VIII-Faccia di Granito

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Nora chiuse la porta di colpo. Gli aveva sicuramente visti, ora poteva aspettarsi qualsiasi cosa. Rimase in silenzio per cinque minuti, anche il respiro era trattenuto, qualsiasi rumore era pericoloso. Cercò di ascoltare ogni minimo suono che provenisse dall'altra parte della porta. Anche Cherry non si mosse, rimase immobile in silenzio di fronte alla ragazza, attendendo un suo segnale.
Passati i cinque lunghi minuti di assoluto silenzio, Nora fece un sospiro di sollievo e ritornò a respirare normalmente. Non aveva percepito nulla, forse se ne era andato o forse era ancora fermo là. Sapeva che non poteva rimanere lì per sempre, doveva rischiare. Anche se non aveva detto alcuna parola, non aveva dubbi che pure il gatto era d'accordo con lei.
Si mise di fronte alla porta ancora chiusa, avvicinò la mano alla maniglia e la girò. Aprì la porta lentamente, cercando sempre di evitare rumori molesti o movimenti bruschi. Un cigolio lento e annoiato mentre la porta si apriva. Fece un respiro e...
La stanza era vuota!
Del manichino nessuna traccia.
-Dove sarà andato?- Cherry varcò la porta e andò a controllare. Lei lo seguì senza però abbassare la guardia.  Notò sul terreno delle strisce nere, probabilmente provocare dallo strisciare del manichino, esse sembravano provenire dal corridoio. A Nora vennero i brividi, qual manichino li stava seguendo dall'inizio. Però finivano davanti a una porta socchiusa.
-Che ci stia invogliando a seguirlo?- chiese Cherry, lei non poteva saperlo, ma non sentiva paura, anzi la sua curiosità stava aumentando. Si avvicinò alla porta e la aprì del tutto.
Davanti a loro c'era un enorme stanza, era piena di vari oggetti e casse, probabilmente un magazzino. Era pieno di vasi antichi semi rotti, quadri usurati e libri quasi ingialliti dal tempo. C'era solo un quadro che era praticamente intatto, attirò infatti immediatamente la sua attenzione. Rappresentava una ragazza di spalle, incappucciata, con accanto un pastore tedesco, che per qualche motivo aveva gli occhi di due colori diversi, dietro di loro un'ombra di un uomo. Cherry saltò su per le casse e lesse il nome -Detective Mary alla ricerca di un prete- il gatto sbuffò -Decisamente un nome strano per un quadro, nemmeno fosse un libro-.
La ragazza rimase a fissare il dipinto per un po', finché la porta non si chiuse dietro di loro. Si girarono entrambi di scatto, erano in trappola. Dalle scartoffie e dalle varie pile di casse, spuntarono vari manichini, che si stavano lentamente avvicinando a loro.
Non sapeva che fare, non potevano scappare e questa volta il coraggio non sarebbe servito. Una cosa però stupiva Nora, non riusciva a guardarli in faccia, per quanto ci provasse non voleva vedere le loro facce di plastica, ne era impressionata. Facce che non mostravano espressioni, senza volto nè lineamenti, delle facce di granito.
Si stavano avvicinando sempre di più, Cherry era sempre davanti a lei nel tentativo di proteggerla. Però lei lo sapeva, non sarebbe sopravvissuta, avrebbe dovuto ricominciare da capo, di nuovo da quella foresta. Però...
Un urlo agghiacciante, disumano copri l'intera casa. Le pareti tremavano, e i manichini ne erano impauriti, si rannicchiarono a terra e smisero di muoversi. I due non persero l'occasione e uscirono in fretta, lasciandosi il magazzino alle spalle. L'urlo era talmente forte che pure Nora e Cherry ne risentivano, ma non mollarono, uscirono nella sala d'attesa, scoprendo a loro malgrado che vi erano manichini ovunque, nelle sedie, nella scrivania, nel corridoio. Ogni porta era bloccata, tranne una, le scale. C'era solo un problema, l'urlo proveniva da là.

+Questo capitolo è dedicato alla mia amica Lunadance9 e alla sua prima opera completa, "Affari da assassini-L'ombra del prete"+

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