Prologo: Sebastian Vettel Wouldn't Treat Me Like This

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Claire

Mia madre sembra avere un repertorio di tre frasi che sfodera in riproduzione casuale ogni volta che acconsento ad andare a pranzo con lei.

La prima è la famigerata 'quando hai intenzione di tagliarti i capelli?', che mi pone sempre guardando la mia testa come se fossi appena uscita da una lavatrice.

Come se avessi tutta questa lunghezza da tagliare, poi.

I miei capelli sono indomabili, non si capisce bene se mossi o ricci, e proprio per questo motivo li tengo appena sotto le spalle, ma a quanto pare per mia madre non va ancora bene.

Marie Anne Keller è una donna pragmatica e molto pratica, con i suoi capelli corti sempre perfetti e il trucco quasi ad opera d'arte, mentre io l'ultima volta che ho avuto i capelli perfetti non sapevo ancora parlare e a volte non ho neanche la forza di mettere del correttore per nascondere le occhiaie.

"Probabilmente il prossimo weekend" rispondo come ogni volta, e anche questa volta sarà il prossimo weekend del prossimo mese del prossimo anno della prossima vita.

Mia madre mi osserva, rassegnata, infilzando poi con un po' troppa forza due foglie di insalata e un pomodorino prima di alzare nuovamente lo sguardo su di me, ed io so già cosa aspettarmi.

Frase numero due: 'sei stata promossa sul lavoro?'.

Faccio spallucce, giocando con un fusillo nel mio piatto come se fosse la cosa più interessante del mondo, non tanto perchè non so cosa risponderle, quanto perchè so che alla fine la risposta la deluderà come sempre.

"Non ancora" sospiro alla fine, portando una ciocca di capelli dietro all'orecchio, sentendo sospirare anche lei.

"Claire...".

"Sì, lo so. Holly alla mia età era già direttrice marketing della sua azienda, ma io non sono una direttrice marketing. Sono un'editor per una casa editrice, e le promozioni non fioccano esattamente a destra e manca, ma ci sto lavorando" ribatto, senza darle tempo di finire la frase, perchè so già cosa vorrebbe dirmi.

E' tutta la vita che non sento altro che lodi per mia sorella Holly, la più brava, la più bella, la più intelligente.

Basti pensare che alle cene di famiglia nonna Erin le passa sempre un banconota da cinquanta dollari nonostante abbia trentadue anni, mentre la mia presenza non la riconosce neanche.

Una volta mi ha pure chiamata Jillian.

Non abbiamo nessuna Jillian in famiglia.

"Va bene" concede alla fine mia madre, continuando a mangiare la sua insalata, mentre a me è passata del tutto la fame.

E proprio quando pensavo di cavarmela prima questa volta, eccola che torna alla carica con la frase più temuta di tutte.

"Claire, quando ti sposi?" domanda a bruciapelo, e i miei occhi scattano su di lei che mi guarda con aspettative alte quanto l'Empire State Building, aspettative che io demolirò.

Di nuovo.

"Mai" rispondo, tagliente, lanciando poi un'occhiata all'ora sul mio cellulare, accorgendomi che la mia pausa pranzo finisce tra dieci minuti.

The Wedding Deal || 5SoSDove le storie prendono vita. Scoprilo ora