III-RE:Load

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"Quanto sono grandi le tue tenebre?"

Buio.
C'era solo buio nella sua testa, non riusciva a percepire niente, non vedeva niente e non sentiva niente. Provare a fare un passo era troppo pericoloso, sarebbe potuta cadere nel vuoto, oppure poteva rimanere ferma, ma lei sapeva dove si trovava, cosa stava facendo e soprattutto chi la stava fissando.
Aspetta.
Come faceva a saperlo? Lei è la prima volta che si trova qui. O forse no. Qualcosa le diceva che sapeva cosa doveva fare, dove andare. Il buio le sembrava familiare, troppo familiare.
Tutto il suo corpo tremava. Agitazione o paura, non lo sapeva nemmeno lei. Prese un bel respiro e fece subito un passo avanti.
Sapeva cosa sarebbe successo, già percepiva la pioggia nel suo corpo. Andò avanti, senza fretta, faceva in passo alla volta. Dopo cinque passi, arrivò la prima goccia, che le bagnò la spalla e scese lungo il braccio destro. Poi cominciò a scendere copiosamente, bagnandole i capelli e l'intero corpo. I passi sempre più pesanti, affondavano nel fango bagnato. Infine eccolo.
Il tuono.
Illuminò l'intera area e finalmente la foresta le apparve ai suoi occhi per la prima volta, o forse seconda.
Alzò lo sguardo in alto ed eccola. Lo sapeva che c'era, se la ricordava molto bene, quella scritta: "Non seguire il sangue".
Cos'era?
Giusto un attimo.
Una specie di luccichio.
Nora aveva appena visto un'altra ragazza davanti a lei. Sembrava impaurita e si stava addentrando nel bosco. Forse era stata lei a scrivere quelle parole.
Cominciò a seguirla, e si addentrò tra le fronde della quercia. Cercò di seguirla nel modo più silenzioso possibile, non voleva farsi scoprire. 
La ragazza era magra, bassetta di statura e con una vistosa chioma di capelli leggermente mossi. Era difficile non notarla.
Cercò di pesare ogni passo, senza fare il minimo rumore, e allo stesso tempo di non perderla di vista un solo istante.
Appena poco dopo aver superato l'albero con la scritta, ecco arrivare il vento gelido. La ragazza sembrava avere difficoltà nel proseguire, probabilmente le gambe e il corpo erano completamente gelati. Anche Nora non aveva poche difficoltà, il vento muoveva i rami che le graffiavano la pelle, però nascosta tra le fronde era coperta dal gelo.
La ragazza misteriosa camminava lentamente, ma non dava segni di volersi fermare, proseguiva imperterrita, nonostante il vento e la pioggia divenissero sempre più forti e pungenti. Sembrava quasi possedere un corpo invincibile, con una volontà di ferro. Però Nora sapeva dentro di sé che sicuramente non era una forte volontà a guidarla, ma bensì qualcos'altro, la paura verso qualcosa che sicuramente era dietro di lei.
Però senza accorgersi Nora finì dritta in una chiazza di sangue.
Un leggero fruscio.
Nora vide che la ragazza si era fermata e che lentamente si stava girando verso di lei, quando...
GIÙ!
Un gatto nero le balzò sulla testa facendola cadere a terra.
Nora si rialzò, voleva sapere perché quel gatto le è balzato addosso. Non ci mise molto a capirlo. Una lama seghettata circolare era conficcata nel tronco dell'albero dietro di lei. Se fosse rimasta in piedi, ora non sarebbe più in questo mondo. Si girò e vide che la ragazza misteriosa se ne era andata. Il gatto era davanti a lei, seduto, la coda che ondeggiava lentamente mentre i suoi occhi gialli la fissavano, senza muovere un muscolo.
Nora fissò a sua volta il gatto. Il suo pelo nero lucido la incantava e i suoi occhi era tremendamente magnetici.
-Ehi!  Hai intenzione di fissarmi ancora per lungo?-
Nora rimase di stucco, quasi pietrificata, quel gatto aveva parlato.

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