18

32.4K 1.8K 1.5K
                                    


Sex On Fire - Kings of Leon

Harry

Uno dei tanti problemi che avevo già calcolato in precedenza, rendendone perfino Alan partecipe, è proprio il giochetto sporco che a Cesare piace tanto, ovvero fingersi mio padre. Essendo gemelli identici — se non per quella dannata chiazza verde che permette a noialtri di distinguerli — non vi è alcuna differenza tra i due, poiché posseggono anche la voce uguale. E lui è qui, davanti a noi, con un calice di champagne stretto nella mano sinistra. Noto subito la fede che porta al dito e mi viene spontaneo domandarmi quale donna abbia avuto il coraggio di sposare un essere del genere.

I suoi occhi intercettano i miei; pare quasi soddisfatto di avermi qui, dato che questa è la prima volta che ci ritroviamo faccia a faccia. Con me consapevole, almeno.

Stringo appena i fianchi di Charlotte. So di non poter fare scenate e questo mi fa fremere di rabbia, ma ho anche paura. Non credo sia qui da solo, poiché lui non si muove mai senza protezione.

Indossa uno smoking nero con una camicia bianca che spunta da sotto la giacca. Si solleva una manica e guarda l'orologio, distogliendo così lo sguardo da me.

«Charlotte, andiamo», sibilo.

Lei non si muove, rimane piantonata a fissare quello che crede sia mio padre. Ritrovarmi davanti l'uomo che ha rovinato la mia infanzia e fatto uccidere mia madre è difficile. È complicato tenere a bada l'istinto di sfilare la pistola e sparargli un colpo dritto alla testa, ma raccolgo tutta la buona volontà che possiedo perché Charlotte è più importante. È probabile che neanche lui si aspettasse di trovarci qui; appena abbassa gli occhi chiari sulla figlia, un sorrisetto affabile gli incurva le labbra piene.

«Cosa fai, qui?» le chiede.

«Stiamo cercando Cindy, è sparita da qualche ora ormai. L'hai vista?»

Non riesco ad introdurmi nel loro botta e risposta; sento il nervosismo crescere, misto a paura, e la scarica improvvisa di adrenalina mi fa fischiare le orecchie. Lui è qui, davanti a me, e sarebbe facile ucciderlo. Basterebbe prendere la pistola e sparargli. Tutti i problemi morirebbero con lui, non dovrei più avere paura per Charlotte.
Osservo attento ogni particolare del suo viso e mi convinco sempre di più che non vi sia niente — a parte l'eterocromia — di diverso tra lui e mio padre. Sono identici, sembra siano stati fatti con lo stampino.

Cesare scuote lentamente la testa. «No, ma posso trovarla», risponde. «Seguitemi.»

Trattengo Charlotte per i fianchi, serrando le dita intorno ad essi in una morsa che non le permette di muoversi. Alza in mento per guardarmi, confusa.

«Non ci provare, bastardo», sibilo in direzione di Cesare.

I suoi occhi incontrano i miei e il solo fatto che stia continuando a sorridere fa accrescere la mia voglia di piantargli una pallottola tra gli occhi.

Solleva le mani, mostrando i palmi. «Voglio solo aiutarvi», ribatte bonario.

«Harry, smettila», s'intromette Charlotte. «E non chiamare così tuo padre.»

Rivolgo un'occhiataccia anche a lei, che sostiene il mio sguardo con insolenza. È testarda, ma non è colpa sua; lei crede che sia realmente mio padre, non può sapere che in realtà è il suo.

Doctor Dream 2 Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora