.»
«Dai, non mi sembra proprio il caso» ridacchiò, infilando una mano in tasca e massaggiandosi la nuca.

«Sarei felice di conoscere la ragazza che ti piace» una fitta di gelosia mi pervase soltanto nel pronunciare quella frase.
«Non è che mi piace, ci stiamo conoscendo» mi corresse.
«Capito, fa lo stesso» insistetti, «allora, me la presenti?»
«Non credo sia opportuno far conoscere la mia scopamica alla ragazza con cui mi sento» e poi rise di nuovo.
Non riuscii a nascondere un velo di fastidio che mi invase in quel momento.
«Credevo di essere anche la tua migliore amica, oltre che compagna di avventure sessuali.» Abbassai lo sguardo.
«E' ovvio» sorrise, portando un braccio attorno alla mia spalla, «ma Vicki potrebbe insospettirsi se ti trovasse qui. Insomma, capisci?»
Annuii e recuperai la mia borsa, «capisco. Me ne vado.»
«Non te la sei presa, vero?» chiese, seguendomi alla porta.
«Assolutamente no» risposi, per poi voltarmi e salutandolo con un cenno di mano.

Uscii da casa sua in tutta fretta e camminai a testa bassa per il centro, pensando e ripensando a quanto stupida fossi.
Infilai le mani nella tasca del cappotto e inspirai a pieni polmoni l'aria fresca di Sydney.

'Cosa poteva avere questa Vicki più di me?' era la domanda che mi tormentava nelle ultime ore.
Volevo dimenticarmi di Luke, lo volevo con tutta me stessa, ma non potevo perderlo.
Era una presenza costante nella mia vita da tanti anni ormai, e senza di lui non sarei stata in grado di andare avanti.
Perché, dopotutto, con lui avevo un legame mai avuto con altri.
Con Luke condivisi tanti momenti importanti; fu lui il mio primo migliore amico, diedi a lui il mio primo bacio nonostante non si trattasse di romanticismo, e fu sempre lui il primo con cui feci l'amore. Sì, proprio l'amore.
Fu in quel momento che, ancora immersa nei miei pensieri, andai a sbattere contro qualcuno mentre camminavo per le strade affollate.
«Oh dio, scusami» mormorai, senza neanche guardare chi avevo di fronte.
Alzai lo sguardo e trovai un ragazzo dai capelli color castano chiaro.
«Ehi, tranquilla.» Curvò le labbra in un sorriso e portò una mano sulla mia spalla, «sei sempre così sovrappensiero?»
«Sì, ultimamente non me ne va dritta una a dirla tutta. E' estenuante» brontolai, «ma a te ovviamente non importa niente di tutti i miei problemi. Perciò, scusa ancora, ci vediamo.»
Feci per andarmene ma il ragazzo mi trattenne per un braccio e disse: «a dire il vero, io non ho nient'altro da fare. Piacere, sono Ashton.»

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buonasera,
ecco il secondo capitolo della storia.
volevo dirvi che ben presto la storia si evolverà al di fuori del letto, non preoccupatevi. AHAHAH.
è un capitolo piuttosto hot, come sarà più o meno la storia in generale, ma i sentimenti non mancano.
Veronica è gelosa di Luke, e crede di provare qualcosa per lui al di sopra dell'amicizia.
che ne pensate?
un bacio e alla prossima!

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