VI-Museo di Carne e Sangue

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"Le mie tenebre sono nascoste pure a me stessa"

La casa si estendeva per tutto il prato, senza lasciare alcuna possibilità di attraversarla senza entrare. Ai lati era recintata da alte mura, tutte coperte da muschio e licheni.  Le finestre erano arrugginite, probabilmente corrose dal tempo. Il legno di cui era fatta era marcio, e si notavano alcune increspature e fratture. Nora non poteva che chiedersi come facesse a stare in piedi. Inoltre accanto alla porta d'entrata, arrugginita pure quella, c'erano due fiorere contenenti dei bei gerani di colore rosso. Per qualche motivo erano l'unica cosa non marcia o morta in quella casa.
-Ci tocca entrare!- disse Cherry che ora le stava sempre affianco. Dopo lo scontro con il lupo, Nora non aveva più dubbi sul gatto, finora era l'unico di cui potesse fidarsi in questo posto.
Si avvicinò alla porta, allungò la mano e girò la maniglia, la porta si aprì.
-A quanto pare il proprietario non è uno interessato alla sicurezza- Cherry si precipitò ad attraversarla. La ragazza non poté che seguirlo.
Appena mise piede dentro la casa, Nora avvertì immediatamente una strana sensazione, come di Deja-Vu. Eppure lei sapeva di non esserci mai stata prima, nè di averla mai vista.
La porta in legno sulle sue mani pareva familiare, ne riconosceva ogni graffio e ogni scheggiatura. Anche il corridoio centrale, il tappetino viola che dava all'ingresso e il porta-ombrelli di fianco all'entrata.
Appena fu entrata completamente la porta si chiuse di colpo alle sue spalle. Si girò di scatto e tentò immediatamente di aprirla, era chiusa.
-A quanto pare il gioco prosegue!- disse Cherry che aspettava Nora rannicchiato alla fine del corridoio.
-Non sento pericoli qui intorno!- Nora camminò lentamente, il corridoio era buio e come con la foresta, non sapeva dove mettere i piedi. Ma questa volta l'aiuto arrivò insperato. Dai lati del corridoio si accesero cinque candelabri che illuminarono, seppur fiocamente, il corridoio. Era tappezzato di uno strano motivo viola ai lati: una specie di serpente che percorreva l'intero muro a zigzag, la pelle del serpente aveva dei disegni circolari. Mentre il pavimento era di legno, un parquet per la precisione, leggermente impolverato.
Attraversò il corridoio senza problemi, raggiunse Cherry e finalmente vide l'atrio dell'edificio.
Era molto spazioso, davanti a loro c'era un tavolo di legno d'ebano in cui erano appoggiati tre fogli, le finestre seppur non fossero chiuse, non illuminavano la stanza, a pensarci erano sempre dei candelabri posti ai lati, cinque per la precisione, di cui uno spento. Di fronte al tavolo vi erano una serie di panche disposte in fila.
Cherry saltò subito sopra il tavolo.
-Sala d'attesa- lesse sul un foglio attaccato al muro. -Durante la visita si prega di non fare confusione, di non lasciare in giro oggetti personali e di non toccare i manichini- si girò verso Nora -Interssante, mia piccola Nora, sembra che la casa sia uno specie di museo!-
Un museo, non sapeva spiegarsi come facesse a conoscere quella parola se non aveva mai visto un museo in vita sua. Raggiunse Cherry e analizzò i fogli sul tavolo. Uno rappresentava una specie di mappa del museo, riconobbe infatti il corridoio e la sala d'attesa, gli altre due sembravano essere degli scritti amministrativi. Si concentrò particolarmente sulla mappa. Vide che la stanza era collegata ad altre tre, su una di esse vi era scritto in maniera abbastanza grossolana "Dormire". Anche Cherry si accorse della cosa. -Direi che in questo posto la fortuna sia dalla nostra parte, meglio fermarci e riposare.-.
Aprirono la porta cigolante ed entrarono nella stanza indicata. All'interno vi era una vera e propria stanza da letto. C'era un armadio in legno, un letto singolo molto comodo, a detta di Cherry, e una scatola chiusa con un lucchetto. Nora era quasi attirata dal letto, infatti non ci pensò due volte ad buttarsi sopra. Era tutto stranamente tranquillo, pensava mentre guardava il soffitto. Però il pensiero non continuò, non ci volle molto che Nora cadde in un sonno profondo.

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