VII-Manichini

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Nora si lasciò trasportare facilmente dal tepore del sonno. Anche Cherry si era già addormentato vicino a lei.
La casa stessa sembrava volerla cullare, dal silenzio totale, il ticchettio della pioggia in sottosfondo e il vento che muoveva leggermente le finestre.

Una bambina camminava tranquillamente nel lungo corridoio di casa sua. In braccio teneva il suo peluche preferito, un tenero gatto nero. L'aveva preso qualche giorno come regalo di compleanno, le piaceva tantissimo, tanto da portarlo sempre con sé. Saltellava felice, mentre si dirigeva verso la camera dei suoi genitori. Aveva fatto un bellissimo disegno e non vedeva l'ora di mostrarlo alla mamma e al papà.
Era vicina alla camera, quando sentì che qualcosa non andava. Dalla camera dei suoi provenivano delle voci, non le solite voci calme e pacate che loro le rivolgevano sempre, erano invece più grezze e dure, urlate. La bambina si avvicinò alla porta della camera e sbirciò. I suoi due amati genitori stavano uno di fronte all'altro, la madre seduta sul letto quasi in lacrime, mentre il padre alzato di fronte a lei che le sbraitava qualcosa.
Lei era troppo piccola per capire cosa stesse succedendo, per capire di non intromettersi. Poteva solo pensare che tutto era un gioco, così si scoprii e si avvicinò ai suoi sorridendo. Inizialmente non la badarono, poi suo padre si girò di scatto e le mollò uno schiaffo violento, tanto da farla cadere a terra. Non capiva quello che diceva, non poteva. Le sue guance paffute e rosee si rigarono di lacrime, ma non lasciò scomparire il sorriso sul volto. Il suo amato peluche era volato un po' più in là. Si alzò e corse a prenderlo, non poteva stare senza di lui, il suo Cherry. Lo raccolse e si girò di nuovo verso i genitori. Il sorriso scomparve immediatamente, suo madre era a terra, mentre suo padre si avvicinava verso di lei.
La stava per prendere.
La sua mano grande e forte era davanti al suo piccolo volto.

Nora si svegliò di soprassalto. Era tutta sudata. Intorno a lei era tutto più scuro, forse si era fatta notte, la pioggia non batteva più e anche il vento sembrava essersi calmato. Però sentiva che qualcosa che andava. Si alzò dal letto e si avvicinò alla porta. Non la aprii, infatti da dietro la porta sentiva provenire strani rumori, come qualcosa che veniva trascinato. Svegliò Cherry che dormiva accanto a lei con un piccolo strattone. Si alzò con un miagolio irritato. -Mia piccola Nora, cosa succede?-. Nora lo intimò a stare zitto, e lo chiamò a sé davanti alla porta.
I rumori si sentivano ancora, aprii lentamente la porta di soppiatto. E ciò che vide la lasciò incredula. Un manichino si stava muovendo lungo la sala d'attesa. Era una manichino come quelli dei negozi d'abbigliamento. Si muoveva a scatti, i piedi non si alzavano da terra e venivano trascinati sul suolo, producendo quel rumore.
-Qui è tutto sempre più strano!- esclamò Cherry, che stava sbirciando insieme alla ragazza. -Prima un lupo, ora questi, bisogna dire che hanno un buon senso dell'umorismo.-.
Forse Cherry aveva parlato troppo forte, o forse Nora aveva fatto troppo rumore nel zittirlo, ma il manichino si fermò. Rimase per un po' completamente fermo nella stessa posizione in cui si era bloccato. Poi di scatto girò la testa. Stava guardando verso di loro.

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