IX-Difficoltà di percorso

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Nora e Cherry si diressero velocemente verso le scale che portavano al primo piano. L'urlo proveniva da sopra, ma non c'era altra scelta, dovevano prima scappare dai manichini. La ragazza era già sul primo scalino, solo il gatto era ancora titubante. Era normale, aveva paura di qualsiasi diavoleria si trovasse più avanti, ma non poteva lasciare andare Nora da sola, senza una guida, così la seguì.
L'urlo continuava, era terribile, disumano e forse nemmeno i due sarebbero riusciti più a continuare. Infatti Nora a metà scala, cedette. La sua testa le scoppiava e il corpo cominciava ad abbandonarla. Cherry balzò uno scalino avanti e la guardò -Forza, mia piccola Nora! Non possiamo mollare ora!-. Si riprese con non poca fatica e continuò la salita.
Continuava traballando, era vicina allo svenire, lo sentiva. Mancavano solo pochi gradini. Anche Cherry ne subiva gli effetti, lo vedeva come confuso, e camminava con fatica.
Nora ad un certo punto sentì le forze mancargli, si accovacciò su un gradino. L'urlo era ormai troppo forte, aumentava di intensità con il passare del tempo. Però lei non voleva arrendersi e continuò a gattoni. Prima uno scalino, poi un secondo e finalmente vedeva il pavimento del primo piano. Mancavano solo cinque scalini.
La mano cominciava a tremare, le gambe gridavano pietà, gli occhi non smettevano di volersi chiudere e lasciarla nel buio. Nora cercava di fissarsi su quel pianerottolo, la sua meta. Niente doveva distrarla,nemmeno sé stessa. Riuscì a fare il primo scalino, è successivamente con uno sforzo immane anche il secondo. Solo tre e sarebbe arrivata, ma ad un certo punto sentì un tonfo sotto di lei. Si girò di scatto e vide Cherry svenuto qualche scalino sotto di lei. Si sentì mancare, non poteva andare avanti senza di lui.
Si sedette sullo scalino è cercò di scendere scivolando di scalino in scalino per recuperarlo.  Si tenne salda con le mani e cominciò a scendere, è per sua sfortuna di cinque scalini. Ne scese tre con calma, al quarto o per colpa sua o della scala, scivolò con la mano destra. Nora riuscì ad aggrapparsi in tempo allo scalino sotto, ma ciò le lascio un bel taglio lungo l'avambraccio destro. Nonostante ciò prese il felino nero. Appena lo prese, sentii che era morbido, il suo pelo nero era molto soffice, inoltre era molto leggero, come se fosse fatto di lana o cotone. Nora se lo mise in braccio e riprese la tortuosa salita. Aveva una strana sensazione di Deja-Vu nel tenere Cherry in quel modo, come se tempo addietro lo avesse sempre portato con sé. Nora però non se ne preoccupò troppo e continuò.
Finché l'urlo non si interruppe di colpo. Lasciando un incredibile silenzio per tutta la casa. Nora tirò un sospiro di sollievo, le sue membra cominciavano a rilassarsi.
Però solo per un attimo.
Nora si gelò sul posto, ora non era sola sulla scala.
Da sotto provenivano suoni di legno strusciato, i manichini stavano venendo a prenderla.

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