Un sentimento doloroso

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Alle sette e mezza Mary e Toby uscirono dal ristorante e incontrarono Ugo, pronto a fare il turno di notte, però Toby non aveva sonno e decise di andare lo stesso con loro.

Lasciarono la macchina di Toby in un parcheggio e seguirono Mary, che era in motorino, con quella di Ugo. Arrivarono alle otto e mezza davanti alla villa.

La casa di Angelo era immersa nel silenzio.

Solo la finestra della stanza della governante era illuminata.

- Noi ti aspettiamo qua.- dissero Ugo e Toby mentre si accendevano le sigarette.

- Ok.- Marianna si asciugò il sudore sulla fronte, l'ansia la stava divorando.

- Tutto bene?- le chiese Toby, notando il suo disagio.

- Certo che sto bene, sono solo un po' stanca.-

- Se le cose si mettono male urla.- le disse Ugo, mostrando il pugno.

- Si, a dopo.- Mary attraversò il giardino quasi correndo e suonò il campanello. Con un scricchiolio la porta si aprì e apparve il viso stanco della governante, sembrava invecchiata di 10 anni.

- Marianna sei tu.- disse tra metà un sorriso e uno sbadiglio. Marianna annui sbirciando dietro alle spalle della donna, ma non vide e ne sentì nessuno.

- Mi scuso per il disturbo, ma vorrei sapere una cosa. Angelo c'è?-

- Ehm si perché?- notò immediatamente il cambiamento di voce nella governante. Se prima sembrava uno zombie ora pareva non solo sveglia ma pure agitata, cosa nascondeva quella donna?

- Posso parlarli?- la governante si guardò rapidamente indietro poi uscì chiudendo la porta dietro di se.

- Non ti conviene tesoro. Credimi.-

- Perché?-

- Angelo è tornato si... Ma è diverso.-

- Mi ha-

- Chiamata? Si il maggiordomo mi ha raccontato tutto. Sei davvero gentile a preoccuparti per lui e ti dirò, sei la persona a cui parla di più probabilmente ma non è comunque una buona idea.-

- E come mai si può sapere?-

- Quando è arrivato non ha detto una parola, si è chiuso in camera. Allora li ho bussato alla porta e mi ha detto che mi rovinava se non me ne andavo. Prima di chiudersi in camera ci ha guardati. tutti negli occhi. Mi ha messo una paura... Ed è solo un ragazzo. Inoltre li ho intravisto qualcosa sul braccio di rosso, ma non saprei dirti cosa magari è stato solo uno scherzo degli occhi. In ogni caso è meglio di no.-

- Io non ho intenzione di andarmene finche non avrò parlato con lui.-


Angelo aveva sentito la porta chiudersi ma non la governante tornare. Aspettò ancora qualche minuto, ma alla fine si alzò ed uscì dalla camera andando in quella della governante. Non c'era nessuno come immaginato.

Si affacciò cautamente alla finestra, nascondendo il volto con la tenda. C'erano due uomini nell'ombra che fumavano e parlavano tra loro. Guardò all'entrata di casa sua.

C'era la governante che parlava con qualcuno. Si affacciò un po' di più. Marianna. Era lei. Da come si muoveva sembrava che stesse contestando. Riguardò i due uomini.

Si erano zittiti e guardavano casa sua. O meglio, lui.

Li salutò e chiuse le tende. Scese le scale e ascoltò da dietro la porta d'entrata

Affari da Assassini L'ombra del preteLeggi questa storia gratuitamente!