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Mad Love - Sean Paul & David Guetta

Charlotte

Credo di aver dormito a malapena tre ore, questa notte. Ho passato quasi tutto il tempo a sbirciare nella stanza di Cindy per accertarmi che stesse dormendo realmente e non facendo finta per evitarmi. Forse ha intuito che so qualcosa che non avrei dovuto sapere e mi dispiace aver ficcato il naso nelle sue cose, ma è stato un incidente.

Fisso il soffitto immacolato sulla mia testa, con le mani incrociate dietro la nuca e il respiro pesante di Shere Khan come sottofondo; almeno lui riposa tranquillo, cosa che vorrei tanto poter fare anche io dato che sono appena le sei e mezzo del mattino.
Mi puntello sui gomiti e sfilo dalla fodera del cuscino il biglietto che mi ha dato Dominic. Sotto l'indirizzo del luogo in cui si trovata Cindy, vi è un'altra scritta e credo di averla letta almeno un centinaio di volte, in queste ore. Ho anche riflettuto su quello che dovrei fare, ma ho il timore di prendere decisioni affrettate e voglio comunque darmi il tempo necessario per pensare bene a come agire.

Tempo. Francamente, non credo di averne poi così tanto. Sento che potrebbe accadere qualcosa da un momento all'altro ed è come se, adesso, vedessi in fondo ad un vicolo solo un muro apparentemente invalicabile. Un muro che è stato eretto e costruito con tutte le bugie che mi sono state raccontate ma, per la prima volta da quando mi sono ritrovata in questa situazione, riesco a scorgere un piccolo squarcio. Basterebbe un po' di forza e il muro crollerebbe su se stesso.

La cosa che mi frena, tuttavia, è la paura. La paura di sapere, di scoprire tutto ciò per cui mi sono arrovellata il cervello durante questi mesi. Ho imparato a mie spese che le verità celate dietro alle menzogne raramente sono piacevoli e questo mi blocca. Mi domando se sarò pronta a ricevere le informazioni che cercavo, se mi piaceranno oppure no, se sono cose che già mi aspetto o meno.

Dei passi lenti e pesanti riescono ad attirare la mia attenzione ed infilo il biglietto sotto il cuscino, sollevandomi a sedere per ascoltare meglio. Sento appunto un mormorio di Cindy accompagnato da uno sbadiglio e scendo dal materasso, nel frattempo in cui mi torturo le mani strette tra loro. So cosa devo dirle, ma so anche che potrebbe arrabbiarsi molto con me, perché ho comunque infilato il naso nelle sue cose private. Avrei potuto tenerglielo nascosto, ma mi sono accorta di aver perso il suo dannato test di gravidanza chissà dove e preferisco renderla partecipe io stessa anziché farglielo scoprire da sola. Un oggetto del genere non si volatilizza di certo nel nulla e Cindy non è stupida; mi conosce fin troppo bene e sa che, a volte, ficco le mani nella sua camera.

Esco così dalla mia stanza e mi fermo per osservarla, mentre mi dà le spalle e si solleva sulle punte per afferrare una scatola di cereali. Perfino questo piccolo gesto è strano; Cindy non ha mai fatto colazione con i cereali, bensì con caffè e basta, proprio come me.

«Smetti di stare ferma lì», borbotta con voce assonnata.

«Buongiorno», mi affretto a dire, avanzando finché non raggiungo il tavolo.

«Sì, buongiorno.»

Si sposta per aprire il frigo e prende la bottiglia del latte. Ecco, non ha neanche mai bevuto latte, da quando la conosco. Dice che non le piace.

«Mi hai fatta spaventare, ieri sera», ammetto.

Lei sbuffa e recupera un cucchiaio, per poi sedersi di fronte a me, mantenendo comunque la testa china sulla tazza. Raccoglie una generosa manciata di cereali e se li infila in bocca, masticando lentamente. Attendo una sua risposta che non arriva e rilascio un sospiro.

Doctor Dream 2 Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora